Jeep Gladiator, american way of life

| Il nuovo pick-up di medie dimensioni debutta in questi giorni al salone di Los Angeles. Design iconico, capacità di carico, funzionalità e versatilità: arriverà in Europa nel 2020

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La capacità off-road è scolpita nelle pietre sacre del grande libro dell’automobile, e in fondo basta il marchio, “Jeep”, per spiegare tutto senza bisogno di dilungarsi sul resto. Motivi sufficienti per dare al “Gladiator”, nome epico assegnato al nuovo pick-up, un posto di riguardo negli annali del marchio americano macchiato di italianità.

Ma Gladiator è anche, anzi soprattutto, una nuova mossa nella scacchiera del posizionamento mondiale di Jeep, in assoluto l’unico marchio a dare qualche gioia al gruppo “FCA”. Il nome Gladiator è evocativo: è stato usato negli anni Sessanta per un pick-up di enorme successo, ma la globalizzazione era lontana a venire e da queste parti si è visto poco.

Davanti al Gladiator 2019 si profila invece un paesaggio ben diverso, fatto di un’offensiva che parte dagli Stati Uniti, paese di elezione, e toccherà anche l’Europa, dove i surfisti si contano sulle dita di una mano, ma i pick-up sono comunque una nicchia di mercato aperta a nuove sfide.

Gladiator è il fratello dell’ultima generazione di Wrangler, ma con telaio modificato per allungare il passo e accogliere gli assali “Dana 44” di terza generazione, necessari per raggiungere la soglia della capacità di carico dei 725 kg per il cassone in acciaio con rivestimento antigraffio da 152 cm di lunghezza e con portellone ammortizzato a tre posizioni. Due i sistemi di trazione (in base alle versioni), “Command-Trac” e “Rock-Track” che prevedono bloccaggio elettrico degli assali “Tru-Lock”, differenziale a slittamento limitato “Trac-Lock”, barra stabilizzatrice a sbloccamento elettronico, pneumatici off-road da 33” e trazione integrale.

Stilisticamente non manca la leggendaria griglia a sette feritoie, vero simbolo Jeep insieme ai fari anteriori arrotondati e quelli posteriori squadrati, mentre gli interni ripropongono la stessa impostazione di Wrangler: il divano posteriore è sollevabile per consentire l’accesso a un vano portaoggetti con divisori amovibili e serratura. La strumentazione vanta un display da 3,5” (o 7”) e l’infotainment si concentra in un altro display da 5” a 8,4”, in base all’allestimento. A richiesta telecamera anteriore e oltre 80 sistemi di sicurezza.

Proposto nella sola variante a cabina doppia, con tetto rigido o in tela e quattro allestimenti (Sport, Sport S, Overland e Rubicon), Gladiator sarà prodotto a Toledo, in Ohio, e sarà lanciato sul mercato statunitense verso la metà del 2019, un anno prima dell’arrivo nell’area EMEA. 

Negli Stati Uniti sarà disponibile una sola motorizzazione, il V6 3.6 litri Pentastar benzina da 285 CV e 352 Nm con cambio manuale a sei marce o automatico a otto. Nel 2020 è previsto l’arrivo di un Ecodiesel V6 3.0 litri da 260 CV e 600 Nm con automatico a otto rapporti.

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