Addio a Lawrence Ferlinghetti, il padre del Beat

| Fondatore della City Lights di San Francisco, libreria e casa editrice che aveva pubblicato volumi considerati così scomodi da costargli una condanna. L’ultimo anno era stato guastato dalle difficoltà economiche figlie della pandemia

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Era stato il padre del movimento “Beat”, l’ultimo esemplare di una generazione che aveva preferito perdersi, cercando risposte impossibili. Lawrence Ferlinghetti se n’è andato nella sua San Francisco a 101 anni. 

Fondatore dell’amatissima “City Lights”, una libreria casa editrice che aveva ospitato i più grandi nomi della rivoluzione culturale degli anni Sessanta, si è arreso lunedì ad una “malattia polmonare”, come ha confermato il vicepresidente della società, Stacey Lewis.

Ultimo sopravvissuto della “Beat Generation”, Ferlinghetti ha giocato un ruolo chiave nel divulgare il movimento letterario alla West Coast, diventando “determinante nel rendere democratica la letteratura americana”.

“Per oltre 60 anni, quelli di noi che hanno lavorato con lui sono stati affascinati dalla conoscenza e l’amore per la letteratura, dal suo coraggio nella difesa del diritto alla libertà di espressione e dal suo ruolo di ambasciatore culturale americano - si legge nel post - la sua curiosità era illimitata e il suo entusiasmo contagioso. Ci mancherà moltissimo”.

Nato a New York nel 1919 da padre italiano e mamma francese, aveva co-fondato la City Lights sulla Columbus Avenue, al confine di North Beach, nel 1953: due anni dopo, rilevate le quote del co-fondatore Peter D. Martin, aveva scelto di fondare una piccola casa editrice indipendente con lo stesso nome.

Lanciato dal “Pocket Poets Series”, Ferlinghetti ha pubblicato opere di alcune delle figure letterarie più importanti del dopoguerra, compresi Beat William S. Burroughs e Jack Kerouac. Ma fu una poesia di Allen Ginsberg, a spingerlo sotto i riflettori.

Nel 1957, le autorità di San Francisco sequestrarono le copie della raccolta di Ginsberg “Howl and Other Poems”, pubblicata dalla City Lights l’anno prima. Ferlinghetti fu arrestato e processato per oscenità a causa dei riferimenti al sesso e alla droga contenuti nel libro. Il caso attirò l’attenzione del Paese scatenando un enorme dibattito sulla censura. Alla fine Ferlinghetti fu scagionato, con il giudice che decise che il libro aveva “un’importanza sociale redentrice”: una sentenza destinata a cambiare per sempre l’approccio dei tribunali americani alla libertà di parola.

Mentre continuava ad essere il punto fermo dell’ambiente culturale di San Francisco, Ferlinghetti aveva iniziato a scrivere poesie. Nel 1958, la raccolta “A Coney Island of the Mind” diventò un grande successo commerciale.

Negli anni ha scritto più di 30 raccolte di poesia, affrontando temi come i mali sociali e la corruzione: ha sempre continuato a scrivere, pubblicando nel 2019 il suo ultimo romanzo, “Little Boy”. In occasione del suo centesimo compleanno, la città di San Francisco ha dichiarato il 24 marzo il “Lawrence Ferlinghetti Day”.

La City Lights ha anche continuato ad essere il luogo d’incontro delle comunità creative e letterarie della città, ospitando regolarmente letture, conferenze e presentazioni di libri. Il negozio e il suo braccio editoriale hanno però lottato con le sfide finanziarie scatenate dalla pandemia: lo scorso aprile, l’amministratore delegato Elaine Katzenberger ha aperto una campagna “GoFundMe” per raccogliere i 300.000 dollari necessari a mantenere in vita la City Lights.

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