La strage di Bel-Air
in memoria di SHARON TATE

| La notte del 9 agosto 1969 l'attrice e moglie del regista Roman Polansky fu massacrata con altre 5 persone nella sua villa di Bel Air a Los Angeles. Charles Manson, il suo assassino, è morto 83anne in carcere a novembre

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DI GERMANO LONGO e MASSIMO NUMA

Per provare a capire la delirante follia omicida di "Helter Skelter", lo slogan "confusione", scritto con il sangue sui muri della villa del delitto, che si chiamava una volta "la casa dell'amore", bisogna tentare di capire la mente contorta di Charles Manson, ideatore dell'assassinio di Sharon Stone (nella foto poco prima del delitto mostra i vestiti per il nascituro), incinta e prossima al parto, 28 anni, e dei suoi cinque amici. Nato a Cincinnati il 12 novembre del 1934, figlio di una prostituta sedicenne e di un padre rintracciato dopo un'indagine legale, Charles cresce con William Manson, colui che gli darà il cognome, mentre la mamma entrare e uscire di galera. Nel 1947, vista l'assoluta incapacità della madre di prendersene cura, entra in un istituto per l'infanzia. È l'inizio della mutazione genetica di un ragazzo che nel giro di poco si trasforma in un delinquente incallito: furti, rapine e fughe dai vari istituti dove provano a rinchiuderlo non si contano.

Charles Manson


MENTE CRIMINALE E DIABOLICA

Le manette gli aprono le porte del riformatori di Petesburg, in Virginia, e Chillicothe, Ohio, ma Charles non perde il vizio: tenta più volte la fuga e quando è dentro violenta altri detenuti. Nel 1954 ottiene la libertà condizionata e porta sull'altare Rosalie Jean Willis, un'infermiera. Fa il benzinaio e parcheggiatore, infallibile nel rubare auto che consegna oltre confine, trasformando il reato in un crimine federale. Lo arrestano. La moglie, incinta e in lacrime, riesce a intenerire lo psichiatra e il giudice, che gli concedono la libertà vigilata. Quanto basta a Manson per fuggire. Catturato, si fa tre anni di galera, che Manson sfrutta appieno imparando da altri detenuti tecniche e trucchi per creare una redditizia rete di prostituzione. Tornato in liberà, è pronto per la sua nuova idea imprenditoriale, che alterna ai furti d'auto, la sua specialità, e la falsificazione di assegni. Lo riprendono, altri 10 anni di reclusione nel penitenziario di McNeil Islands, stato di Washington. Un tempo che Manson impegna studiando testi di magia, esoterismo, massoneria, scientologia e motivazione subliminale. Rilasciato su cauzione nel 1967, tenta senza riuscirci la carriera musicale nella zona di San Francisco, convinto di essere un grande cantautore, e una sua canzone finisce in un LP dei Beach Boys. Gli promettono un contratto con una grande mayor ma il sogno si frantuma poco dopo, in tempi in cui chiunque può sognare di trasformarsi in santone hippy; riesce a radunare un piccolo gruppo di seguaci affascinati dalla sua musica e le sue parole. Ecco "The Family", la famiglia. Ragazzi e ragazzi  vagano senza sosta e senza meta per gli Stati Uniti, a bordo di uno school bus psichedelico, fermandosi dove capita e rubando quel che gli serve per vivere e riempirsi di droghe. Alla cinquantina di persone che fanno parte della sua setta, racconta di essere la reincarnazione di Gesù Cristo e di Satana al tempo stesso. Organizza una Crocifissione, con lui sulla croce, pieno di tagli e di ferite auto-inflitte, seguito da un corteo di donne piangenti.

GUERRA CIVILE TRA BIANCHI E NERI

Profetizza l'Helter Skelter, una guerra santa per liberarsi dalla presenza dei neri e pianifica l'omicidio di Gary Hynman, un musicista che aveva ospitato e poi cacciato da casa sua, reo di averlo contraddetto durante una serata, a proposito di un ammonimento mosso a un suo adepto, che Hynman aveva avuto il coraggio di difendere. La sua idea è di pianificare una guerra civile tra bianchi e neri, uccidendo in modo crudele i primi, innescando così una reazione violenta dei secondi. Alla fine, i bianchi stermineranno gli afro-americani, in un delirio che evoca lo spettro della Shoah, tra echi nazisti e teorie suprematiste. Bisognerà dunque uccidere e firmare i delitti con le parole d'ordine dei neri radicali che chiamano i bianchi "Pigs Richs", ricchi porci. I media, rilanciando le notizie, avrebbero fatto il resto. 

