I 50 anni di Schumi, con gli auguri della Ferrari

| La Scuderia Ferrari ospita una mostra dedicata al grande campione tedesco: sarà inaugurata il giorno del suo 50esimo compleanno

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Il 3 gennaio del prossimo anno, Michael Schumacher compie 50 anni, una ricorrenza che il “Museo Ferrari”, in collaborazione con la Fondazione Keep Fightin”, ha scelto di celebrare con una mostra un pilota che ha scritto pagine memorabili nella storia della scuderia di Maranello: in undici stagioni con il colori Ferrari, dal 1996 al 2006, Schumi ha conquistato cinque titoli piloti consecutivi e sei costruttori.

“Michael 50”, che vuol essere un omaggio e un segno di gratitudine, ripercorre le leggendarie stagioni del sette volte Campione del Mondo di F1, permettendo di scoprire anche il contributo che Michael ha saputo imprimere allo sviluppo tecnologico delle GT, come pilota prima e in veste di consulente dopo.

Proprio in questi giorni, le notizie sulla sorte del campione tedesco sono tornate sui giornali di tutto il mondo. Secondo alcune indiscrezioni del “Daily Mail” rilanciate dalla stampa inglese appena qualche giorno fa, Schumi non sarebbe più costretto a letto e farebbe ormai a meno anche delle macchine che per lungo tempo lo hanno tenuto in vita. A rilanciare la speranza erano state le parole di Jean Todt, che aveva rivelato di aver assistito al GP del Brasile davanti ad una televisione in compagnia dell’amico di sempre.

La notizia, va detto, non è stata confermata e tantomeno smentita dalla famiglia, che da sempre ha scelto di mantenere il più stretto riserbo sulle reali condizioni di Schumi. Come più volte ricordato dalla sua manager di sempre, Sabine Kehm: “Troppe parole non lo aiuterebbero, non avrebbe la tranquillità necessaria alla guarigione”.

Ma nel frattempo, ai “rumors” inglesi si è aggiunta una rivelazione del quotidiano tedesco “Bild”, che ha riportato le parole del cardinale Georg Gaenswien, il quale ha raccontato di aver visitato Schumi a casa sua ed è certo che “Michael è in grado di percepire l’amore delle persone intorno a lui”.

Michael Schumacher, il “Kaiser”, è uno dei piloti più premiati nella gloriosa storia della F1: detiene il record di maggior numero di GP vinti, di giri veloci in pista, di pole position, vittoria e giro veloce nella stessa gara. A superarlo nel record dei punti conquistati in carriera, era stato Fernando Alonso nel 2013.

Si ritira alla fine del 2006, scegliendo di tornare a correre nel 2010 con la Mercedes, ma due anni dopo annuncia l’addio definitivo alla F1. Il 29 dicembre 2013, durante una discesa con gli sci fuori pista sulle nevi di Méribel, in Savoia, cade e sbatte la testa con violenza su una roccia: ricoverato in stato semicomatoso all’ospedale di Grenoble, viene sottoposto a un delicato intervento di neurochirurgia e mantenuto in coma farmacologico. Nel giugno del 2014, la sua portavoce annuncia che Michael è uscito dal coma e lo aspetta un lungo percorso di riabilitazione in una clinica privata. Viene dimesso il 9 settembre del 2014, per proseguire il percorso di cure nella sua villa di Gland, in Svizzera, sulle rive del lago Lehman. Da allora, sulle sue reali condizioni di salute non è mai trapelato nulla, solo ipotesi.

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