India: troppo calda per sopravvivere

| Ondate di calore improvvise stanno mietendo centinaia di vittime, e le previsioni future sono allarmanti: nel giro di pochi anni, buona parte del territorio indiano potrebbe diventare inospitale per il genere umano

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Sono almeno 100, le vittime delle ondate di calore che hanno colpito alcune regioni dell’India, e le previsioni degli esperti sono fosche, parlano di zone che nel giro di pochi anni diventeranno troppo calde per essere abitabili, con un’inevitabile crisi umanitaria di proporzioni enormi.

Solitamente, le ondate di calore in India colpiscono tra marzo e luglio e si affievoliscono con l’arrivo delle piogge monsoniche. Ma negli ultimi anni i periodi di caldo sono diventati più intensi, più frequenti e più lunghi.

Secondo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), l’India è tra i paesi che potrebbero essere tra i più colpiti dagli effetti della crisi climatica. Secondo gli esperti del Massachusetts Institute of Technology (MIT) se anche il pianeta riuscisse a ridurre le emissioni di carbonio, limitando il previsto aumento delle temperature medie globali, per diverse parti dell’India sarebbe comunque troppo tardi: condannate a mettere alla prova i limiti della sopravvivenza umana.

Lo scorso anno si sono registrate 484 ondate di calore ufficiali in tutta l’India, rispetto alle 21 del 2010. Durante questo periodo, più di 5.000 persone sono morte. E quest’anno non sembra andare molto meglio: a giugno, Delhi ha raggiunto una temperatura di 48°, la più alta mai registrata in quel mese. A ovest della capitale, in Rajasthan, è stato quasi battuto il record di calore del paese con un massimo di 50,6°. Lo stato più povero dell’India, il Bihar, è stato costretto a chiudere le scuole e gli uffici pubblici per cinque giorni dopo che il forte caldo ha ucciso più di 100 persone. Le chiusure sono state accompagnate da avvertimenti alla popolazione di restare al chiuso durante la parte più calda della giornata. E secondo i meteorologi, la situazione non potrà che peggiorare: “È molto probabile che le future ondate di calore colpiscano tutta l'India”.

Ma la situazione del continente indiano non è unica: diverse regioni in tutto il mondo hanno subito ondate di calore intenso: dalla Spagna alla Cina, dal Nepal allo Zimbabwe.

Per esaminare la questione della sopravvivenza nell’Asia meridionale, i ricercatori del MIT hanno esaminato due scenari possibili: il primo è che le temperature medie globali aumenteranno di 4,5° entro la fine del secolo. Il secondo è la previsione più ottimistica di un aumento medio di 2,25°. Entrambi superano comunque gli obiettivi dell’accordo di Parigi di mantenere l’aumento della temperatura media globale a meno di 2°. Ma anche mettendoci tutto l’ottimismo possibile, secondo i ricercatori nessuna zona dell’Asia meridionale rientrerà nei limiti di sopravvivenza entro l’anno 2100.

L’India è nella fase iniziale dello sviluppo di un robusto piano d’azione, il Dipartimento Meteorologico sta lavorando con la sanità per creare un sistema di allerta in grado di informare milioni di persone attraverso SMS sull’arrivo di ondate di calore. Firmatario dell’accordo di Parigi sul clima del 2015, il paese si è impegnato a ridurre le proprie emissioni di carbonio dal 33 al 35% entro il 2030. Il mese scorso, il Primo Ministro Narendra Modi ha annunciato l’intenzione di aggiungere entro il 2030 circa 500 gigawatt di energia rinnovabile alla rete elettrica del paese, con l’idea di raggiungere il 40% della potenza del paese.

Il “Climate Action Tracker”, un sito che analizza i progressi dei paesi, è convinto che l’India stia facendo buoni progressi, ma potrebbe fare molto di più riducendo la dipendenza dalle centrali a carbone. Un rapporto della Central Electricity Authority indiana pubblicato questa settimana ha svelato che l’energia a carbone potrebbe ancora rappresentare la metà della produzione indiana di energia elettrica nel 2030, nonostante gli investimenti del paese nell’energia solare.

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