STRAGE A BEL-AIR

La notte del 9 agosto 1969, l'assalto alla villa di Cielo Drive, nell'esclusiva zona di Bel Air, dove Roman Polanski abita con la moglie, l'attrice Sharon Tate, incinta di otto mesi. Quella sera Polanski non c'è, doveva arrivare quella sera da Londra ma ha telefonato alla moglie che non era riuscito a partire in tempo, mentre lei è in compagnia di alcuni amici: Jay Sebring, il suo parrucchiere, Abigail Fokger, figlia di un imprenditore, e Voityck Frykowski, il suo fidanzato. Quella sera erano andati a cena in un ristorante esclusivo ed erano rientrati nella villa dove abitava prima l'attrice Candice Bergen, attorno alle 22.30.  Manson ha individuato quella villa perchè lì aveva abitato il produttore che non aveva voluto aiutarlo con il contratto tanto desiderato e lui pensava così di vendicarsi per il torto subito. Non sapeva che era stata acquistata dai coniugi Polansky. Quattro sono anche i componenti del commando organizzato da Manson: Charles Watson, Susan Atkins, Patricia Krenwinkel e Linda Kasabian, l’unica che poi decise di collaborare con il procuratore distrettuale, facendo così arrestare assassini e mandante: fanno irruzione nella villa armati di coltelli e pistole, freddando per primo Stephen Earl Parent, il guardiano della villa, che stava tentando di uscire dalla villa con la sua auto. Lo avevano sorpreso mentre il cancello si stava aprendo e Watson lo finì a colpi di pistola.

MASSACRO SENZA PIETA'

Mossi da una crudeltà impressionante, i quattro massacrarono uno dopo l'altro gli ospiti della villa, usano coltelli e pistola, li legano uno con l’altro con lunghe corde. L'ultima a morire è Sharon Tate, che implora di essere lasciata in vita per il bimbo che porta in grembo, ma non c'è pietà: con il suo sangue Susan Atkins scrive sul muro "Pig", maiale. Non è finita perché Manson, leggendo i giornali e ascoltando le cronache di radio e tv, si convince che i suoi fedeli non hanno svolto al meglio la loro missione, hanno trascurato di “firmare” gli assassini in modo convincente, per potere gettare le colpe sulla comunità nera. Commenta: “Mi tocca fare tutto da solo”. Così il giorno successivo guida il raid contro l'imprenditore Leno LaBianca e sua moglie Rosemary, di nuovo a Bel Air, uccisi con oltre quaranta colpi inferti con un forchettone da cucina (conficcato nell'addome della vittima) e ritrovati in un lago di sangue. Questa volta la scritta “Richs Pigs” è molto più visibile. La vendetta di Manson si abbatte anche su Donald Shea, un membro della Famiglia, colpevole di aver sposato una donna nera e per questo ucciso e fatto a pezzi.

NOVE MESI DI INDAGINI

Alla polizia servono mesi di indagini per fermare Manson, incastrato soprattutto dalla confessione di Linda Kasabian, la ragazza che nella notte di Bel Air doveva fare da palo. Arrestato come mandante degli omicidi, Charles Manson diventa il protagonista di un processo lunghissimo, caso assai raro per la giustizia americana. Non confesserà mai e neanche saranno mai chiariti del tutto i moventi della strage: a svelare altri dettagli sono invece i componenti del commando mortale, che rivelarono fossero in programma gli omicidi di altre stelle del cinema come Liz Taylor, Steve McQueen e Frank Sinatra. Il 29 marzo 1971, tutti i componenti della banda sono condannati a morte: a salvarli è la decisione dello Stato della California, che l'anno successivo abolisce la pena capitale, costringendo la corte a commutare la pena in ergastolo. Ben 12 volte, negli anni passati presso i penitenziari californiani, Manson presenterà la richiesta di libertà vigilata, sempre negata. Nel novembre del 2014, a 80 anni, sposa la ventiseienne Afton Elaine Burton: andava a trovarlo in carcere da quando aveva 19 anni. Affascinata dal diavolo in persona.



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