L’esuberante vita sessuale dello scultore milionario

| Jeff Koons era famoso per essere il marito di Cicciolina, ma mentre la pornodiva ha intrapreso una parabola discendente e ora elemosina la pensione da parlamentare italiana, l’artista americano vende le sue opere a prezzi record

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Di Marco Belletti

Nel maggio di un anno fa la casa d’aste Christie’s ha battuto una scultura di Jeff Koons per 91,1 milioni di dollari: è la cifra più alta mai pagata per l’opera di un artista vivente. Ad acquistare il “Coniglio di acciaio inox”, realizzato da Koons nel 1986, è stato Robert E. Mnuchin, un commerciante d’arte americano ed ex banchiere, fondatore della galleria che porta il suo nome a New York.

Il valore record raggiunto da questa opera conferma che Koons è l’artista delle sculture-trofeo preferite dai milionari: già nel novembre 2013 “Balloon Dog (Orange)” realizzato negli anni Novanta era stato battuto all’asta per 58,4 milioni di dollari.

Nato il 21 gennaio 1955 a York in Pennsylvania, Jeffrey Koons (conosciuto come Jeff), è diventato celebre per le sue opere di gusto kitsch, che raccontano con ironia lo stile di vita statunitense e la sua tendenza al consumismo. È considerato un’icona dello stile neo-pop ed è sicuramente uno tra gli artisti più ricchi del mondo. Molto vario il suo campo d’azione: ha realizzato sculture, dipinti, installazioni e fotografie e ha utilizzato un’ampia gamma di prodotti tra cui pigmenti, plastica, materiali gonfiabili, marmo, metalli e porcellana.

Viene associato ad Andy Warhol di cui è generalmente definito l’erede ma c’è chi lo avvicina a Marcel Duchamp, del quale reinterpreta la tecnica del “ready-made”. Ha studiato arte al Maryland Institute College of Art di Baltimore e alla School of the Art Institute di Chicago e dal 1976 vive e lavora a New York. Studente di college, Koons ha una figlia (Shannon Rodgers) ma sebbene si offra di sposare la madre della ragazza, questa rifiuta affermando di essere troppo giovane per affrontare la vita di coppia: i due danno la bambina in adozione e l’artista ristabilirà i rapporti con la figlia nel 1995.

Proveniente da una famiglia della cosiddetta “upper middle class”, Jeff è figlio di arredatori d’interni e pertanto fin da bambino ha ben presente i concetti di eleganza e lusso e – come avrebbe rivelato una volta diventato famoso – ha sempre desiderato piacere alle persone e interpretare i loro interessi.

Molti critici considerano contraddittoria la sua carriera in quanto, a differenza di altri artisti contemporanei, il suo percorso creativo ha alti e bassi molto evidenti ed è troppo centrato sull’aspra critica alla società che lo ha reso famoso.

Più del percorso artistico è la vita privata di Koons a essere disapprovata da buona parte dell’opinione pubblica. In realtà, come gli impressionisti della seconda metà dell’Ottocento consideravano loro muse le modelle conosciute nei locali bohémien dove molto spesso praticavano la prostituzione, così Koons è rimasto colpito intorno al 1990 da una star del cinema pornografico, l’attrice italo-ungherese Ilona Staller, in arte Cicciolina, che in quegli anni svolgeva anche un’altra attività: deputata del parlamento italiano.

Dopo aver visto le foto della donna su alcune riviste europee, Koons vola a Roma per vederla esibirsi e già al primo incontro, dietro le quinte di un teatro, le suggerisce di collaborare a quello che allora pensa sarebbe diventato un film. Lei accetta, il film non viene realizzato ma nasce “Made in Heaven”, una session fotografica che ritrae i due mentre hanno rapporti sessuali, con inquadrature sempre a “favore” della macchina fotografica e contornati da fiori e farfalle, inseriti con Photoshop. Nonostante la disapprovazione di quasi tutto l’establishment internazionale, le immagini riscuotono un grande successo, tanto da spingere Koons a realizzare sullo stesso tema alcune sculture policrome e in vetro.

Pur non dialogando (lei non parla inglese e lui non conosce l’italiano né, tantomeno, l’ungherese per cui utilizzano una interprete per capirsi) i due artisti trovano il modo di trasformare il rapporto da professionale a personale. A un certo punto sono costretti a rinunciare alla interprete che si innamora di Koons e lui la allontana. Dopo una vacanza a Venezia, i due si sposano nel 1991 e pur mantenendo una casa a Manhattan, vivono a Monaco di Baviera. Nel 1992 nasce Ludwig ma il matrimonio termina subito dopo, per le accuse della pornodiva che afferma di aver subito abusi fisici ed emotivi da parte del marito. In realtà il matrimonio è in crisi già prima della nascita del figlio, con la Staller che intende continuare a recitare nei film porno (anche durante la gravidanza) sollevando scandalo a ogni sua comparsa pubblica: si offre, per esempio, di fare sesso con Saddam Hussein in cambio della liberazione degli stranieri prigionieri in Iraq.

Dopo l’avvio delle pratiche per il divorzio a New York, la Staller torna in Italia con Ludwig impedendo di fatto all’ex marito di vedere il figlio e in oltre dieci anni Koons spende milioni di dollari in battaglie legali per ottenerne la custodia. La guerra dei Koons sembra terminare quando l’uomo ottiene la custodia esclusiva di Ludwig da parte dello stesso tribunale statunitense che aveva sciolto il matrimonio. Tuttavia, una successiva decisione della corte suprema italiana gli ha tolto la custodia e nel 2008 l’artista statunitense ha anche dovuto incassare una denuncia dalla ex moglie per non averle pagato gli alimenti.

Inoltre – per ovviare in modo definitivo al taglio del vitalizio per essere stata parlamentare italiana dal 1986 al 1992, che l’avrebbe a suo dire ridotta sul lastrico – Ilona Staller ha fatto causa alla casa d’aste Sotheby’s di New York per aver venduto alcune foto della serie “Made in Heaven” senza riconoscerle una quota per i diritti d’autore: sembra che abbia chiesto un risarcimento di 21 milioni di dollari.

Nel frattempo Koons si è sposato con Justine Wheeler, una sua ex dipendente che aveva iniziato a lavorare nel suo studio nel 1995, dalla quale ha avuto sei figli: vivono tutti insieme in un mega appartamento nell’Upper East Side. Tra il 2009 e il 2014 l’artista ha acquistato un paio di palazzi sulla 67th Strada East per un valore complessivo superiore ai 32 milioni di dollari, ottenendo in seguito l’autorizzazione alla loro ristrutturazione e unificazione, per un costo di circa 5 milioni di dollari. Almeno a lui i soldi della pensione da parlamentare non servono.

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