Breakout, la strada infinita verso Ovest

| I modelli Hd del 2017, tra novità e rispetto della tradizione

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Harley Davidson Breakout. Il motore è il 103, il big twin di ultima generazione, 1690 cc. La moto ha il telaio softail. E' lunga, bassa, slanciata oltre ogni limite. E' sobria nell'aspetto generale e nei dettagli. I terminali originali non danno il senso della voce del motore. Cambiarli subito. Possibilmente metterli vuoti. Ai bassi regimi ronfa sommesso, se apri il boato è l'attacco della terza di Beethoven. Che dire di Breakout? E' forse il modello più riuscito degli ultimi vent'anni, interpreta al meglio il nuovo corso Hd con un rispetto fondamentale dei rigori del passato, con tutta la rigidezza di pensiero di chi ha nel proprio Dna il marchio di Milwaukee. Addio motori Porsche design raffreddati ad acqua. Non ci si può pensare.E' stabile anche alle velocità più alte. Nel misto denuncia i limiti del telaio, le pedane se pieghi anche non troppo, toccano, fanno scintille sull'asfalto. Gli ingegneri hanno pensato alla frenata e ora, finalmente, si vede. E' progressiva, precisa e potente. Il gommone dietro artiglia bene l'asfalto, l'anteriore infonde sicurezza. L'erogazione della potenza è la cosa più bella del Breakout: apri e si dispiega potente da subito e sale ringhiando verso le vette. Non ha protezione alcuna e guai a metterla perchè la rovini. A 160kmh togli il gas perchè il vento ti spazza via. Non è una roba per supertutati, sgommatori, smanettoni, per squinternati scambiatori di strade cittadine per piste da moto gp. Ma ok anche per i viaggi medio lunghi.
La posizione è discretamente antalgica se non sei un nano o un gigante del basket. La sella offre comfort, meno per il passeggero e tanto vale togliere il micro sellino. Ne guadagna la linea e il piacere di vivere da solo lo scorrere infinito della strada. Ti spiacerà arrivare in garage e spegnere il bicilindrico; lui parla ancora sommesso, con un ticchettio irregolare, per molti minuti. Sono le gocce d'olio rovente che cadono una dopo l'altra dalla sommità dei cilindri. Ascoltalo in silenzio. Con rispetto. E' un motore che ha una storia, che si perde nelle mulattiere militari lungo le trincee insanguinate della Prima Guerra, per le highway del new deal roosveltiano e per finire in tutti i fronti della Seconda Guerra. Noi italiani abbiamo visto i liberatori, liberatori?, Usa inforcarle nel centro di Roma, lungo i crinali della Lunigiana, su per la Padana e lungo le coste. Un rombo familiare, ci è rimasto nelle orecchie come l'eco del mare nelle conchiglie. Il resto è ancora storia. Dagli mc, dalle guerre tra bikers, sino alla crisi del marchio, alla ripresa, alla nuova crisi ma è sempre lì. Non per tutti. La selezione è naturale. E' vero che hd attira un certo numero di bizzarri soggetti che credono come Alberto Sordi di far l'americano con la moto tutta luccicante. Si vanno riducendo.
Costa 21 mila euro e li vale sino all'ultimo cent. Ha i suoi difetti, come no. Se guardi la donna più splendida senza essere innamorato vedrai imperfezioni e altro di spiacevole; se la ami sarà solo bellissima. Così Breakout. Di notte vai a vederla, ogni tanto, così, solo per amore; per me, è la 14a hd della mia vita. Forse l'ultima. Paolo Conte con amarezza e melanconia profetizza "l'ultima donna che avremo". Anche la moto. Non usarla troppo. Non inzepparla di chilometri inutili. Giocaci anche quando è ferma. Falla toccare alla tua donna. Falla accarezzare. Da quegli acciai bruniti e cromati sale un brivido antico. Il profumo di olio e benzina ti resta nella memoria, come la madeleine di Proust o come quando, sentendo il tintinnio di una moneta caduta sul selciato di una strada di Parigi, ecco all'improvviso il ricordo della giovinezza e di chi non c'è più. E' l'infanzia che non muore che ti spinge a ruotare l'interruttore, sentire la pompa della benzina che si attiva con un rumore sordo, il girare contorto e affaticato dell'avviamento e poi il cupo ritmico clangore dei due cilindri in linea a V. Non c'è molto altro. Breakout è curata, ha buoni materiali, un'elettronica un po' invadente ed avida di elettricità. Inserire sempre il mantenitore di carica della batteria, sennò dopo un po' che sta ferma non parte. L'antifurto indebolisce la carica e poi amen. Fai i tagliandi in hd, tutti. Con l'elettronica così complessa metterla in mano a non esperti è un suicidio, solo per risparmiare un po'. Non indossare giubbotti sgargianti pieni di patches. Non servono. Non servono codini, basettoni, cicatrici, tatuaggi esagerati e ovunque. Non servono borchie e catene. Nè canotte orecchie nasi traforati, nè stivali con la punta da cow boy. Nè essere arrogante o tamarro, che è poi la stessa cosa. Non appensantirla con le borse laterali. Indossa un casco monocromo, senza alieni colorati o mazzi di fiori. Anche integrale. Semmai scarponcini Moma di cuoio lavorato a mano. Semmai un vecchio giubbotto Belstaff ma originale, prima della vendita del marchio. Semmai un Vanson. Non esibirla, proprio non ti serve parcheggiarla di fronte al bar. Fermati nel deserto e lascia che la zampa affondi appena un po' nell'asfalto liquefatto dal calore; poi allontanati e osservala da dietro, come si fa quando passa una bella donna. Cuoio nero consumato ed essenze a base alcolica bastano.  Breakout ti fa sognare, ti porta indietro nel tempo, come quando un giorno lontano (1975) hai visto uno sportster 883 con un piccolo serbatoio giallo. L'amore è una cosa semplice ma è anche irrazionale.
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