Trump colpevole, ignora il cambiamento climatico

| Jeffrey Sachs, economista e direttore del “Center for Sustainable Development” della Columbia University lancia accuse pesantissime attraverso la CNN: si tratta di crimini contro l’umanità, il presidente meriterebbe l’impeachment

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Donald Trump, il governatore della Florida Rick Scott e il senatore Marco Rubio dovrebbero essere condannati per cimini contro l’umanità, per la cecità dimostrata nell’affrontare i cambiamenti climatici. Sono gli autori di politiche che negano sistematicamente i diritti umani fondamentali ai propri cittadini e alle persone in tutto il mondo, compresi i diritti alla vita, alla salute e alla proprietà. Sonopolitici continuano ad avere le mani sporche di sangue, malgrado il bilancio delle vittime continui a salire.

Trump rimane insensibile alle migliaia di morti causati dalla risposta inadeguata, sottostimata e poco motivata del suo governo di fronte all’uragano che ha colpito Puerto Rico lo scorso anno. L’immagine che rimarrà nella storia è quella del Presidente che allunga allegramente asciugamani di carta davanti gli obiettivi dei media, mentre la gente intorno a lui ha sofferto ed è morta, totalmente abbandonata. Il mese scorso, l’uragano “Florence” ha causato almeno 48 morti, mentre la settimana scorsa ‘'uragano Michael ha mietuto almeno 32 vittime, con più di un migliaio di persone scomparse. Il bilancio finale delle vittime aumenterà probabilmente nei mesi a venire, man mano che le conseguenze residue della tempesta diventeranno più chiare.

Mentre la Terra si riscalda a causa della continua combustione di carbone, petrolio e gas, i disastri legati al clima, che includono uragani ad alta intensità, inondazioni, siccità, precipitazioni estreme, incendi boschivi e ondate di calore, rappresentano un pericolo crescente per la vita e i territori. Gli uragani diventano più distruttivi man mano che le acque oceaniche più calde alimentano di energia le tempeste. L’aria più calda porta anche un aumento dell’umidità per precipitazioni devastanti, mentre l’innalzamento del livello del mare porta in dote maggiori inondazioni. A rischio ci sono anche decine di siti Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Eppure Trump e i suoi sono i leali servitori dell’industria dei combustibili fossili, che riempiono le casse per le campagne elettorali del partito repubblicano. Trump ha anche bloccato la lotta contro il cambiamento climatico ritirandosi dall’accordo di Parigi, i politici privano la gente della loro vita e delle loro proprietà a causa del profondo cinismo, dell’avidità e di un’ostinata ignoranza scientifica.

Il primo compito di chi governa è quello di proteggere i cittadini, una vera protezione richiede un’azione per il clima su diversi fronti: educare l’opinione pubblica sui crescenti rischi dei cambiamenti climatici, emanare leggi e regolamenti per garantire che famiglie e imprese siano tenute al riparo dai danni, ad esempio bloccando le costruzioni nelle pianure alluvionali e investendo in infrastrutture sostenibili per contrastare l’innalzamento del livello del mare. In più, anticipare la crescente frequenza di disastri climatici attraverso una preparazione basata sulla scienza che faccia seguire una risposta adeguata durante e dopo gli eventi catastrofici. E, soprattutto per il futuro, guidare la rapida transizione verso l’energia a zero-carbonio per prevenire calamità molto maggiori negli anni a venire.

Questa semplice lista di cose da fare è esattamente l’opposto di ciò che stanno facendo Trump e i suoi amici. Il presidente americano ignora le scoperte scientifiche sul cambiamento climatico ed espone il suo paese a rischi senza precedenti. I funzionari che ha nominato all’Agenzia per la protezione dell’ambiente sono amici dell’industria e lobbisti molto più interessati all’auto-arricchimento, a imbottire i loro conti e agevolare i business, a qualsiasi costo.

L’errata gestione del disastro di Puerto Rico dell’anno scorso potrebbe essere motivo di impeachment: migliaia di cittadini sono morti inutilmente perché l’amministrazione non si è mossa adeguatamente adeguate prima, durante e dopo l’uragano. Due studi epidemiologici indipendenti e dettagliati, che utilizzano metodologie diverse - uno condotto da ricercatori della Harvard University e l’altro da ricercatori della George Washington University - hanno stimato che migliaia di persone sono morte all’indomani dell’uragano Maria, molte a causa degli effetti residui della tempesta. Maria ha interrotto l’elettricità e distrutto la capacità dei portoricani di soddisfare i bisogni vitali, interrompendo l’accesso ai servizi sanitari, all’acqua potabile e ai trasporti. Sono morti a causa della tempesta, ma per l’inadeguatezza della prevenzione, della preparazione e della risposta alla catastrofe.

Eppure, quando lo studio della George Washington University è stato pubblicato lo scorso settembre, il Presidente ha risposto dicendo: “Penso che a Puerto Rico abbiamo fatto un lavoro fantastico”, negando sfacciatamente il numero dei morti e senza alcun tentativo di capire o imparare dai risultati.

Recenti studi scientifici sottolineano la terribile emergenza che ci attende. Il professor James Hansen, uno dei leader della climatologia mondiale, ha dimostrato che il clima della Terra si è spostato al di sopra dell’intervallo di temperatura che ha sostenuto l’umanità in 10.000 anni. I rischi sono di un innalzamento catastrofico del livello del mare. Un gruppo di ecologisti di fama mondiale ha recentemente sottolineato che i sistemi critici della Terra potrebbero sfuggire al controllo. Il rapporto “Inter-Governmental Panel on Climate Change” ha appena pubblicato un rapporto allarmante che dimostra che il mondo ha solo pochi anni per muoversi verso le energie rinnovabili e limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 gradi.

Le enormi spese per gli uragani Florence e Michael iniziano a lievitare: funerali, sofferenze e 30 miliardi di dollari di danni che avrebbero potuto essere ridotti drasticamente attraverso una pianificazione e una lungimiranza scientifica. Il popolo americano sta pagando un pesante costo per il cinismo e la crudeltà dei politici con le mani nelle tasche dell’industria dei combustibili fossili. È arrivato il momento di tirare le somme.

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