Firenze, il codice Leicester di Leonardo

| Grande spazio per le celebrazioni leonardiane, affreschi, quadri e viaggio nella chiedere quattrocentesche

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Alla fine delle polemiche suscitate dal riallestimento della sala di Michelangelo e Raffaello, è stato presentato anche lo spazio dedicato al maestro toscano. Dopo oltre 30 anni dalla precedente mostra, a fine ottobre tornerà in città il Codice Leicester di Leonardo. Il “grigio pallido”, dipinto a spatola, della nuova Sala di Leonardo agli Uffizi, evoca gli interni delle chiese toscane del Quattrocento, per le quali i tre dipinti riuniti in questo spazio vennero eseguiti, il colore scelto per l’intervento con cui prosegue il processo di rinnovamento del principale museo fiorentino. Accanto i visitatori possono ora vedere il Battesimo di Cristo – opera che, secondo il racconto vasariano, avrebbe spinto Verrocchio ad allontanarsi dalla pittura, nell’impossibilità di “sostenere il confronto” con l’allievo Leonardo, al quale si devono le porzioni a olio – e le leonardesche Annunciazione e Adorazione dei Magi, in origine collocate, rispettivamente, nella chiesa di Monteoliveto e nella chiesta di San Donato, a Scopeto.

I prossimi lavori saranno sul cinquecento veneziano

C’è chi, dopo l’evocazione dell’oblò per il Tondo Doni, di fronte all’Adorazione dei Magi – di recente restaurata dall’Opificio delle Pietre Dure, su finanziamento degli Amici degli Uffizi – ha avanzato il paragone con una sorta di “grande schermo televisivo”. A “un tipo di visita lenta, meditata, in cui il visitatore può confrontare le opere e capire l’evoluzione stilistica di Leonardo giovane” punta con tenacia Eike Schmidt, che con questo allestimento intende “rendere anche giustizia alla storia dell’arte, collocando le opere dell’artista immediatamente dopo le sale dedicate al ‘400 fiorentino”. In occasione della presentazione della nuova sala, il direttore delle Gallerie degli Uffizi ha inoltre anticipato che la prossima operazione riguarderà le opere della collezione del Cinquecento veneziano.

Il codice Leicester agli uffizi e Verrocchio a Palazzo Strozzi

A partire dal 30 ottobre, l’Aula Magliabechiana degli Uffizi ospiterà il Codice Leicester di Leonardo da Vinci.  La mostra, curata da Paolo Galluzzi, precederà l’inizio delle celebrazioni internazionali a cinquecento anni dalla morte del maestro toscano, uno dei grandi appuntamenti culturali del prossimo anno. Realizzato dalle Gallerie degli Uffizi e dal Museo Galileo, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, l’appuntamento colmerà l’assenza da Firenze – durata oltre trenta anni – del manoscritto sul quale Leonardo, a partire dal 1504, trasferì il suo genio nella forma di disegni, schizzi e diagrammi; le pagine del Codice saranno rese integralmente visibili attraverso una nuova tecnologia. La mostra degli Uffizi, in chiusura il 20 gennaio 2019, passerà quindi idealmente il testimone a Verrocchio il maestro di Leonardo, che inizierà l’8 marzo 2019 a Palazzo Strozzi.

 

In contemporanea, New York al Metropolitan celebra i 500 anni dalla nascita di Tintoretto. 

 

A New York dal 16 ottobre al 27 gennaio è in arrivo una grande mostra al MET per celebrare i cinquecento anni dalla nascita di Tintoretto. 

Jacopo Robusti, passato alla storia come Tintoretto (Venezia, 1519 -Venezia, 1594) arriva nel Nuovo Mondo, al Metropolitan, anche noto come MET, di New York, per una grande mostra che studia la tecnica ritrattistica del maestro. Celebrato in patria, nella grande Venezia, a discapito del più vecchio e invidioso Tiziano, Tintoretto riuscì a guadagnarsi ampio spazio prima come ritrattista, poi come uno dei maggiori artisti della sua generazione. Due tipologie di sguardo caratterizzavano le sue opere: uno più intimo, meno austero che raccontava l’essenza privata del committente che ritraeva; l’altro, una rappresentazione ufficiale, seria, che non lasciava spazio a eclettismi e che seguiva un rigido schema. Nel 2019 il mondo si appresta a festeggiare Tintoretto a cinquecento anni dalla sua nascita. Una prima mostra è stata organizzata a Parigi al Musée du Luxembourg che indaga i primi quindici anni di attività del maestro. Un periodo oscuro, che vuole rispondere alla domanda: chi era Tintoretto prima di diventare Tintoretto? Risponde a questa domanda Celebrating Tintoretto: Portrait Paintings and Studio Drawings l’esposizione di New York curata Andrea Bayer (Deputy Director for Collections and Administration) e Alison Manges Nogueira (Associate Curator in The Robert Lehman Collection). In mostra, opere dalla collezione del MET come Ritrovamento di Mosé, poi Testa di uomo dalla Royal Collection di Londra, ancora Ritratto di un uomo, Ritratto di vecchio dalla barba bianca e numerosi altri ritratti provenienti da tutto il mondo. Sarà analizzata, inoltre, anche la relazione tra padre e figlio, Jacopo e Domenico Tintoretto, attraverso disegni, schizzi e dipinti.

 

New York // dal 16 ottobre 2018 al 27 gennaio 2019
Metropolitan Museum
Celebrating Tintoretto: Portrait Paintings and Studio Drawings
1000 5th Ave, New York, NY 10028, Stati Uniti


 
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