Animali killer

| In Florida un appassionato di animali esotici è stato ucciso da un casuario che allevava nella sua fattoria. Parecchie sorprese nella classifica degli animali più pericolosi

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di Marco Belletti

Marvin Hajos era un appassionato di animali esotici e nella sua fattoria nei pressi di Gainesville, in Florida, allevava alcuni lama e numerosi casuari, uccelli considerati a rischio di estinzione e per i quali è necessario uno specifico permesso. Ed è stato proprio uno di questi grossi animali ad aggredirlo e a ucciderlo in questi giorni, secondo quanto segnala la polizia della Contea di Alachua al “Gainesville Sun” che ha in seguito diffuso la notizia. Hajos è stato soccorso e portato in ospedale dove è tuttavia morto in seguito alle ferite causategli dal grosso uccello originario della Nuova Guinea. Appartenente alla stessa famiglia di struzzi, emù e kiwi, il casuario può raggiungere i 50 chilogrammi di peso – secondo solo allo struzzo – non può volare ma raggiunge i 50 km/h quando corre e, secondo quanto afferma il sito web dello zoo di San Diego (uno dei più grandi e famosi del mondo con più di 4 mila animali di oltre 800 specie diverse), è considerato l’uccello più pericoloso del pianeta. Le sue zampe hanno artigli simili a grossi coltelli lunghi fino a 10 centimetri, con i quali attacca, essendo di indole molto aggressiva, per difendere se stesso e i pulcini.

La caratteristica più evidente dei casuari è una sorta di casco che hanno sul capo senza piume: si tratta di una protuberanza utile per farsi strada nella vegetazione fitta in cui vivono e anche per essere più facilmente riconoscibili. In ogni caso, la testa glabra e le zampe speronate sono la dimostrazione che gli uccelli sono i diretti discendenti dei dinosauri e in particolare l’aspetto dei casuari potrebbe essere abbastanza simile a quello dei famigerati velociraptor, star hollywoodiane in “Jurassic Park”.

In realtà, pur essendo i casuari molto pericolosi, non sono numerosi i casi in cui attaccano e uccidono l’uomo. Anzi, probabilmente il povero Marvin Hajos è il primo essere umano che hanno ucciso da parecchi anni a questa parte. E, nell’ipotetica classifica dei 20 animali killer più pericolosi per noi, il casuario non compare neppure.

Al contrario di quanto si potrebbe pensare, alcuni degli animali che il nostro immaginario collettivo considera i più letali non occupano le prime posizioni della classifica. È il caso di un’altra star di Hollywood, quello squalo protagonista di una serie di pellicole blockbuster: benché tutti siano terrorizzati dalle sue fauci, la bestia cacciata da Roy Scheider e Richard Dreyfuss è ben lontana dall’essere la più pericolosa per noi. Infatti con soli 6 morti all’anno è il ventesimo killer degli esseri umani.

Prima di lui, al diciannovesimo posto, troviamo il lupo – con 10 morti – e al diciottesimo la medusa, con 40. Leggermente più pericoloso un altro animale che per antonomasia è considerata una vera assassina, quella tigre che invece miete “soltanto” 50 vittime all’anno. Sono 60 i morti causati dalle api mentre leoni ed elefanti ne provocano un centinaio a testa.

Al tredicesimo posto tra gli animali killer degli esseri umani si piazza un grosso mammifero che all’aspetto si direbbe inoffensivo: l’ippopotamo, con ben 500 vittime. Davanti troviamo un altro animale che fa paura, il coccodrillo, responsabile di un migliaio di morti all’anno. Decisamente differente l’assassino che lo precede e che provoca ben 1.600 vittime: è il verme solitario, che uccide soprattutto nelle parti più povere del pianeta. 

Un altro killer che agisce nelle zone della Terra con più scarse condizioni igieniche, è l’ascaris lunricoides, un grande verme nematode che uccide circa 2.700 persone all’anno. Le sue uova si schiudono nel duodeno liberando le larve che penetrano nell’intestino e si diffondono nel sangue, da dove raggiungono senza difficoltà fegato, cuore e polmoni provocando la morte.

Scorpioni e mosca tze-tze sono “rei” di circa 3.500 vittime all’anno, mentre al settimo posto si piazza, decisamente a sorpresa, la pacifica e lenta lumaca d’acqua dolce con 4.400 uccisioni all’anno.

Salendo ancora, con 12 mila vittime troviamo il triatominae. Si tratta di un pericoloso insetto della famiglia delle cimici che punge vicino alla bocca o agli occhi delle persone e defeca nella ferita che apre. Non c’è rimedio alle lesioni di questa sorta di cimice: provoca la cosiddetta malattia del Chagas, che colpisce nella maggioranza dei casi le fasce più disagiate della popolazione, che nella maggior parte dei casi non si rende conto di essere infetta.

Un’altra sorpresa al quinto posto, dove troviamo il miglior amico dell’uomo. Infatti, i cani provocano circa 18 mila vittime all’anno.

Ben più pericolosi i pappataci, con oltre 24 mila uccisioni, e i serpenti, che si piazzano sul terzo gradino del podio con almeno 60 mila morti all’anno.

Ed ecco che al vertice di questa particolare classifica troviamo due killer a un primo sguardo insospettabili. Con 580 mila vittime il secondo killer per gli uomini è… proprio l’uomo. Tra omicidi, incidenti, guerre, stragi è molto meglio che ci guardiamo molto attentamente dai nostri simili.

Anche se sembra difficile crederlo, gli animali più pericolosi in assoluto per l’uomo sono le zanzare, che uccidono 830 mila persone all’anno, diffondendo malattie decisamente mortali come la malaria, la febbre dengue che causa molte morti infantili, e il virus Zika. Isolato nel 1947 da un esemplare di macaco femmina nella foresta Zika in Uganda, questo virus fu isolato per la prima volta in un essere umano in Nigeria nel 1968. La prima epidemia al di fuori dall’Africa scoppiò nel 2007 in Micronesia e poi il virus Zika raggiunse nel 2015 numerose altre nazioni come Colombia, Suriname, El Salvador, Guatemala, Capo Verde, Figi, Vanuatu, Samoa, Nuova Caledonia, isole Salomone, Indonesia, Messico e Brasile. Nel 2016 l’Organizzazione Mondiale della Sanità dichiarò il virus un’urgenza di sanità pubblica di portata internazionale.

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