Il Sisley ritrovato

| Un dipinto dell’artista anglo-francese è rimasto per quasi 130 anni nella casa di una famiglia che non sapeva di possedere un capolavoro. Il pittore impressionista non ha avuto fortuna in vita, sopravvivendo a stento grazie alle sue opere

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Di Marco Belletti

Un dipinto del pittore impressionista Alfred Sisley è rimasto per quasi 130 anni nella casa di una famiglia francese del dipartimento di Ain, senza che nessuno si accorgesse di possedere un capolavoro. Il quadro è firmato ma non è ancora stato autenticato, è stato scoperto da un estimatore d’arte chiamato per una successione. Andrà all’asta il 3 ottobre con una base di partenza di 200 mila euro.

L’opera è datata 1892, è in condizioni perfette e ritrae una veduta di rue des Fossées a Moret-sur-Loing, dove Sisley ha vissuto. Il motivo per cui deve essere valutato con maggiore attenzione è la presenza di alcune figure umane, fatto abbastanza insolito per il pittore.

Secondo Marc Ottavi, critico ed esperto conoscitore dell’artista, “i proprietari sono discendenti di Alfred Ernst, un critico d’arte e di musica parente di Charles Cottet, pittore che aveva esposto con Sisley nel 1890. Il dipinto, che avrebbe potuto essere acquistato dallo stesso Ernst, è rimasto in quella famiglia per 130 anni”. L’opera sarà inserita nella nuova edizione del “Catalogo ragionato dell’opera di Sisley” di François Daulte, di prossima pubblicazione.

Il quadro è uno dei molti che Sisley ha dipinto con soggetto la città Moret-sur-Loing, di cui aveva realizzato, a partire dal 1880, tanti paesaggi e dove il pittore anglo-francese muore il 29 gennaio 1899 a 59 anni. Con Sisley scompare l’unico grande pittore impressionista che non ha incontrato successo in vita, nonostante il sostegno finanziario (e anche morale) ricevuto dai mercanti d’arte Paul Durand-Ruel e George Petit, fatto anche di sforzi per fargli esporre le sue opere a Parigi e all’estero.

Solo dopo la morte dell’autore un quadro (Alluvione a Port-Marly, ora al museo d’Orsay) riceve una elevata offerta: in occasione di una vendita il 6 marzo 1900 viene venduto al conte Isaac de Camondo e l’artista ottiene quel meritato successo che non aveva raggiunto da vivo.

Sisley è un pittore esclusivamente paesaggista che – come Corot e Monet – cerca e riesce a esprimere le più sottili sfumature della natura nei paesaggi impressionisti. Britannico per nascita e nazionalità, pur avendo vissuto in Francia, segue per certi versi la tradizione di John Constable, Richard Parkes Bonington e William Turner e (pur avendo subito l’influenza dell’amico Monet) se ne allontana ricercando quella rigorosità costruttiva delle opere che gli fa rispettare la struttura delle forme.

Figlio di un benestante commerciante britannico stabilitosi a Parigi, Alfred Sisley nasce nella capitale francese il 30 ottobre 1839. Il padre lo manda a studiare a Londra, dove segue una formazione commerciale fino oltre i 20 anni, ma il giovane desidera da subito diventare un pittore piuttosto che un mercante, nonostante i desideri contrari del padre. Entra così alla Scuola di Belle Arti di Parigi nel 1862 e lavora nella bottega di Charles Gleyre, dove diventa amico di Auguste Renoir, Claude Monet e Frédéric Bazille. Quando nel 1864 Gleyre cessa di insegnare, il gruppo di pittori abbandona la scuola e Sisley si dedica alla pittura all’aperto nella zona di Fontainebleau, a Chailly-en-Bière, quindi a Marlotte tra il 1865 e il 1866. Sopravvive grazie al sostegno finanziario del padre.

Fin dalle prime opere, come il quasi coetaneo Camille Pissarro, Sisley dipinge principalmente paesaggi e rappresentazioni vive di strade o villaggi, o dei fiumi parigini e si lascia influenzare dal realismo di Gustave Courbet, Jean-Baptiste Camille Corot e Charles-François Daubigny. Incontra spesso Monet e Renoir e lavora insieme con loro. I critici scriveranno, dopo la morte di Sisley, che è Corot a impressionarlo con il suo stile chiaro e argentato, calmo e preciso.

