Corea del Sud, paradiso delle patenti

| Ogni anno, migliaia di cinesi volano sull’isola di Jeju, le “Hawaii of Korea”, per prendere la patente: è più pratico, veloce, costa meno e intorno c’è in un vero paradiso terrestre

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È sempre scoraggiante rimanere bloccati nel traffico, ma mai quando al di là del finestrino c’è un’isola semi-tropicale è ancora peggio. Jeju è il nuovo paradiso delle vacanze della Corea del Sud, un’isola vulcanica a 160 km dalla punta sud-occidentale della penisola. È particolarmente popolare ai turisti cinesi, che ogni anno fanno registrare 300.000 presenze, attirati dalle spiagge di Jeju, lo shopping, il gioco d'azzardo. E dalle patenti di guida. Molti costruiscono un’intera vacanza intorno al “Driver’s Licence Examination Centre”, dove passano giorni interi a compilare moduli, mettersi in fila e fare gli esami. Se hanno la fortuna di passare al primo colpo, c’è tutto il tempo per andare in spiaggia.

Le vacanze costruite attorno ad uno scopo pratico non sono nuove: in tanti oggi attraversano il globo per sottoporsi a interventi di chirurgia estetica, fertilità o semplicemente per assistere ad una partita di calcio. Ci sono città che hanno costruito la loro reputazione intorno alle specialità: Los Algodones, in Messico, è “Molar City” per i cittadini americani che volano da quelle parti per risparmiare sui lavori dentali, mentre Hoi An, in Vietnam, è famosa per la sartorie che realizzano impaccabili abiti su misura a prezzi stracciatissimi.

Il turismo della patente sull’isola di Jeju è un fenomeno recente, ma sta crescendo rapidamente. Secondo il Driver’s Licence Examination Centre, solo quest'anno sono stati certificati 2.172 cittadini cinesi, con una media di 62 a settimana. Nel 2010, il totale annuale era di appena 68.

Il rapporto qualità-costo è una motivazioni enormi in questo segmento di 'turismo pratico': per gli aspiranti automobilisti cinesi, prendere la patente in Corea del Sud rappresenta un vantaggio enorme. Non solo un viaggio a Jeju costa come l'iscrizione ad una scuola guida nelle grandi metropoli cinesi, ma è anche molto più veloce. I tour operator cinesi offrono cinque giorni di vacanza per ottenere la licenza per le “Hawaii della Corea del Sud”: i pacchetti partono da circa 8.800 yuan (1.100 euro circa) e includono perfino visite turistiche alle bellezze di Jeju. L’hotel, le pratiche dei documenti per la patente, il trasporto e le guide sono incluse, basta aggiungere al conto finale i voli e i pasti. Può sembrare costoso, ma i pacchetti di guida a Pechino possono superare i 15.000 yuan (2.200 euro) e richiedere mesi e mesi per essere completati.

Il trucco è che la Cina, come molti altri paesi, permette di sostituire le licenze valide di altre nazioni con una patente locale. Così, una volta passato l’esame, i cinesi tornano in patria e possono convertire la patente sudcoreana semplicemente superando un test scritto. Ma c’è un altro motivo per cui i turisti cinesi ritengono che l’iter coreano per la patente sia una scelta migliore: l’esame di guida cinese è molto severo, quello coreano molto più semplice. In entrambi i paesi include controlli medici, esami scritti, una prova di guida su percorso chiuso e uno su strada. Ma in Cina, la prova scritta si articola su 100 domande contro le 40 della Corea del Sud e perfino il punteggio da raggiungere è più complicato: per passare l’esame, la Cina richiede un punteggio finale del 90%, mentre in Corea del Sud basta il 60%.

A questo si aggiungono i tempi pratici: a causa della forte domanda, in Cina ogni passaggio del test può richiedere settimane prima di essere completato. E coloro che per caso non superano uno solo dei passaggi sono costretti a ricominciare da capo. A Jeju, al contrario, spesso basta un solo pomeriggio per completare più passaggi dell’esame.

Yingqin Cui, titolare della “Jeju Island HD Driving School”, è collegato con una scuola guida locale, e nel pacchetto viaggio più gettonato include 13 ore complessive di formazione, di cui quattro di corso pratico e sei di guida su strada. In base alla sua esperienza, sono pochi quelli che non riescono a ottenere la patente.

Le licenze sudcoreane non sono solo accessibili, ma anche versatili: negli anni fra il 1940 ed il 1960, una serie di convenzioni delle Nazioni Unite ha creato la patente di guida internazionale che permette di guidare e noleggiare auto in paesi stranieri. La Cina non ha partecipato a queste convenzioni, rendendo le patenti cinesi incompatibili all’estero, mentre quelle sudcoreane lo sono, trasformandole in qualcosa di molto ambito per i viaggiatori.

Anche la lingua è un altro fattore importante: nel Regno Unito, ad esempio, gli esami di guida possono essere somministrati solo in inglese o gallese. A Jeju, la domanda e l’esame scritto sono disponibili anche in cinese e inglese. Per finire con l’ultimo dei punti a favore di Jeju: a differenza del continente, sull'isola non c’è l’obbligo del visto per i turisti cinesi. E poi, dicono in tanti, vuoi mettere aspettare il giorno dell’esame seduto su una spiaggia, accanto ad un barbecue?

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