Muhammad Ali: il re è morto, viva il re

| Una mostra ospitata al PAN di Napoli racconta la vita e la carriera del “Re del Mondo” attraverso 100 fotografie

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Il più grande pugile di tutti i tempi, uno sportivo così potente e carismatico da diventare un’icona stessa, capace di scrivere pagine di storia: provocatorio, stravagante, ironico, impegnato, chiude la carriera con 61 incontri totali, di cui 56 vinti – 40 per KO – e solo 5 persi. Usare i superlativi per Cassius Marcellus Clay Jr, alias Muhammad Ali, non è mai sprecato. Neanche quando, ormai piegato dal Parkinson, compare per una delle ultime volte in pubblico: era il 2012, quando lo chiamano a Londra per essere fra i portatori ufficiali della bandiera olimpica alla cerimonia di apertura. Se ne va il 3 giugno del 2016, a 74 anni: sua figlia Laila, racconterà che il cuore di Alì ha continuato a battere per mezzora dopo che i medici avevano dichiarato il decesso.

Ai tanti omaggi alla leggendaria figura di Muhammad Ali si aggiunge Napoli, con una mostra in programma dal 22 marzo al 16 giugno 2019 presso il “PAN - Palazzo delle Arti Napoli”.

La rassegna, promossa dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune, organizzata da ViDi - Visit Different, curata da Marco Pastonesi e Giorgio Terruzzi, presenta 100 immagini, provenienti dai più grandi archivi fotografici internazionali (New York Post Archives, Sygma Photo Archives, The Life Images Collection”che raccontano Ali in situazioni e momenti fondamentali della sua vita non solo sportiva. 

Ogni sala è dedicata a uno dei “doni”che Ali ha offerto come un tesoro senza prezzo e senza tempo:doni agli appassionati di boxe, al linguaggio, alla dignità umana, ai compagni di viaggio, ai bambini, al coraggio, alla memoria.

Nelle sale del PAN va in scena un lungo racconto per immagini di una tra le più straordinarie personalità del Novecento; il ritratto a 360° di un uomo che è stato capace di battersi con successo su ring diversi tra loro. Quelli che gli hanno dato per tre volte il titolo mondiale dei pesi massimi, quello della lotta per i diritti civili dei neri americani, quello dell’integrazione, quello della comunicazione.

“Ci sono persone - afferma Giorgio Terruzzi- che illuminano l’aria, un’intera epoca, la memoria collettiva. Sono rare e preziose. Sono fosforiche e contagiose. Un patrimonio straordinario. Organizzare una mostra su Muhammad Alisignifica illuminare. Fotografie come lampi che permettono una vicinanza, un ripasso della memoria, una scossa a sentimenti in circolazione da decenni. Fotografie come rivelazioni per chi ha meno anni e non ha avuto l’opportunità di misurare la piena grandezza di Muhammad Ali, rispetto al proprio tempo, all’oggi, ai giorni che verranno”.

Il percorso espositivo, suddiviso in sezioni tematiche, inizia con le fotografie che celebrano le sue imprese pugilistiche più famose: dagli incontri con Sonny Liston, George Foreman e Leon Spinks che lo portarono, unico nella storia, a conquistare tre titoli dei pesi massimi, ai match dell’epica sfida contro Joe Frazier. Una sala è allestita come una palestra di pugilato, con un ring al centro su cui viene proiettato un video con gli spezzoni dei combattimenti più celebri sostenuti da Ali, cui fa da corollario una serie di rare fotografie scattate durante le sedute di allenamento, abbinata a poster originali e programmi di quei memorabili eventipugilistici.Una linea del tempo scandisce la cronologia dei suoi 61 combattimenti da professionista, tra il 1960 e il 1981, dopo la conquista della medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma 1960, quando ancora portava il nome Cassius Clay. 

Ad Ali sono sempre state riconosciute doti di comunicazione straordinarie, tra l’istrionico e il profetico, spesso dotate di una irresistibile ironia. Le sue citazioni più significative vengono proiettate nella sala che accoglie la sezione delle immagini scattate durante le fasi precedenti agli incontri, le conferenze stampa, le interviste televisive. Abbinate a quelle che si riferiscono al suo ruolo da attivista della Nation of Islam.Una scelta che portò Muhammad Alì a schierarsi apertamente contro la guerra del Vietnam, a divenire il leader contro ogni forma di razzismo, a partecipare a molte manifestazioni a favore delle persone discriminate, meno fortunate. Ciò che lo ha identificato come un autentico eroepopolare, riconosciuto e ammirato anche da buona parte dell’America bianca. A questo importante capitolo della vita di Ali è dedicata una intera sezione della mostra che prosegue con una sala che documenta il suo rapporto con i bambini - con i quali riusciva ad avere un rapporto tenero e privilegiato - testimoniato anche dalla proiezione della “candid camera”in cui si diverte a scherzare con i più piccoli. Quindi viene analizzata la relazione con gli uomini del suo “angolo” che gli sono stati al fianco per l’intera carrieraei componenti della sua grande famiglia: la madre, il padre, il fratello, le quattro mogli e i nove figli.La mostra si chiudecon una serie di immagini dedicate al coraggio. 

 

INFO PRATICHE

Muhammad Ali

Napoli, Pan - Palazzo delle Arti Napoli - Palazzo Roccella (via dei Mille 60)

22 marzo - 16 giugno 2019

Orari: lunedì- domenica: 9:30 – 19:30 (martedì chiuso)

Biglietti: Intero: €10,00; ridotto: 8,00; scuole, €5,00

Informazioni: tel. 081.3630018

Galleria fotografica
Muhammad Ali: il re è morto, viva il re - immagine 1
Muhammad Ali: il re è morto, viva il re - immagine 2
Muhammad Ali: il re è morto, viva il re - immagine 3
Muhammad Ali: il re è morto, viva il re - immagine 4
Muhammad Ali: il re è morto, viva il re - immagine 5
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