North Korea: sei studente? Allora anche spia

| La pericolosa avventura di un 29enne australiano che ha studiato nella Corea di Kim. Ha scritto per un blog un paio di servizi innocui e il regime lo ha arrestato. E' stato espulso

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“Non sono una spia, ovviamente”. Lo studente australiano arrestato in Corea del Nord ha twittato per la prima volta da quando è stato deportato dal paese per sostenere la sua innocenza. Alek Sigley, 29 anni, che secondo i media statali nordcoreani è stato deportato per aver diffuso sentimenti antigovernativi, è stato liberato dalla detenzione il 4 luglio dopo essere stato trattenuto per oltre una settimana in carcere. "L'unico materiale che ho dato a NK News è stato quello che è stato pubblicato pubblicamente sul blog, e lo stesso vale per altri media".

Sigley aveva studiato alla Kim Il Sung University e viveva nella capitale nordcoreana Pyongyang. Ha detto che la situazione lo fa sentire "molto triste", aggiungendo che non sarà in grado di completare il suo master e che "potrebbe non camminare mai più per le strade di Pyongyang, una città che occupa un posto molto speciale nel mio cuore”. Accanto ai suoi studi, Sigley ha scritto delle sue esperienze in Corea del Nord per il sito di notizie NK News e ha fondato anche Tongil Tours, un'azienda specializzata in visite didattiche in Corea del Nord.

La famiglia del 29enne ha già detto in una dichiarazione che Sigley ha visitato per la prima volta la Corea del Nord nel 2012 e parla correntemente il coreano e il mandarino. Sigley ha detto che mentre non ha "non ha intenzione di visitare nuovamente il paese, almeno a breve termine", spera di continuare i suoi studi in letteratura coreana a prescindere. Ha aggiunto che Tongil Tongil Tours cancellerà tutti i suoi tour "fino a nuovo avviso".

Sono stati i genitori di Sigley a dare l'allarme quando il figlio non si era fatto sentire per due giorni, aggiungendo che in precedenza era stato in contatto regolare e che una tale pausa era "insolita per lui".

Secondo la North Korean Central News Agency, Sigley era stato "sorpreso in flagrante a dissuadere sentimenti anti-DPRK (Democratic People's Republic of Korea) attraverso Internet, da un'istituzione competente della RPDC il 25 giugno”. Sigley è stato espulso dalla Corea del Nord dopo "aver commesso incitamento anti-DPRK", secondo i media statali del paese.

L'agenzia di stampa ha riferito che Sigley ha "consegnato più volte i dati e le foto che ha raccolto e analizzato mentre criticata Pyongyang facendosi scudo  della carta d'identità di uno studente straniero [sic]".

Ha aggiunto che Sigley ha "onestamente ammesso i suoi atti di spionaggio .... e ha chiesto ripetutamente la grazia", e che Sigley è stato infine deportato in un atto di "clemenza umanitaria".

Il primo ministro australiano Scott Morrison è stato il primo a confermare il rilascio di Sigley la scorsa settimana, dove ha ringraziato i funzionari svedesi per la loro "preziosa assistenza".

 
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