Banksy, un mistero senza copyright

| L’ufficio europeo per la proprietà intellettuale ha deciso che le opere comparse in tutto il mondo non possono esse del misterioso artista proprio per via della scelta di rimanere anonimo

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Quello di “Banksy” è probabilmente uno dei misteri meglio celati della storia dell’arte, un nome destinato ai libri di storia come uno dei maggiori esponenti della “street art”, ma anche per l’alone di segretezza che lo circonda da sempre.

Ma proprio questo, secondo i giudici dell’EUPO, l’ufficio europeo per la proprietà intellettuale, gli toglie ogni diritto al copyright. Tutto nasce da una causa intentata dallo stesso Banksy contro la “Full Color Black”, un’azienda che vende gadget, poster e cartoline ispirate ai lavori del misterioso artista, compreso il “Lanciatore di fiori”, opera apparsa su un muro di Gerusalemme nel 2005 che – in forza della sentenza - non può essere attribuita con certezza ad un artista “che si rifiuta di rivelare la sua identità”.

Secondo i giudici, anche l’apertura del suo flagship store a Croydon, nella periferia di Londra, è un gesto in “cattiva fede”, perché l’artista puntava a ricevere il riconoscimento del marchio UE. Di fatto, dicono i giudici, “la scelta di rimanere nell’anonimato rende impossibile individuarlo come proprietario intellettuale delle opere al di là di ogni ragionevole dubbio”. Senza contare che “dipingere graffiti sulle proprietà private altrui senza richiedere il permesso, è un altro motivo per cui non può essere concesso il copyright”.

Artista satirico e sovversivo le cui opere in stencil sono spesso incentrate sulla politica, la cultura e l’etica, Banksy esordisce sulla scena underground di Bristol e sul suo conto circolano diverse leggende. Secondo il “Mail on Sunday”, dietro al nome Banksy si celerebbe l’artista britannico Robin Gunningham, una tesi sposata anche da un team di esperti della “Queen mary University” di Londra che hanno studiato la sequenza delle opere seguendo il “profilo geografico criminale”. Secondo un’altra corrente di pensiero, Banksy sarebbe Robert Del Naja, componente della band “Massive Attack”, ma non avendo certezze neanche sul sesso dell’artista, secondo altri si tratterebbe di un collettivo formato da 6 persone riunite sotto un nome.

Una stima recente lo proietta fra gli artisti più ricchi di sempre, con un patrimonio stimato in 50 milioni di sterline derivanti dalle aste in cui le sue opere sono contese da collezionisti e gallerie di tutto il mondo.

Di recente, Baksy ha finanziato e “personalizzato” la Louise Michel, una motovedetta che ha salvato oltre 200 migranti in difficoltà nel Mediterraneo.

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