Guidare e telefonare, ecco cosa rischi

| Una guida per imparare le nuove norme e le nuove sanzioni per l'uso del telefono durante la guida in auto. Italia ed Europa a confronto. Giro di vite ma attenti alle fake news

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Di VITO PARISI

Guidare e telefonare contemporaneamente è un comportamento pericoloso. L’asserzione può sembrare banale, ma non lo è,; infatti secondo l’Unione Europea questo comportamento è una delle cause ricorrenti relativamente ai sinistri stradali, i quali è bene ricordarlo, provocano molti decessi in tutta Europa. 

Guidare e telefonare provoca distrazione e la distrazione, quando si conduce un qualsiasi veicolo può uccidere; e se non ti uccide ti può far male e procurarti alcuni fastidi. Con la recente entrata in vigore della modifica dell’art.173 del Codice della Strada, il nostro Paese si è parzialmente adeguato, dopo oltre due anni, a gran parte degli altri paesi europei, inasprendo la sanzione pecuniaria , che può arrivare fino a 646 €, nonché alla sospensione della patente, in caso di recidiva della violazione nell’arco di un biennio, fino atre mesi.

L’ultima novità che ha modificato parzialmente l’art.173 del vigente Codice della Strada è costituita dal divieto di utilizzare, durante la guida, gli auricolari. In pratica non si possono più utilizzare quelle cuffie, a meno che non siano dotate di microfono e che non richiedano l’uso delle mani , che ti vengono fornite quando acquisti uno smartphone; è consentito soltanto l’uso del dispositivo vivavoce installato ormai di serie su tutti i veicoli di nuova generazione.

E’ utile sapere che in Francia e in Spagna, gli auricolari, anche se dotati di microfono, sono vietati, con sanzioni rispettivamente di 135 e 150 € e che in Svizzera questo tipo di violazione può comportare una sanzione penale, possiamo comprendere la necessità di prestare tutta la nostra attenzione durante la guida.

Dopo i recenti fatti di cronaca ed in particolare l’incidente che sull’Autostrada A1, in corrispondenza di Bologna, la cui dinamica parrebbe riconducibile all’uso improprio del telefono cellulare, è stato riproposta da più parti una riflessione sulle sanzioni più opportune da comminare a coloro che usano il telefono cellulare durante la guida. Non bisogna essere professionisti del settore per avere la cognizione di causa che la combinazione di distrazione, alterazione e velocità, sono sempre letali; e chi scrive, purtroppo, troppe volte è stato incaricato di informare le famiglie di disgrazie che hanno comportato lo spreco di vite, per lo più giovani. Parlo di spreco, perché morire sulla strada costituisce, e lo affermo con consapevole dolore e rispetto per le vittime e i loro famigliari, uno spreco assurdo e inaccettabile di vite, di cui tutti noi siamo complici, istituzioni comprese.

Ad ogni eclatante evento di cronaca quindi si ripropone il dibattito su quale sia la migliore attività di prevenzione finalizzata ad impedire o a limitare tragedie come quella di Bologna e la risposta è quasi sempre unanime: l’inasprimento delle sanzioni.

A questo proposito è opportuno precisare che quanto riferito da alcuni fonti relativamente all’inasprimento delle sanzioni è al momento una sola ipotesi di studio; in Italia nessuno organo di polizia oggi può sequestrare il telefono in caso di accertata violazione e nessuno può procedere al ritiro immediato della patente.

Solamente in caso di sinistro stradale, che ha comportato lesioni alle persone, l’organo di polizia che procede ai rilievi può disporre accertamenti finalizzati ad accertare le modalità d’uso del telefono in uso al conducente al momento del sinistro e inviare il conseguente rapporto alla Prefettura e al Ministero dei Trasporti , che sono gli unici organi deputati alla successiva sospensione della patente.

Tuttavia, sulla reale necessità di inasprire le sanzioni vi sono autorevoli personaggi che hanno espresso dubbi più che fondati; in Italia  le regole ci sono e vanno rispettate: le regole servono per tutelare la vita di tutti, bene primario e fine ultimo di qualsiasi sistema democratico e se uno Stato investe sulla salute dei cittadini , non può fare a meno d’investire nel presidio del  territorio; sanzionare la violazione delle regole costituisce l’unica forma di prevenzione. E questa prevenzione non c’è; in Italia vi è scarso presidio del territorio e quando ti capita di essere sanzionato, ti capita quasi esclusivamente per un divieto di sosta ( che costituisce la maggior parte delle violazioni in Italia) oppure per un eccesso di velocità (seconda voce statistica di violazione la Codice della Strada).

Implementare il presidio del territorio  da parte delle polizie, siano esse statali o Locali, non vuol dire vivere in uno stato di polizia; avere le polizie responsabilmente severe, vuol dire che hai concrete possibilità che il tuo comportamento non rispettoso delle regole venga sanzionato. Leggere un sms quando guidi non è un diritto e sanzionarti per questo comportamento non è una violazione dei tuoi diritti costituzionali.

Ed è questo il problema italiano: il presidio del territorio. E Torino non fa eccezione, nonostante le lodevoli iniziative da parte del Comando della Polizia Locale, finalizzate appunto alla prevenzione; ad esempio da mesi è in essere un servizio di auto civette, senza i colori d’istituto, finalizzato appunto  alla repressione del la violazione di cui all’ar.173, che ha comportato apprezzabili risultati, con conseguenti feroci critiche dei sanzionati; tuttavia è ormai evidente che sono anche iniziative come queste che aiutano il presidio del territorio, utilizzando  uomini e tecnologie in maniera intelligente. Ed è questa l’unica soluzione per far diminuire i sinistri stradali e le morti sulla strada . La contestazione immediata di una violazione costituisce la migliore forma di deterrenza e anche l’unica forma di comunicazione finalizzata a far percepire quel senso di sicurezza che oggi  viene drammaticamente ricercato da una popolazione sempre più insicura.

 

 

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