I ragazzi della grotta drogati con Ketamina

| A quasi un anno dal salvataggio della squadra di calcio bloccata in una grotta dai monsoni, emerge che i medici hanno preferito sedare i ragazzi prima di affrontare le delicate fasi dell’uscita

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Il 23 giugno dello scorso anno, la vicenda degli 11 ragazzini bloccati in una grotta della Thailandia aveva tenuto il mondo con il fiato sospeso. Per salvarli da una morte terribile si erano mosse squadre di specialisti da ogni angolo del pianeta, che il 10 luglio successivo erano riusciti a portarli in salvo.



I ragazzini, anche se provati dalla lunga permanenza, scossi e denutriti, si erano ripresi abbastanza in fretta, ma solo ora si scoprono alcuni retroscena del colossale apparato di salvataggio creato per restituirli all’affetto delle loro famiglie. Il “New England Journal of Medicine” ha rivelato che l’equipe medica impegnata a seguire da vicino lo stato di salute dei ragazzi e di valutare le modalità con cui avrebbero dovuto lasciare la grotta seguendo un percorso pericoloso, ha deciso di somministrare ad ognuno di loro della ketamina. Si tratta di un farmaco anestetico usato in medicina per combattere il disturbo bipolare, l’alcolismo, la depressione, l’ansia e lo stress, ma utilizzato anche per calmare i cavalli più turbolenti. In realtà, si legge, oltre all’idea primaria di salvare i ragazzini, fu anche un esperimento scientifico, per capire quanto la ketamina sia utile nelle fasi precedenti al ricovero di soggetti in ipotermia. Il testo, firmato dai medici Chanrit Lawthaweesawat, Richard Harris, Wutichai Isara e Krit Pongpirulsi, spiega: “Il piano di intervento prevedeva l’uso di un’anestesia a base di ketamina e una maschera d’ossigeno a pressione positiva. Il medicinale rappresentava l’opzione più sicura perché non alterava la respirazione e la pressione sanguigna, ed è di facile somministrazione: non richiede apparecchiature e neanche elettricità”.

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