Il ritorno dell’Hummer (elettrico)

| Da simbolo del sogno americano più opulento a quint’essenza della cafonaggine che ammorbava il mondo. La parabola del Suv più esagerato della storia sembra pronta per un altro capitolo

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Nel 1989, l’esercito americano riceve l’ok dal presidente Bush all’operazione “Just Cause”: attraverso l’occupazione del canale di Panana, si punta a deporre per sempre il dittatore Manuel Oriega. Ma la curiosità di milioni di persone in tutto il mondo, più che sui marines impegnati in battaglia, si concentra su un loro veicolo mai visto prima: un immenso fuoristrada dalle linee squadrate con l’aria di essere inarrestabile. Si chiama “M998 HMMWV”, acronimo di “High Mobility Multipurpose Wheeled Vehicle”, e non è in vendita ai civili. Il mastodontico veicolo diventa di nuovo protagonista di “Desert Storm”, la guerra del golfo scoppiata nel 1990 dopo il tentativo dell’Iraq di invadere e annettere il Kuwait. Anche fra le dune del deserto iracheno, l’Humvee fa la sua bella figura.

Tanto interesse toglie il sonno alla “General Motors”, allora proprietaria della “AM General”, azienda che aveva vinto l’appalto con l’esercito americano per l’Humvee. Il colosso americano decide di provarci nel 1991, a guerra del golfo conclusa, tirando fuori l’H1, versione civilizzata del mezzo di trasporto in dotazione all’esercito americano, ideando anche un marchio apposito: “Hummer”. Malgrado l’improponibile V8 diesel da 6,5 litri, è l’inizio di un successo clamoroso che finirà per moltiplicarsi in più versioni: all’H2, prodotto fra il 2003 ed il 2009, segue qualche anno dopo l’H3, il più piccolo e ormai sempre più civilizzato.

L’Hummer diventa in tutto il mondo uno dei nuovi surrogati del sogno americano: un veicolo tanto grosso e inutile quanto irresistibile che finisce anche al centro degli obiettivi delle campagne ambientaliste per motorizzazioni ciclopiche, consumi esorbitanti ed emissioni aziendali. Di colpo, l’Hummer è il nemico da battere, il simbolo del consumismo portato fino all’eccesso: chi ce l’ha in garage, compreso Arnold Scharzenegger, non sa più che farsene. Dieci anni fa, trascinato anche dalla crisi devastante che ha colpito “GM”, Hummer saluta e svanisce dalla circolazione.

Dopo una decade di silenzio, il gigante sembra dare cenni di risveglio: secondo alcune indiscrezioni, General Motors avrebbe pensato di richiamare in servizio attivo il marchio Hummer, questa volta come ulteriore gradino verso la mobilità elettrica. Il progetto, tutt’ora segretissimo, dovrebbe avere un’anteprima clamorosa il prossimo 2 febbraio, nel corso del “Super Bowl”, con uno spot affidato alla star dell’NBA LeBron James, ma per vederlo sulle strade bisognerà aspettare almeno fino al 2022. Il nuovo Hummer, rigorosamente elettrico e forte di un investimento pari a 3 milioni di dollari, nascerà probabilmente come pick-up sulla stessa piattaforma che a GM servirà anche per i Suv di grande dimensioni marchiati Cadillac e GMC.

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