Ancora terrore in Sri Lanka

| Un’altra esplosione, questa volta senza vittime, e il ritrovamento di 87 detonatori lasciano intuire che l’ondata di terrore non è ancora finita. Polemiche sul lavoro dell’intelligence

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Infuria la polemica in Sri Lanka: sotto accusa le negligenze dell’intelligence, che aveva avuto informazioni utili si possibili attacchi terroristici, ma pare non avesse ritenuto di dover avvisare nessuno. Un silenzio che si è trasformato nel sanguinoso attacco del giorno di Pasqua, costato la vita a 290 persone, più quasi 500 feriti, seguito dalle rassicurazioni delle autorità di aver individuato tutti i responsabili. Al termine di una notte di coprifuoco, la notizia di 24 arresti aveva lasciato pensare anche l’incubo dell’attacco terroristico fosse finito. Una speranza resa vana questa mattina da una nuova esplosione, non lontano da un’altra chiesa di Colombo, la capitale. La bomba, per fortuna senza causare feriti, è esplosa all’interno di un furgone durante un tentativo degli artificieri di disinnescarla, mentre in un’altra zona della città, questa volta a poca distanza dall’affollatissima stazione degli autobus di Pettah, durante un controllo la polizia ha rinvenuto ben 87 detonatori pronti ad esplodere. Fra le ipotesi ritenute più attendibili quella di un’azione coordinata con grande cura dal “National Thowheed Jamath”gruppo jihadista locale che probabilmente ha trovato appoggi in una non meglio precisata “rete terroristica internazionale”.

Nel penoso conteggio delle vittime, emergono intanto le prime storie: fra i 290 morti, è stato accertato che 36 sono cittadini stranieri, in massima parte americani, britannici, olandesi, indiani, cinesi, giapponesi e portoghesi. Al momento, pur restando in stretto contatto con l’ambasciata, la Farnesina esclude la presenza di turisti italiani fra le vittime, e sul sito “Viaggiare Sicuri” invita i propri concittadini a evitare le zone interessate dagli attacchi e “seguire scrupolosamente le indicazioni delle autorità locali”.

Fra questi i tre figli di Anders Holch Povlsen, ricchissimo proprietario di origini danesi di “Asos”, colosso online britannico di moda e cosmesi. A lei si aggiunge Shantha Mayadunne, chef molto celebre in Sri Lanka: pochi istanti prima dell’esplosione all’hotel Shangri La, la figlia aveva postato una foto di gruppo su Facebook.

Numerosi i messaggi di cordoglio e vicinanza al popolo cingalese giunti da ogni parte del mondo, a cominciare dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres.

Le autorità dello Sri Lanka hanno annunciato un nuovo coprifuoco dalle 20 ora locale (le 16:30 in Italia) alle 4 dell’indomani mattina.

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