USA, dove l’aria è sempre più irrespirabile

| Lo dice o “State of the Air”, un report che illustra chiaramente quanto il cambiamento climatico e le politiche ambientali non efficaci stiano minando l’esistenza di milioni di americani

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A Donald Trump, che ha sempre negato le conseguenze del cambiamento climatico e dato nuovo impulso alle industrie del carbone, leggere lo “State of the Air” non piacerà.

Secondo il report, diffuso dall’American Lung Association, la qualità dell’aria negli Stati Uniti è drammaticamente peggiorata rispetto agli anni precedenti, costringendo circa 150 milioni di persone - quasi la metà della popolazione - a respirare aria malsana e fortemente inquinata.

“Ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata, con quasi 21 milioni di persone in più che respirano aria sporca rispetto al rapporto dello scorso anno”, ha commentato Paul Billings, vice presidente dell’ALA.

Quest’anno ricorre il 50esimo anniversario del “Clean Air Act”, che mezzo secolo fa ha incaricato l’Agenzia per la protezione ambientale degli Stati Uniti di regolamentare tutte le fonti di emissione nell’aria. L’obiettivo era quello di ridurre l’inquinamento atmosferico e le piogge acide, aumentare la qualità dell’aria, rallentare il cambiamento climatico e proteggere lo strato di ozono. Secondo l’EPA, grazie alla legge si è assistito ad un calo del 50% delle emissioni dei principali inquinanti atmosferici a partire dal 1990, anno in cui è stata approvata una serie di nuovi emendamenti.

Sotto l’amministrazione Trump, tuttavia, alcune di queste norme sono state ritirate o non regolamentate, e la mancanza di applicazione - insieme al peggioramento del cambiamento climatico - ha portato alla recente inversione dei guadagni in termini di qualità dell’aria. “Se non c’è qualcuno che vigila, sappiamo bene che chi inquina aggira le regole, imbroglia e aumenta le emissioni. E l’inquinamento aumenterà, è già aumentato”.

Altrettanto critiche le associazioni in difesa dell’ambiente: “In tutto il mondo, l’inquinamento uccide 5 milioni di persone ogni anno e, come chiarisce il rapporto, gli Stati Uniti hanno molta strada da fare per proteggere meglio le proprie comunità - ha commentato Sarah Vogel, vice presidente per la salute del Fondo per la difesa ambientale - purtroppo, l’amministrazione Trump sta ancora cercando di indebolire le salvaguardie esistenti permettendo un inquinamento ancora più pericoloso nella qualità della nostra aria”.

Il 21esimo rapporto annuale “State of the Air” ha analizzato i dati del triennio 2016-2018, tre dei cinque anni più caldi della storia. Le temperature più calde hanno contribuito all’aumento dei livelli di ozono in molte aree degli Stati Uniti, influendo negativamente sulla vita di 137 milioni di persone.

Il calore generato dal cambiamento climatico ha contribuito agli incendi, soprattutto negli stati occidentali, che hanno aumentato l’inquinamento da particolato fino a livelli molto pericolosi. “Secondo il rapporto, la qualità dell’aria in alcune comunità è migliorata, ma lo ‘Stato dell’aria’ ritiene che troppe persone respirino ancora aria malsana - ha dichiarato Harold Wimmer, Presidente e CEO dell’American Lung Association - il cambiamento climatico continua a degradare la qualità dell’aria e ad aumentare il rischio che l’inquinamento atmosferico danneggi la salute”.

Anche l’esposizione a breve termine all’inquinamento da particolato può scatenare problemi cardiovascolari, ictus e attacchi d’asma, oltre a contribuire allo sviluppo della demenza, come dimostrano diversi studi. E l’inquinamento atmosferico aumenta anche il rischio di morte a causa di Covid-19: una recente indagine di Harvard ha rilevato che le contee americane con i più alti livelli di inquinamento atmosferico hanno avuto tassi di mortalità significativamente più alti per COVID-19 rispetto alle contee con livelli molto più bassi.

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