Russia chiama DiCaprio

| Gli abitanti del lago Baikal chiedono all’attore, noto per le sue battaglie ambientali, di aiutarli a salvare la zona dal degrado e la speculazione

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È dal 1998, dopo il successo planetario di “Titanic”, che Leonardo DiCaprio ha scelto di sposare in pieno la questione ambientale. La “Leonardo DiCaprio Foundation”, senza scopo di lucro, è nata per difendere la biodiversità e sostenere le energie rinnovabili, ma produce anche documentari realizzati da Leo al di fuori del set, tutti dedicati alle più gravi e impellenti emergenze del pianeta. Attraverso la sua fondazione, l’attore premiato con l’Oscar nel 2016 per la magistrale interpretazione in “Revenant”, ha donato almeno svariati milioni di dollari per la salvaguardia ambientale e per finanziare la protezione di specie animali a rischio, oltre alle popolazioni colpite da disastri naturali.

Da qualche settimana, il profilo ufficiale Instagram di DiCaprio è preso d’assalto da migliaia di richieste di cittadini russi che gli chiedono di intervenire per salvare il lago Baikal, specchio d’acqua della Sibera meridionale protetto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità e inserito nelle sette meraviglie della Russia. Due riconoscimenti che nel tempo non hanno impedito a diversi impianti industriali di sversare ogni anno nelle acque del Baikal migliaia di litri di scarichi nocivi. Quando decenni di proteste degli abitanti hanno convinto le autorità a chiudere e spostare gli impianti, è partita una lottizzazione dell’area con la costruzione di centinaia di resort e hotel che ha scatenato nuove proteste.

La scelta di chiedere aiuto a DiCaprio non è casuale: anni fa, durante un’intervista, l’attore aveva parlato di una nonna di origini russe.

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