Sisley viene ammesso al Salone ufficiale nel 1866, 1868 e 1870 con dipinti che mettono in evidenza il suo amore per le impressioni colorate di alberi ed edifici, per i mutevoli effetti di luce e nuvole sopra il paesaggio. Nel giugno 1866 sposa Eugènie Lescouezec, ragazza di buona famiglia, modella e fiorista, da cui avrà due figli. Un paio d’anni dopo i coniugi vengono ritratti da Auguste Renoir nel famoso quadro intitolato “La coppia di fidanzati” ma noto anche come “Alfred Sisley e sua moglie”.

Nel 1869 si stabilisce con la famiglia a Louveciennes, e l’anno successivo la guerra franco-prussiana lo manda in rovina tanto che, per il resto della vita, non riuscirà mai più a mantenere una buona condizione sociale, ma diventa un artista che vive con difficoltà grazie alla sua pittura.

Nel 1871 durante la Comune di Parigi si rifugia a Londra dove conosce il mercante d’arte Durand-Ruel, titolare di una galleria che espone artisti francesi. Torna presto in Francia, ma ormai in rovina è costretto a lasciare Parigi e Louveciennes e nel 1874 si stabilisce a Marly-le-Roi. Lo stesso anno è uno dei 31 artisti della prima mostra del gruppo impressionista: esporrà anche alle successive mostre nel 1876 e nel 1877, senza tuttavia guadagnarsi apprezzamenti da parte degli acquirenti né entusiasmo da parte della critica. In seguito Durand-Ruel gli dedica una mostra personale con molte sue opere e ne acquista alcune, ma l’interesse per i quadri di Sisley rimane davvero scarso.

In quegli anni Sisley dipinge quasi sempre ad Argenteuil, Marly e Bougival e le sue opere principali sono Barche alla chiusa di Bougival (1873), Neve a Louveciennes (1874) e Il diluvio di Port-Marly (1876). Tranne che per tre brevi viaggi – in Inghilterra nel 1874, in Normandia nel 1894 e in Galles nel 1897 – Sisley non lascerà più la zona dell’Ile-de-France e nel 1880 si stabilisce in una pensione a Moret-sur-Loing, vicino a Fontainebleau.

È in questa area che trova forti ispirazioni e dipinge instancabilmente molti quadri diventati in seguito famosi: Moret-sur-Loing all’alba e Pioppi a Moret-sur-Loing del 1888, Il canale di Loing a Moret e La via delle fosse di Moret del 1892 o Il ponte di Moret del 1893. Prova piacere a dipingere all’aria aperta e in qualsiasi stagione i paesaggi di questa zona dove trascorre gli ultimi anni della sua vita, in semplicità, e dove muore nel 1899 senza che gli sia concessa la nazionalità francese, richiesta fin dal 1895. Solo dopo la morte sarà riconosciuto come uno dei grandi pittori impressionisti.

Il linguaggio pittorico di Alfred Sisley è sempre stato fortemente impressionista, ma ciò che lo distingue è la sensibilità della sua ispirazione e la predilezione per i paesaggi tranquilli. Nel suoi lavori traspare evidente l’incanto provato dall’artista di fronte ai paesaggi dipinti. I pochi personaggi che ritrae sono il più delle volte semplicemente decorativi, e per questo motivo Sisley è stato considerato a lungo dai critici senza una vera personalità e viene giudicato semplicemente con un impressionista che dipinge con lo stile di Monet. Invece, i dipinti di Sisley presentano un’atmosfera positiva di bellezza, chiarezza e leggerezza, e rappresentano un alto grado di realizzazione impressionista.

Complessivamente sono circa 900 i dipinti a olio attribuiti a Sisley, oltre a un centinaio di pastelli e numerosi disegni. Curiosa sorte ha subito Il vicolo dei pioppi di Moret del musée des Beaux-Arts di Nizza, rubato ben tre volte. La prima nel 1978 quando è in prestito a Marsiglia e viene recuperato qualche giorno dopo nelle fogne della città. Una seconda nel 1998, rubato dal curatore del museo, in seguito condannato per il furto e incarcerato con due complici. Infine una terza nell’agosto 2007, recuperato quasi un anno più tardi insieme con altri tre dipinti, trovati su un furgone a Marsiglia.

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