La storia del Matisse a testa in giù

| Un piccolo quadro realizzato dal famoso pittore francese - esposto al MoMA di New York - fu appeso per sbaglio capovolto. Ad accorgersene fu una donna che confrontò l’opera in sala con la foto del catalogo

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di Marco Belletti

Sono diversi gli errori che un curatore d’arte può commettere nell’allestire una mostra di quadri. Per esempio, può tener conto in modo sbagliato dei riflessi di luce sul dipinto che impediscono ai visitatori di ammirare l’opera. Oppure in caso di quadri appesi uno di fianco all’altro, potrebbe effettuare una non corretta scelta di cornici, o di abbinamento dei colori… Di certo sembra impossibile che un curatore possa appendere un quadro al contrario.

E invece in passato si sono verificati casi di dipinti appesi coricati anziché dritti. Per esempio “The Fossil Hunters” di Edwin Dickinson ottenne una notevole notorietà quando fu esposto girato di 90 gradi al “Carnegie International” del 1928, errore ripetuto l’anno dopo alla “Pennsylvania Academy of Fine Arts” (dove tuttavia fu raddrizzato prima del vernissage) e quindi alla “National Academy of Design” di New York, dove addirittura vinse un premio nonostante fosse stato esposto inclinato su un lato.

Stessa sorte toccò a “Black on Maroon” di Mark Rothko, dipinto degli anni Sessanta che nel 2008 fu esposto girato di 90 gradi alla “Tate Modern Gallery” di Londra.

Ancora di peggio è capitato a uno dei musei più importanti al mondo, il “MoMA” (Museum of Modern Arts) di New York, durante la mostra inaugurata il 18 ottobre 1961 intitolata “The Last Works of Matisse: Large Cut Gouaches” e dedicata al grande pittore francese morto sette anni prima, con una quarantina di opere realizzate tra il 1940 e la scomparsa dell’artista. Uno dei dipinti esposti era “Le bateau”, realizzato da Henri Matisse nel 1953 su fogli dipinti a guazzo, una particolare tecnica pittorica che rende i colori a tempera più opachi per l’aggiunta di biacca o gesso. Di ridotte dimensioni (13x10 centimetri circa) Le bateau rappresenta una barca dalla vela blu in un giorno di vento: nella parte alta alcune nuvole, in quella bassa il riflesso dell’acqua, entrambi tratteggiati in viola.

Henri Matisse è uno dei più importanti artisti del Ventesimo secolo, che divenne pittore – raccontava lui stesso – in seguito a un attacco di appendicite che lo costrinse a letto per molto tempo: durante la convalescenza iniziò a dipingere.

Amico intimo di Picasso, Matisse è considerato l’esponente di maggior spicco dei “Fauves” (traducibile in selvaggi) così chiamati per il modo “violento” con cui usavano i colori per esprimere il loro stato d’animo.

La sua opera più conosciuta è “La danse” che realizzò in due versioni: una è conservata all’Ermitage di San Pietroburgo l’altra al “Museum Of Modern Art” di New York.

Proprio al MoMA qualcosa come 116mila visitatori in quel lontano 1961 ammirarono le opere del maestro francese e solo dopo 47 giorni di esposizione qualcuno si accorse che il piccolo quadro era stato appeso a testa in giù. A rendersene conto fu Geneviève Habert, una donna che lavorava in banca e amava particolarmente l’artista francese: pur non essendo un’esperta d’arte – dopo aver acquistato il catalogo e aver visitato tre volte la mostra – iniziò a porre dei dubbi sul corretto posizionamento del dipinto. Per Geneviève non era credibile che Matisse avesse dato più risalto al riflesso dell’acqua che alla barca.

La leggenda metropolitana nata da questo episodio narra che la donna si rivolse a una guardia del museo facendogli notare l’errore, ricevendo una risposta che non le diede alcuna soddisfazione: “Tu non sai che cosa è su o giù, e neppure noi lo sappiamo”. Avendo trovato l’ufficio informazioni del museo chiuso in quanto domenica, Geneviève Habert si recò nella redazione del “New York Times”. I giornalisti presero molto sul serio la segnalazione, annusando lo scoop, e la mattina dopo diedero ampio risalto alla notizia. Tanto che martedì 5 dicembre 1961, il direttore artistico del museo Monroe Wheeler – assunto dal MoMA nel 1935 e responsabile delle esposizioni dal 1940 – ordinò di capovolgerlo immediatamente, di fronte a un imbarazzato gruppo di curiosi presenti nonostante la mostra fosse terminata il giorno prima. Alicia Legg, assistente curatore della mostra dedicata a Matisse, si sentì in dovere di trovare una giustificazione all’errore spiegando come già in precedenza il quadro fosse stato appeso al contrario: ganci in posizione non corretta sul telaio ed etichette attaccate in modo sbagliato stavano a dimostrarlo. Anche se, in realtà, emerse in seguito che Le bateau era già stato esposto correttamente posizionato.

In pratica, i 116 mila partecipanti alla mostra (compresi critici d’arte, giornalisti specializzati nonché artisti) ammirarono il quadro di Matisse al contrario e solo pochi “fortunati” lo poterono vedere dritto durante le fasi di disinstallazione.

Da allora Le bateau fa parte della collezione permanente del Museum of Modern Art. Ma almeno ora è fissato alla parete in modo corretto.

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