L’arte di Mimmo Rotella alla Cardi Gallery di Londra

| In collaborazione con il “Mimmo Rotella Institute”, 74 opere che illustrano la grande ricerca dell’artista italiano, tra i primi a utilizzare il processo fotografico per la riproduzione di un caleidoscopio di immagini iconiche

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La “Cardi Gallery London” è orgogliosa di presentare “MIMMO ROTELLA. Beyond Décollage: Photo Emulsions and Artypos, 1963-1980”. Se l’artista è oggi probabilmente più conosciuto per i suoi “décollages”realizzati con i manifesti strappati dai muri delle strade di Roma, “Beyond Décollage” mette in luce come Mimmo Rotella (1918 - 2006) sia stato uno dei pionieri della Pop Art, lavorando negli stessi anni di Andy Warhol e Robert Rauschenberg. L’esposizione, in programma dal 3 marzo al 31 luglio, mette in risalto l’aspetto visionario della ricerca dell’artista italiano, tra i primi a utilizzare il processo fotografico per la riproduzione di un caleidoscopio di immagini iconiche su materiali tradizionali, associati all’arte più convenzionale, come la tela e la carta.

Rotella ha creato una forma d’arte capace di raccontare il suo tempo unendo la potenza delle icone del cinema e dell’immaginario popolare con la storia della pittura. Lo ha fatto mettendo in pratica nuove tecniche per trasformare la tela tradizionale in una superficie fotografica, uno spazio per stratificare, stampare ed esplorare le potenzialità dell'immagine. L’artista ha sperimentato le tecniche di riproduzione fotomeccanica su tela con i riporti fotografici e la stratificazione di immagini prese dai giornali e dai media più popolari con gli artypos. Queste opere traducono con un montaggio poliedrico la cultura emergente del consumismo dell’Italia del dopoguerra. L’appropriazione delle immagini e delle icone della cultura del tempo - da La Dolce Vita a Jacqueline Kennedy, dalla prima passeggiata spaziale al rapimento di Aldo Moro - unisce l’aspetto più giocoso e colorato con quello storico e più drammatico, offrendo un ritratto dell’Italia del boom economico che andava verso la ridefinizione della sua identità moderna a seguito della guerra. 

Curata da Antonella Soldaini, in collaborazione con il “Mimmo Rotella Institute”, la mostra ospitata da Cardi Gallery London offre la più completa panoramica di Rotella mai esposta nel Regno UnitoLe 74 opere che occupano i cinque piani della sede settecentesca della galleria in Grafton Street, al centro del quartiere Mayfair, costituiscono la più completa selezione mai esposta dei riporti fotografici e degli artyposrealizzati dall’artista dagli anni ’60 agli anni ’80.

La mostra coincide anche con la pubblicazione del Secondo Volume del Catalogo Ragionato Mimmo Rotella (1962-1973) a cura di Germano Celant, di prossima uscita. 

Vivendo e lavorando tra Roma, Parigi e Milano, dove si stabilì nel 1980, Rotella fu attivo sulla scena artistica internazionale a partire dagli anni ’50. Nel suo lavoro superò progressivamente il semplice valore estetico della composizione e nel 1963 si avventurò nel regno della riproduzione fotomeccanica, appropriandosi non più dei manifesti, ma dell’immagine su di essi riprodotta. La pratica fotomeccanica di Rotella fu associata al movimento “Mec-Art”, sviluppatosi in parallelo alla Pop Art americana, rappresentata da Robert Rauschenberg, Andy Warhol, Roy Lichtenstein e Jasper Johns, molti dei quali diventarono suoi amici. Rotella prese parte alla seminale edizione della Biennale di Venezia del 1964, dove presentò una serie di décollages che per la loro influenza si possono considerare i progenitori della Pop Art italiana. Sebbene il Pop sia spesso visto come una forma d’arte americana e fu proprio Rauschenberg a vincere – primo statunitese – il Leone d’Oro alla Biennale del 1964, è doveroso sottolineare come anche numerosi autori europei incorporassero nel loro lavoro immagini popolari provenienti dai mass media. 

I riporti fotografici sono ottenuti selezionando da riviste delle immagini che, una volta fotografate, sono poi ingrandite e proiettate su una tela trattata con un’emulsione fotografica. Il vocabolario visivo di Rotella è incredibilmente ricco: trae le immagini dai suoi stessi décollages (Linea B1, 1963), da pellicole cinematografiche (81⁄2, 1963), pubblicità (Accogliente, 1963), ritratti che egli stesso scattava (Paco Rabanne, 1967), fumetti erotici (Agony, 1969), fatti di attualità e politica (Italy’s trial, 1979). Le colorazioni, spesso virate sui toni del blu, verde e seppia, contribuiscono ad accentuare l’effetto misterioso e intimistico delle tele. Queste opere aprirono a Rotella le porte del gruppo Mec-Art in occasione della mostra “Hommage à Nicéphore Niépce. Béguier Bertini Pol Bury Jacquet Nikos Rotella” organizzata da Pierre Restany alla Galerie J nel 1965. 

Dalla metà degli anni ’60 l’artista formulò anche la tecnica dell’artypo: dalle tipografie, si impossessava delle prove di stampa effettuate per tarare i colori al momento degli avviamenti di macchina. Normalmente questi “sfogliacci” vengono scartati, ma, con un procedimento appropriativo che richiama la prassi duchampiana del readymade, Rotella li rese opere d’arte applicandoli su tela (Uomo donna, 1966), tela cerata (L’auto, 1969), lamiera metallica (Veberton, 1977) o plastificandoli (Le chaud sourire, 1973). 

La ricchezza di immagini e colori sovrastampati uno sull’altro si dilata in una babele di significati: contenuti eterogenei convivono in modo casuale sulla stessa superficie rivelando le infinite possibilità semantiche insite nella comunicazione di massa. 

La mostra è curata da Antonella Soldaini, direttrice del “Mimmo Rotella Institute”: fondato nel 2012 da Inna e Aghnessa Rotella, ha l’obiettivo di preservare e promuovere l'eredità e il lavoro di Mimmo Rotella a livello internazionale. 

Galleria fotografica
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