Elon Musk, il genio ribelle

| Vulcanico, assetato di vita, geniale, ma anche sfrontato, ironico, pasticcione. Ritratto del fondatore di idee come Tesla e SpaceX, lanciate verso un futuro che ogni tanto vede solo lui

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Di Germano Longo
Per qualcuno è il nuovo Steve Jobs, o forse una via di mezzo fra Leonardo Da Vinci e Tony Stark, l’ater ego di “Ironman”, per altri un ciarlatano, l’anello mancante fra l’uomo e la figura degli incantatori di serpenti delle fiere di un tempo. La risposta probabilmente sta in mezzo: un giorno Elon Musk forse sarà ricordato come uno degli ultimi geni visionari del terzo millennio, ma quasi certamente finirà ai play-off anche per giocarsi il titolo di gran visir dei casinisti. 

Artefice di una visione del futuro che non conosce confini e nemmeno galassie, di recente è riuscito a mandare su tutte le furie la “SEC” (Security and Exchange Commission), l’autorità che controlla la correttezza della borsa americana, patteggiando il proprio ritiro dalle scene per tre anni, accompagnato da un assegno da 40 milioni di dollari e dalla presenza di un avvocato-badante che avrà il compito di vagliare ogni parola dei suoi tweet, prima di dare l’ok. La colpa, aver giocato con la pelle degli azionisti, annunciando il ritiro dalla borsa delle azioni “Tesla” ad un prezzo più che maggiorato rispetto alle quotazioni.

Non è che l’ultimo scivolone di Elon, un vero maestro delle gaffe, più e più volte spernacchiato dai media. Il 9 settembre scorso, Musk fuma una canna in diretta streaming, proprio mentre due dei suoi manager approfittavano dell’assenza del capo per darsela a gambe levate. Questo mentre le cronache continuavano a riportare storie di gente al volante di modelli Tesla scampata per miracolo alla morte, o peggio ancora finita malissimo. Proprio a lui doveva succedere, che anni prima aveva lasciato ai posteri una frase pesante, di quelle che nemmeno Henry Ford avrebbe osato tanto: “Ogni prodotto che ha bisogno di un manuale d’istruzioni per funzionare, è rotto”.

Lo scorso primo aprile si fa fotografare sdraiato sull’asfalto accanto ad una “Model 3”, arruffato, con la barba incolta e una bottiglia di tequila semi vuota accanto. Poi twitta “Tesla è fallita” e aspetta che qualcuno ci caschi, per ricordargli che è il “fool day”, il pesce d’aprile.

Neanche un mese dopo, nel corso di un incontro stampa di Tesla, liquida come “noiose” le domande sui ritardi della produzione e la consegna di vetture ordinate e pagate che proprio in quelle settimane turbano l’orizzonte del marchio. I media gli danno addosso, e lui propone di far nascere una sorta di “TripAdvisor” della stampa, in cui distinguere i giornalisti buoni da quelli cattivi.

Poi arriva luglio, un gruppo di ragazzini thailandesi resta intrappolato in una grotta e Musk - come un vero Tony Stark - corre sul posto portandosi appresso un mini sommergibile: Ven Unsworth, uno dei responsabili dei soccorsi, per un po’ lo ascolta, poi lo prega di farsi da parte. Elon riparte, etichettandolo come “pedofilo”. Poi si scusa, ma il fascicolo si arricchisce.

Lo scorso agosto rilascia un’intervista al “New York Times” e definisce il 2018 “l’anno più difficile della sua vita”. Questa volta, forse la prima, gli danno ragione tutti.

Nato a Pretoria, Sudafrica, il 28 giugno del 1971 da madre dietologa e padre ingegnere, a 10 anni stupisce la famiglia: senza alcun aiuto esterno ha imparato a programmare il “Commodore VIC-20”. Nel 1989, tramite la mamma - ormai divorziata da tempo dal padre - ottiene la cittadinanza canadese: entra prima alla “Queen’s University” di Kingston, Ontario, e poco dopo all’Università della Pennsylvania, dove a 24 anni si laurea in fisica.

Nello stesso anno si trasferisce in California, con l’idea di seguire un dottorato in fisica applicata e scienza dei materiali, ma dopo due soli giorni di lezioni molla tutto per assumere una nuova identità: l’imprenditore. Ha idee grandiose: esplorare le infinite possibilità delle energie rinnovabili e perfino di ridisegnare l’esplorazione dello spazio.

Il colpo di genio arriva nel 1999, quando fonda la “X.com”, una compagnia di servizi finanziari che un anno dopo darà vita a “PayPal”, creatura che fa gola al colosso di vendite online “eBay” che nel 2002 l’acquista in blocco per 1,5 miliardi di dollari. Ossigeno puro per le idee di Musk, che investe buona parte di quel denaro creando “Tesla”, “SpaceX” e “SolarCity”, rispettivamente il rivoluzionario marchio di vetture full-electric, un’azienda aerospaziale e un fornitore di energia derivata dal fotovoltaico.

Oggi Elon vive a Bel Air, in California: si è sposato due volte, ha sei figli e divide il suo tempo con l’artista di origini canadesi Grimes, al secolo Claire Boucher.

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