Addio a mister “Good Morning Vietnam”

| Il sergente Adrian Cronauer, di stanza a Saigon, aveva saputo trasformare il suo saluto insolito in uno dei pochi momenti piacevoli per i Marines in Vietnam

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Quando Adrian Cronauer si è avvicinato al microfono il mestiere di D.J. non esisteva ancora. Era arrivato in Vietnam con il grado di sergente, come direttore delle news, ma in realtà è il destino a spedirlo nel posto giusto al momento giusto: è rimasto vuoto il posto di conduttore del programma del mattino. Uno dei più delicati, quello che doveva dare il buongiorno ai Marines poco prima che l’esercito li spedisse al massacro contro i vietcong.

Un compito che Cronauer prende molto sul serio, coniando il suo slogan, l’urlo che sarebbe diventato simbolo di un’epoca e di una guerra fra le più inutili della storia. Ogni mattina da “Radio Saigon”, fra il 1965 e l’anno successivo, apre la sua trasmissione urlando al microfono “Goood moooorning, Vietnam”. E anche se quella che attende i Marines non è esattamente una bella giornata, lui si guadagna un posto fra i pochi punti di riferimento nell’inferno del Vietnam. La sua storia, romanzata per esigenze hollywoodiane, sarebbe diventata un film del 1987 di enorme successo, con Robin Williams a prestargli volto e simpatia. “Il suo saluto risuonava ogni mattina tra i ragazzi che si svegliavano nella merda e rispondevano con parole impronunciabili, ma perfettamente capibili”, ricordava l’attore.

Adrian, simpatico e istintivo ma nelle sue trasmissioni decisamente più impettito di Robin Williams, non sapeva ancora che con quell’unico grido stava tracciando la strada a decine di voci destinate ad accompagnare il futuro della radiofonia: da Wolfman Jack, il “lupo solitario” che per un decennio avrebbe riempito di musica le notti americane a Dave Mancuso, uno dei pionieri della discomusic. “Avevamo la missione di dare qualcosa di familiare a ragazzi sotto shock, che avanzavano nelle risaie lottando contro zanzare grosse come camion, in un caldo e un’umidità spaventosi”.

Avvocato laureato all’Università di Pittsburgh, ma prima ancora proprietario di un’agenzia di pubblicità radiofonica e televisiva, oltre che insegnante di comunicazione e informazione, per il ruolo ricoperto in Vietnam viene nominato consigliare del dipartimento della difesa che si occupa dei reduci e prigionieri di guerra.

Sono state la famiglia e l’agenzia di pompe funebri “Oakey’s East Chapel” ad annunciare la morte di Adrian Cronauer: aveva 79 anni, viveva nella sua casa in Virginia e due anni fa era rimasto vedovo di Jeanne. “Amava gli uomini e le donne in uniforme di tutto il mondo, e ha sempre trovato il tempo di impegnarsi per tutti loro”.

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