L’anno della falena

| Quest’estate sarà ricordata per la proliferazione della lymantria dispar, ma sembra che grazie alla resistenza agli insetticidi che cresce generazione dopo generazione saranno gli scarafaggi a conquistare il mondo. Sempre che le zanzare…

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Di Marco Belletti
Le zanzare stanno diventando animali sempre più pericolosi e possono provocare dolore agli esseri umani direttamente o indirettamente. Direttamente, massacrandoci di punture dolorose e pericolose. [Leggi qui l’articolo di ItaliaStarMagazine sulle zanzare tropicali]

E anche indirettamente come è successo al settantenne in provincia di Lecce che – salito su una scala per montare la zanzariera a una finestra di casa – a causa probabilmente di un improvviso giramento di testa, ha perso l’equilibrio ed è caduto non solo a terra, ma addirittura in una botola sul pavimento sotto di lui: un capitombolo di ben oltre due metri. La moglie che lo stava aiutando ha chiamato i soccorsi e nel giro di qualche minuto i vigili del fuoco lo hanno estratto dalla botola e i sanitari del 118 lo hanno condotto in ospedale. A parte numerose contusioni e un bel po’ di paura, sembra che l’uomo stia bene.

Dell’invadente presenza e della pericolosa fastidiosità delle zanzare noi italiani siamo ben consci, siamo tuttavia molto meno consapevoli del fatto che ormai gli scarafaggi sono quasi impossibili da uccidere, praticamente stanno diventando degli esseri invincibili.

È stata recentemente pubblicata sulla rivista Scientific Reports una ricerca dell’università statunitense Purdue che mette in evidenza come le blatte e gli scarafaggi stiano diventando sempre più resistenti. Gli insetticidi non hanno più effetto e il numero di alcune razze – per esempio la blattella germanica – sta crescendo rapidamente.

Sembra che nel giro di una sola generazione gli scarafaggi si siano evoluti aumentando la loro resistenza fino a sei volte rispetto alla generazione precedente, diventando immuni a spray, pesticidi e insetticidi, anche prodotti con cui non sono mai stati attaccati in precedenza.

L’adattamento incredibile di questi animali è stato sperimentato con diversi insetticidi in alcuni appartamenti infestati. Gli scienziati le hanno provate davvero tutte, miscelando i disinfestanti, incrementando la durata dell’esposizione agli spray: niente da fare, ad abbandonare gli appartamenti sono stati gli esseri umani.

Anzi, nel caso dei test meno aggressivi, con l’uso di un solo tipo di insetticida, il numero degli scarafaggi è addirittura aumentato del 10 per cento. Si tratta di risultati realmente preoccupanti in quanto il ciclo riproduttivo degli scarafaggi dura tre mesi al termine dei quali nascono anche 50 insetti per nidiata ulteriormente più resistenti rispetto alla generazione precedente, in grado di diventare portatori di batteri, salmonella, allergeni e altri fattori di rischio per la salute umana.

Come fare per sconfiggere le terribili blatte che potrebbero conquistare il mondo? Per gli studiosi è necessario proseguire la ricerca con diverse combinazioni di trattamenti chimici e trappole, di miglioramento dei servizi igienici e pulizie approfondite per evitare non solo che si riproducano ma che possano trovare un ambiente favorevole in cui proliferare. L’insetticida che al solo vederlo gli scarafaggi muoiono stecchiti sembra ormai essere un lontano ricordo.

Un altro insetto con cui l’umanità sta iniziando a fare i conti è la falena. In Italia, l’estate 2019 sarà infatti ricordata per la grande quantità di falene che invaderanno soprattutto l’isola d’Elba, la Maremma, il Circeo e Gaeta oltre che in generale quasi tutte le coste e le zone litoranee della penisola.

In questa calda estate la lymantria dispar (lepidottero tra le specie invasive più dannose al mondo) uscirà dai boschi che in fase di larva avrà divorato – mangiando le foglie di aceri, faggi, olmi, tigli, platani e querce – e invaderà campagne, spiagge, città.

Gli entomologi tuttavia non sono preoccupati, in quanto affermano che si tratta di un fenomeno naturale perché la lymantria ogni decina d’anni raggiunge un picco procreativo destinato a finire nell’arco di una stagione. Le falene quindi il prossimo anno saranno decisamente meno in quanto la loro crescita farà aumentare anche il numero di parassiti che si nutriranno di loro.

In realtà un minimo di preoccupazione questi fenomeni dovrebbero causarla: la riduzione della biodiversità provocata dagli esseri umani può favorire alcune specie a discapito di altre. Una zona che aveva boschi e prati, ora per esempio intensivamente e completamente coltivata a grano non permette la vita a tutta una serie di animali che sono destinati a migrare o morire. Nel caso della lymantria a “perdere” sono stati i nemici naturali di questo insetto, come certi uccelli che mangiano le falene adulte, o le vespe che depongono le uova sul corpo delle larve.

Leggermente diverso il discorso per quanto riguarda gli alberi, che anche completamente defogliati riescono nel giro di breve tempo a riprendersi. Pur perdendo il 90 per cento delle foglie, molte specie si riprendono nel giro di un anno, in quanto al danno subito compensa la più elevata produzione di concime causata dalle foglie cadute e marcite o dagli escrementi delle stesse falene.

Pur assomigliando alla temuta processionaria, le larve della falena non sono pericolose per gli esseri umane, né lo è la farfalla adulta che non punge. La natura quindi è in grado di far fronte a questo boom di nascite, ma non sempre. In Europa non c’è problema, negli Stati Uniti la situazione è ben differente, in quanto la lymantria è devastante.

Tutto ha origine a metà dell’Ottocento quando alcuni esemplari furono portati negli States per provare a incrociare la falena con il baco da seta. L’esperimento non riuscì e gli animali furono liberati: essendo specie “aliena” – cioè senza nemici naturali che possano regolarne la crescita – ora la lymantria è per i biologi americani una delle specie più invasive e dannose al mondo. A ognuno la sua croce: chi le falene, chi gli scarafaggi, chi le zanzare.

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