La farfalla della TAV

| Alla natura di liti e proteste non importa niente. Nell’aera del cantiere di Chiomonte, in Val di Susa, è stata individuata una specie di farfalla a rischio estinzione. Lo sforzo per rispettare il territorio, le specie animali e vegetali

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La “polissena”, nome comune della “Zerynthia polyxena”, è una farfalla diurna della famiglia delle Papilionidae: ha un’apertura alare compresa fra i 50 ed i 600 mm ed una colorazione caratteristica, gialla con disegni neri, rossi e blu. Una specie considerata minacciata, inserita nella lista degli animali che necessitano di una protezione attenta.

Non sa, la Zerynthia polyxena, di aver scelto una zona piuttosto “calda”, e non per motivi climatici. La farfalla è stata individuata nelle vicinanze del cantiere della Torino-Lione, a Chiomonte, in Val di Susa, che da luogo di scontri fra No Tav e forze dell’ordine si è trasformato in un avamposto di ricerca. È stata “Telt” (Tunnel Euralpin Lyon-Turin), ad avviare con l’Università di Torino il “Progetto Biodiversità” per monitorare la farfalla. Un’attività iniziata nella primavera di quest’anno per mappare la presenza del delicato lepidottero, varata prima ancora del progetto di Variante, che prevede di iniziare a Chiomonte lo scavo del tunnel di base del Moncenisio.

Il cantiere non ha avuto impatti sulla specie: il monitoraggio del 2012 e le verifiche effettuate dai tecnici ARPA dopo una prima segnalazione nel 2017 non avevano dato riscontro della presenza del lepidottero. La ricerca dell’Università è stata avviata per censire la specie, salvaguardandone l’habitat in vista dell’ampliamento del sito dei lavori per il tunnel di base del Moncenisio.

Il monitoraggio si è svolto secondo il “metodo cattura-marcatura-ricattura”, applicato in tutta Europa e indicato dalle Linee Guida ministeriali per il monitoraggio della specie di lepidotteri dalla prof.ssa Simona Bonelli, docente di zoologia e conservazione degli invertebrati al Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Torino, nonché rappresentante italiana della “Butterfly Conservation Europe” e referente nazionale del “Red Data Book of Butterflies” europeo e di quello della regione Mediterranea. La docente ha coordinato per “Federparchi” la stesura della prima Lista Rossa delle farfalle Italiane, dedicata ai lepidotteri a rischio estinzione.

Le attività condotte alla Maddalena a partire dalla primavera 2018 hanno confermato la presenza della farfallain una zona che fa parte del futuro perimetro del cantiere, una popolazione importante dal punto di vista numerico il cui ambiente non può essere alterato né ridotto. La scoperta del lepidottero in vari siti nel raggio di 5 km ha però reso necessario un ulteriore approfondimento, nella primavera 2019, per capire quali siano i legami tra le diverse aree o “oasi”. Intanto va garantito un ambiente protetto per tutelare la specie.

La zona adiacente al cantiere di Chiomonte, caratterizzata da un impatto antropico significativo, ha favorito la sua presenza: “La pianta nutrice ha bisogno di spazi aperti, di ambienti prativi parzialmente soleggiati - spiega la prof.ssa Bonelli- quest’area, in passato più abitata e ora interessata dal cantiere della Torino-Lione, ha conservato caratteristiche ideali per la crescita dell’Aristolochia. Se la zona fosse stata lasciata completamente a bosco, paradossalmente avremmo perso la farfalla”. Muniti di retino entomologico, i ricercatori hanno catturato e marcato gli esemplari: servendosi di un apposito software hanno valutato la consistenza numerica della popolazione sul sito, prima di soffermarsi sulla densità delle piante e dei bruchi.

“Chiomonte si trova a una quota inabituale per la specie, che in genere sopravvive più facilmente in pianura - spiega la professoressa Bonelli - e anche questo è un sintomo del cambiamento climatico in corso”. Come altri ambienti alpini, Chiomonte avrà un ruolo cruciale nella conservazione a lungo termine della biodiversità. Sull’area del cantiere, conclude la docente, “Non era presente la pianta nutrice: le nostre indagini servono proprio a mappare la specie per tutelarla in vista dell’ampliamento del sito”.

Terminata la prima fase dello studio dell’Ateneo torinese, il tavolo di lavoro ha stabilito che l’Università proseguirà il censimento della specie, concentrandosi sulla distribuzione e composizione delle popolazioni, la ricerca sarà estesa anche a monte, in una fascia individuata dall’Ateneo (ubicata a circa 900 metri s.l.m.), che potrebbe avere relazioni di scambio con il sito di cantiere. Nel frattempo il promotore della sezione transfrontaliera, in sede di progetto esecutivo, condurrà un approfondimento, una riprofilatura del cantiere e alcuni interventi di mitigazione per tutelare l’habitat della farfalla, in osservazione alle prescrizioni 135 e 136 della Delibera CIPE 39/2018 di approvazione della Variante. Un esempio di azione che potrà essere intrapresa è la creazione di corridoi ecologici per mettere in comunicazione le diverse zone in cui la farfalla è presente: l’oasi più vicina al cantiere, per 3 ettari complessivi tra Chiomonte e Giaglione, verrà delimitata per proteggere la Zerynthia. Nei prossimi giorni i proprietari dei terreni interessati riceveranno le lettere per la richiesta di accesso su aree private per attività di ricerca scientifica.

La società italo-francese ha dato la propria disponibilità ad ospitare un presidio stabile di studio della specie protetta, in collaborazione con l’Università di Torino. Una specifica convenzione per creare a Chiomonte un laboratorio della biodiversitàè stata approvata dal Consiglio di Dipartimento il 20 novembre scorso.

Inoltre, il 1° ottobre scorso, Telt ha sottoscritto un protocollo di Intenti con la Regione Piemonte per garantire un livello adeguato ed omogeneo nella gestione delle tematiche connesse alla valutazione d’impatto ambientale, nel quadro della realizzazione della sezione transfrontaliera della Torino-Lione. L’intesa prevede l’attivazione di tavoli di approfondimento su specifiche tematiche ambientali con la partecipazione di Telt, Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino, dell’Ente di gestione delle aree protette delle Alpi Cozie e di ARPA Piemonte. Specifici focus saranno dedicati al lupo, agli ungulati e ad alcune piante.

“La strada intrapresa da Telt è, da sempre, quella di tutelare e valorizzazione il territorio mediante la collaborazione con soggetti accademici e centri di ricerca di alto profilo, così come avvenuto, ad esempio, per la VIS –commenta Mario Virano, direttore generale della società italo-francese– l’accordo con l’Università di Torino per l’avvio del Progetto Biodiversità dimostra che il cantiere di Chiomonte anziché essere una minaccia diventa una risorsa per il territorio, come hanno ben compreso i sindaci delle aree interessate. E la Maddalena non è solo terreno di studio per ricercatori di ogni campo, dalle scienze della terra al sotterraneo e ora anche per la biologia e conservazione della biodiversità, ma fa nascere in questi luoghi un punto di eccellenza. Il ‘laboratorio per la biodiversità alpina’ rivitalizza il museo di Chiomonte in attesa che, con la Sovrintendenza, se ne rilanci anche la vocazione archeologica”.

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