Groenlandia: il punto del non ritorno

| Secondo uno studio recente, la calotta di ghiaccio dell’isola del nord Atlantico si sarebbe ormai sciolta in modo irreparabile. E le conseguenze arriveranno a breve

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È una pessima notizia, quella che arriva da uno studio appena divulgato da un team di ricercatori della Ohio State University: la calotta di ghiaccio della Groenlandia si è sciolta superando il punto del non ritorno, e gli sforzi per rallentare il riscaldamento globale non ne impediranno la disintegrazione.

“La calotta di ghiaccio è in un nuovo stato dinamico, in cui anche se si tornasse ad un clima più simile a quello di 20 o 30 anni fa, perderebbe comunque massa rapidamente”, ha commentato Ian Howat, coautore dello studio.

Secondo Michalea King, autore principale dello studio, l’enorme massa della calotta continentale, 1,71 milioni di km quadrati complessivi, scarica ogni anno nell’oceano più di 280 miliardi di tonnellate di ghiaccio fuso, il che la rende il più grande contributore all’innalzamento del livello del mare, che gli esperti prevedono si innalzerà di oltre un metro e mezzo entro la fine del secolo, spazzando via spiagge e coste.

“Ci sono molti posti, come in Florida in particolare, dove un metro in più coprirebbe molte aree, e questo si aggrava in presenza di tempeste e uragani”.

Lo studio ha utilizzato quattro decenni di dati satellitari per misurare i cambiamenti nella calotta glaciale: gli autori hanno scoperto che dopo il 2000, l’area si è ridotta così rapidamente che le precipitazioni nevose non avrebbero tenuto il passo con il tasso di scioglimento di parti del ghiacciaio esposte ad acqua oceanica più calda, anche se il cambiamento climatico si fosse invertito di colpo.

“Abbiamo superato il punto di non ritorno, ma ovviamente c’è ancora molto da fare. Basterebbe iniziare a farlo”.

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