Il Boeing etiope era troppo veloce

| Nell’attesa dei riscontri delle scatole nere, è saltata fuori una comunicazione via radio fra il pilota e la torre di controllo

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Le due scatole nere del Boeing 737 della “Ethiopian Airlines” che si è schiantato al suolo uccidendo 157 persone, sono arrivate a Parigi, dove saranno esaminate, malgrado i due registratori di volo risultino danneggiati e rendano l’estrazione dei dati un’operazione alquanto complessa.

Ma nell’attesa delle conferme ufficiali, che arriveranno non prima di qualche settimana, spunta una ricostruzione basata su una registrazione audio avvenuta fra la cabina di pilotaggio e la torre di controllo. La notizia, diffusa dall’agenzia Reuters, racconta di una velocità eccessiva immediatamente dopo il decollo, seguita poco dalla richiesta del pilota di salire a 14.000 piedi (4200 metri) e poi di poter atterrare per un problema a bordo. Il Boeing 73 Max 8, com’è noto, non riuscì a tornare in tempo all’aeroporto di Addis Abeba, schiantandosi in una zona desertica. Secondo la fonte, rimasta anonima, il pilota aveva difficoltà a controllare l’aereo e per questo aveva chiesto di salire di quota: la voce è concitata e nervosa.

Prosegue intanto il pietoso riconoscimento dei resti delle vittime, un processo lento e minuzioso. La Ethiopian Airlines ha messo a disposizione uno dei propri hangar all’aeroporto di Addis Abeba per una cerimonia in cui sono state ricordare le vittime del disastro aereo.

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