10 anni senza Michael Jackson

| Un anniversario silenzioso per via delle recenti accuse di pedofilia che hanno offuscato il suo talento immenso. La storia e la fine di uno dei più grandi artisti di sempre

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C’è chi ancora non ci crede, ed è convinto che “Jacko” viva da qualche parte, magari in compagnia di Marilyn, Elvis, Jimy Hendrix, John Lennon e Freddie Mercury. Sono passati 10 anni esatti, ma lo shock del 25 giugno 2009 è tutt’oggi una ferita aperta per migliaia fans in tutto il mondo che non smettono di amarlo, mentre intorno al nome di Michael Jackson va in scena lo scempio. A dare notizia per primo di quel giorno di dieci anni fa è stato il sito “TMZ” con poche righe: Michael Jackson è morto a causa di un attacco cardiaco provocato da un’intossicazione da anestetici nella sua abitazione di Holmby Hills, a Los Angeles. I funerali, seguiti in diretta da 3 miliardi di persone, si tengono il 7 luglio allo “Staples Center”: da allora, Michael riposa al “Forest Lawn Memorial Park” di Glendale, il cimitero delle celebrità.

Michael Joseph Jackson era nato a Gary, nell’Indiana, il 29 agosto del 1958: è il settimo dei dieci figli di Katherin, commessa in un supermercato, e Joseph, operaio in un’acciaieria. È una famiglia modesta, dove la musica è una costante, ma anche le punizioni severe e le violenze fisiche che lasceranno profonde cicatrici emotive nei fratelli Jackson, come riveleranno loro stessi alla spicciolata, anni dopo. Se tutti i ragazzi mostrano una notevole predisposizione alla musica, Michael è un’eccezione fin da piccolo: debutta sul palco che è ancora un bimbetto, e ben presto il padre decide di unirlo ad una formazione a cui lavora, composta da quattro dei suoi figli maschi: stanno nascendo i “Jackson 5”. Diventano un successo di cui si accorge anche la leggendaria “Motown”, che nel 1969 li lancia sul mercato discografico: in sette anni di carriera incidono 15 album facendo il tutto esaurito ovunque. Ma fra tutti, è sempre Michael a svettare: agli impegni con i fratelli, Jacko affianca i primi tre album da solista, che ottengono un discreto successo. La svolta nel 1979, quando Jacko pubblica “Off the Wall”, album che contiene brani immortali come “Don’t stop you get enough” e “Rock with you”, conquistando il primo record: non era mai riuscito a nessun artista di colore di vendere 15 milioni di copie nel giro di poche settimane, rimanendo per 48 settimane nelle prime 20 posizioni delle classifiche “Billboard Albums Charts”. E se tutto questo eclissa di colpo il progetto “Jackson 5”, che scompaiono tramortiti dal successo del fratellino, per Michael significa il passo primo verso la consacrazione artistica, sublimata il 30 novembre del 1982 con l’uscita di “Thriller”, l’album dei record: 7 singoli nella Top 10, 80 settimane in classifica, 40 milioni di copie vendute.

Davanti a Michael Jackson non ci sono più confini, solo praterie da conquistare: è l’artista più celebre di ogni tempo, una leggenda vivente che non sembra sbagliare un colpo neanche se lo vuole. Artista a tutto tondo, inventa il “Moonwalk”, la camminata all’indietro che rappresenterà per sempre il suo marchio di fabbrica.

Ma il “Re del Pop” inizia a diventare celebre anche per alcune stranezze che lo trasformano in un bersaglio per i tabloid di tutto il mondo: attraverso la chirurgia plastica cambia letteralmente volto diventando sempre più bianco, si narra di una camera iperbarica dove si farebbe rinchiudere per ore e fa scalpore anche l’acquisto di una enorme tenuta sulle colline di Los Angeles che trasforma in “Neverland”, un ranch-parco di divertimenti dove ama circondarsi di adolescenti.

Insieme al produttore Quincy Jones e al collega Lionel Richie, Michael diventa uno dei motori del progetto “We are the world”, un singolo dal successo planetario i cui proventi sono destinati ai bambini africani.

Nel 1993 iniziano i guai giudiziari: un bambino, uno dei tanti amichetti che orbitano nei confini di Neverland, lo denuncia accusandolo di molestie, ma quello che sembra l’inizio di uno scandalo di dimensioni ciclopiche si chiude in fretta con un accordo fra Jackson e il padre del ragazzino, che ritira la querela. Per salvare l’immagine e dare un’idea di normalità, Michael si sposa con Lisa Marie Presley, l’unica figlia di Elvis, ma l’unione dura appena due anni. Jackson ci riprova, portando sull’altare Deborah Jeanne Rowe, la sua infermiera, che nel febbraio del 1997 gli darà Prince Michael Jackson, il primo figlio, seguito un anno dopo da Paris. Il terzo e ultimo figlio, Prince Michael Jackson III, concepito con fecondazione in vitro da madre surrogata, nasce nel febbraio del 2002.

Fra album e tour, nel 2003 circola la notizia di un arresto imminente per Michael, nuovamente accusato di molestie da diversi bambini: evita la galera pagando tre milioni di dollari di cauzione. Il processo si chiude il 14 giugno del 2005: Michael Jackson è scagionato da ogni accusa, ma nulla potrà fare contro l'ombra inquietante destinata a seguiro per il resto dei suoi giorni.

Fra gravi problemi finanziari e di salute, con la sua stella ormai avviata verso un declino che appare ineluttabile, messo da parte dai rapper e da una generazione di nuovi artisti, Jacko chiude Neverland e nel marzo del 2009 annuncia da Londra "This is it", un nuovo tour mondiale faraonico. È quello a cui stava lavorando quando è morto.

Di recente, a gettare fango sulla sua memoria è stato “Leaving Neverland”, un docu-film in cui due ex frequentatori del ranch di Michael raccontano anni di violenze e pedofilia. Per questo, il decennale della morte passerà in silenzio, senza commemorazioni ufficiali e concerti: per qualcuno, l’immagine di Michael Jackson andrebbe cancellata per sempre. Per tutti gli altri no: quello che ha dato alla musica è destinato semplicemente all’eternità.

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