Ucciso Rafiki, la star dei gorilla ugandesi

| Abituato al contatto con l’uomo, guidava un branco di 17 esemplari di cui ora si teme la sorte. I bracconieri catturati dopo una lunga indagine, rischiano l'ergastolo

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Rafiki era il re, un gorilla fiero e imponente che guidava un branco di 17 gorilla di montagna la specie di primati diventati simbolo dell’Uganda, di cui restano un migliaio di esemplari. È stato trovato senza vita nel parco nazionale di Bwindi, ucciso dai bracconieri, e grazie ad una recente legge sulla protezione della fauna selvatica la polizia ugandese ha iniziato una lunga indagine che ha portato all’arresto di quattro uomini che ora rischiano l’ergastolo e una multa pari a 5,4 milioni di dollari.

Le analisi sul corpo hanno permesso alla squadra dell’UWA  (Uganda Wildlife Authority) di capire che Rafiki è stato ucciso con un oggetto appuntito conficcato nell’addome, un attrezzo da caccia tipico dei bracconieri. Uno degli arrestati avrebbe ammesso di aver ucciso il gorilla, ma “per legittima difesa” sostenendo di essere stato attaccato da Rafiki mentre era a caccia di selvaggina nella zona. Una versione a cui gli agenti non credono, convinti che l’intento fosse vendere parti del corpo del gorilla nel mercato nero.

Bashir Hangi, ufficiale a capo delle squadre dell’UWA, ha commentato: “La morte di Rafiki è una grave perdita anche per il suo gruppo, che ora resta senza una guida stabile. Se a capo salisse un gorilla selvaggio, il gruppo non potrebbe più entrare a contatto con gli umani, come invece facevano i gorilla guidati dal saggio Rafiki”.

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