Red and Green

| La nuova Ferrari SF90 Stradale, ovvero la prima supercar ibrida pensate in “verde” nella dinastia delle “Rosse”. Soluzioni e tecnologie di prim’ordine, per una potenza netta di 1.000 CV

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Di Germano Longo
Se l’equazione dice che qualsiasi nuovo modello Ferrari è “l’evento” per eccellenza, quello della “SF90 Stradale” lo è ancora di più. La svolta, in effetti, è di quelle epocali, destinata a entrare nel grande libro della storia delle Rosse di Maranello: la SF90 Stradale è la prima supercar Ferrari realmente ibrida. Precisazione doverosa, visto che “LaFerrari” del 2013, considerata il primo gradino della green revolution, sfruttava soltanto il recupero dell’energia attraverso il sistema “Hy-Kers”. Ma c’è di più, perché la svolta impressa dalla “173”, dal nome del progetto, è uno straordinario modo di celebrare i 90 anni della “Scuderia Ferrari”.

Ma come per ogni novità partorita nelle sacre officine emiliane, anche l’ibrida rossa è uno scrigno di novità che faranno scuola. Un capitolo che va aperto con la potenza, i 1.000 CV donati dall’accoppiata fra il premiatissimo V8 da 3,9 litri con 780 CV e i tre motori elettrici da 220 (due indipendenti sull’asse posteriore e un posteriore, fra motore e cambio), che messi insieme scaricano sulle quattro ruote motrici una potenza impressionante. Il risultato è una velocità massima di 340 km/h, scatto 0-100 km/h in 2,5 secondi e 0-200 in 6,7, con un rapporto peso/potenza da standing ovation: 1.57 kg/CV e 390 kg di carico aerodinamico. L’assale elettrico anteriore “Rac-e” si occupa di controllare in modo dinamico la coppia, permettendo a chi guida di raggiungere il limite con una semplicità impressionante. A livello aerodinamico è inedita la presenza dello “shut-off Gurney”, un sistema di controllo attivo dei flussi d’aria che consente di ridurre la resistenza nei rettilinei e massimizzare il carico verticale in frenata e nei cambi di direzione. Ma fanno parte dello stesso capitolo aerodinamico lo studio della geometria dei cerchi forgiati, per consentire la gestione dei flussi e la diminuzione del CX.

Sullo sterzo, insieme ad una serie di comandi touch, il pulsante dell’eManettino permette di scegliere fra quattro diverse modalità: “eDrive”, con motore termico spento e trazione limitata ai due motori elettrici anteriori, per 25 km di percorrenza, “Hybrid”, che decide in autonomia se attivare o meno il motore endotermico, “Performance”, per disporre di potenza sufficiente ad una guida su tratti di strada divertenti, e “Qualify”, per finire, per mettere alla frusta tutti e quattro i motori.

L’architettura ibrida è di tipo “Phev” (Plug-in Hybrid Electric Vehicle), con il terzo dei motori elettrici, quello posteriore, derivato direttamente dal “Mguk” (Motor Generator Unit, Kinetic), utilizzato in F1. Il sistema “brake by wire” si occupa del recupero dell’energia cinetica.

Lunga 4,71 metri, larga 1,97, alta 1,28 e con un passo di 2,65 metri, la SF90 Stradale ha un telaio realizzato con tecnologia “multi-materiale” in alluminio e fibra di carbonio, per un peso complessivo di 1.570 kg.

Stilisticamente si sposta dallo stile delle berlinette sport con motore posteriore centrale degli ultimi decenni, per ispirarsi alle supercar più recenti.

All’interno domina uno schermo da 16” ad alta definizione curvo configurabile attraverso il volante, mentre nel tunnel centrale i comandi di gestione del cambio automatico doppia frizione a 8 rapporti si ispira alla storica griglia di selezione delle Ferrari con cambio manuale.

C’è un poi un discorso più filosofico, d’immagine e di mercato, visto che la SF90 Stradale non è destinata alla solita produzione limitatissima, ma a quella di serie, che si ipotizza potrebbe arrivare a 10mila esemplari. Sempre i 550mila euro necessari per portarsela a casa, al netto degli accessori, convincano altrettanti clienti. Oltre ad offrire di serie un programma di assistenza esteso a sette anni, che copre tutti gli interventi di manutenzione ordinaria, più fari anteriori Matrix Led e head-up display, a richiesta - aggiungendo 80mila euro al conto finale - è disponibile l’allestimento “Assetto Fiorano” con ammortizzatori speciali Multimatic derivati dalle competizioni GT, materiali più leggeri come fibra di carbonio e titanio, rispettivamente per pannelli porta e linea di scarico, pneumatici Michelin Pilot Sport Cup2 con mescola morbida.

Collaudata sul circuito di Fiorano, come da tradizione, la SF90 ha girato in 1’19’’00: il miglior tempo mai fatto registrare da una Ferrari stradale.

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