L’Australia brucia

| Centinaia di roghi, favoriti da temperature elevatissime, sono ormai troppo estesi per sperare di essere domati. Si attendono le piogge, che non arriveranno prima di fine gennaio. Per gli esperti avranno un grane impatto sulla biodiversità

+ Miei preferiti
Le autorità lo ammettono, sconsolate: il centinaio di roghi che sta devastando l’Australia è destinato a bruciare per settimane. Le zone più colpite sono quelle del New South Wales e del Queensland, con un preoccupante fronte delle fiamme di dimensioni ormai più grandi della città di Sydney, troppo esteso per sperare di averne la meglio.

Il bilancio di questa prima parte della stagione degli incendi è drammatico: sei morti e più di 1.000 abitazioni divorate dalle fiamme. Le squadre dei vigili del fuoco hanno lavorato duramente per creare delle zone di contenimento prima del peggioramento delle condizioni climatiche, con previsioni che raccontavano un brusco innalzamento delle temperature fino a superare i 40 gradi.

Il rogo più grande, il mega incendio sviluppatosi sulle Gospers Mountain, non distante dalla periferia nord-occidentale di Sydney, non ha alcuna speranza di essere domato fino all’arrivo delle prime piogge, previste fra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio.

“Gli incendi del New South Wales sono troppo estesi, e l’enorme quantità d’acqua che gettiamo sulle fiamme crea immense colonne di fumo che riempiono l’aria colorando di arancione il cielo”, ha commentato un portavoce dei vigili del fuoco.

Ma il peggio potrebbe ancora arrivare: il centro metereologico nazionale ha previsto per la prossima settimana l’arrivo di forti venti, concentrati proprio nelle zone colpite dagli incendi. La siccità che dura da mesi ha trasformato il bushland in sterpaglie asciutte a cui basta un fulmine o il mozzicone di una sigaretta per prendere fuoco. È andata perfino peggio nel Queensland, dove un paio di giorni fa un container pieno di fuochi d’artificio è esploso costringendo i residenti alla fuga, ma soprattutto dando il via ad un incendio di dimensioni abnormi.

Secondo Bidda Jones, responsabile della “Australian Royal Society for the Prevention of Cruelty to Animals”, al di là del costo vivo, gli incendi avranno un “grande impatto sulla biodiversità e la fauna selvatica”. Sulla base dei dati forniti dal servizio metereologico, il mese scorso è stato il novembre più secco degli ultimi 40 anni: la media del mese è di circa 100 ml, e quest’anno non ha sperato quota 18.

In Australia, le conseguenze del cambiamento climatico sono oggetto di un acceso dibattito politico. Il governo federale si è rifiutato di ammettere che le crescenti emissioni di carbonio dell’Australia e le massicce esportazioni di combustibili fossili abbiano giocato un ruolo fondamentale nella crisi degli incendi. Il primo ministro australiano Scott Morrison ha affermato che non esiste “alcuna prova scientifica credibile” che colleghi il cambiamento climatico con gli incendi. Una teoria rispedita al mittente da diversi scienziati, che accusano la classe politica di “nascondere la testa sotto la sabbia mentre il mondo brucia intorno a loro”.

Galleria fotografica
L’Australia brucia - immagine 1
L’Australia brucia - immagine 2
L’Australia brucia - immagine 3
L’Australia brucia - immagine 4
L’Australia brucia - immagine 5
L’Australia brucia - immagine 6
Ambiente
Bezos: un fiume di denaro contro i cambiamenti climatici
Bezos: un fiume di denaro contro i cambiamenti climatici
Il fondatore di “Amazon” ha stanziato 791 milioni di dollari attraverso il “Bezos Hearth Found”, destinati a 16 Ong, scienziati e organizzazioni che si battono per proteggere il nostro pianeta
«L’Australia si prepari ad un futuro allarmante»
«L’Australia si prepari ad un futuro allarmante»
L’inchiesta scattata dopo la devastante stagione degli incendi spiega i motivi del disastro e raccomanda un’azione incisiva del Paese, soprattutto nella lotta ai cambiamenti climatici
14 milioni di tonnellate di microplastiche sul fondo dell’oceano
14 milioni di tonnellate di microplastiche sul fondo dell’oceano
È la stima – per difetto - di uno studio realizzato da un’equipe scientifica che ha individuato nelle profondità degli oceani quantità enormi di residui plastici che stanno uccidendo flora e fauna
La guerra mondiale della monnezza
La guerra mondiale della monnezza
È quella in corso fra Oriente e Occidente, puntellata da Paesi che rispediscono al mittente mercantili carichi di rifiuti pericolosi mescolati alla plastica da riciclare
L’inquietante verità sul riciclaggio della plastica
L’inquietante verità sul riciclaggio della plastica
Una bugia creata 50 anni fa dall’industria della plastica con il solo scopo di produrne di più. L’unica alternativa per fermare il soffocamento di mari e oceani è che chi ha invaso il pianeta, ci ripensi
Il pianeta tradito
Il pianeta tradito
Neanche uno degli obiettivi decennali della convenzione di Aichi del 2010 è stato raggiunto. È la denuncia di un rapporto delle Nazioni Unite, che lancia l’allarme: di questo passo, la nostra Terra non reggerà a lungo
Cinque cicloni tropicali si aggirano nell’Oceano Atlantico
Cinque cicloni tropicali si aggirano nell’Oceano Atlantico
È la seconda volta nella storia che si registrano contemporaneamente così tanti fenomeni climatici di forte intensità, e almeno tre preoccupano le coste americane
Il rogo della West Coast
Il rogo della West Coast
California, Oregon e stato di Washington sono da giorni alle prese con incendi resi indomabili da caldo e vento. Oltre mezzo milione di persone evacuate e 11 morti il bilancio provvisorio
Nella UE 630mila morti all’anno per inquinamento
Nella UE 630mila morti all’anno per inquinamento
Il rapporto dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, sottolinea che si fa ancora troppo poco diminuire un numero altissimo di vittime silenziose. Le soluzioni? Drastiche, ma necessarie
Nella Death Valley la temperatura più alta mai registrata
Nella Death Valley la temperatura più alta mai registrata
A Furnace Creek, nel cuore della celebre depressione del deserto del Mojave, toccati i 57° C: mai così caldo da quando esistono le misurazioni. Ed è allarme dai climatologi: andrà sempre peggio