L'onda verde sfiora (solo) l'Italia

| L'effetto Greta si traduce per i Verdi in 72 seggi europei contro i 52 precedenti. Francia, Germania, UK, Austria, Olanda, Svezia, tappe di una crescita a due zeri. E L'Italia? Non pervenuta

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L’effetto dei cortei in tutta Europa di tempo ispirati da Greta si è tradotto in 72 seggi alle Europee contro i 32 precedenti. Un vento ambientalista che in Italia non s’è quasi sentito. Ma non è una novità. In Francia la lista Europe Ecologie Les Verts (EELV) guidata da Yannick Jadot è la terza forza politica nel Paese, con il 13,47%, e 13 seggi sui 73 che spettano a Parigi. In Germania i Verdi (Bundnis 90/Die Grunen) con il 20,8% hanno raddoppiato il risultato del 2014, sostituidendosi ai Social-democratici (SPD). "Questo è un Sunday for Future", ha detto il leader dei verdi, Sven Giegold. In Gran Bretagna, il Green Party raddoppia il suo precedente risultato, con il 12,4%, più forte dei Conservatori di Theresa May. In Svezia, patria di Greta, Verdi in aumento con il  il 9,5%; nei Paesi Bassi ottimo risultato per il Goelinks, con tre europarlamentari. In Austria Die Grunen ha raddoppiato i consensi (20,5%) e in Irlanda il candidato del Green Party, Ciaran Cuffe, ha totalizzato il 23% nella circoscrizione di Dublino, primo partito.

Candidati giovani, alcuni appena ventenni, molti tecnici di valore, specialisti di ambiente noti a livello mondiale. Una rivoluzione. Perché i Verdi non hanno apparati di partito, non hanno mesi per sostenere costose campagne pubblicitaria, non ha una gerarchia molto definita. 

Gli elettori europei, specie i più giovani, hanno dato una risposta concreta alla crisi climatica e ambientale con una scelta netta alle urne, consentendo all'onda verde di raggiungere l’Europarlamento. Forse definirlo trionfo, come hanno fatto molti media, pare eccessivo. Ma di certo è un segnale potente e significativo. Il Partito Popolare Europeo (PPE) e i social-democratici (SD) dovranno confrontarsi con loro, non solo pro forma. La 16enne svedese Greta Thunberg e i suoi 'Fridays For Future’ non sono stati vani, La lunga tournée europea, che ha sollevato ironie e polemiche, ha battuto anche lo scetticismo di molti. Lo sciopero globale, alla vigilia del voto, con 2260 cortei in 90 paesi nel mondo, per avvertire che si trattava di "elezioni climatiche. ”Siamo parte di un'onda verede europea, il segnale dei francesi è chiaro: l'ecologia sia al centro della nostra vita e del dibattito politico", spiega, a freddo, Jadot. Sarà la battaglia vera per il futuro. Di tutti.

 
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