Il principe un passo indietro

| L’amore e la devozione con cui per 73 anni, Filippo di Edimburgo ha accettato di seguire e sorreggere la moglie. Fondamentale il suo ruolo dietro le quinte nei momenti migliori e peggiori della monarchia

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Quando Elisabetta di York ha incontrato per la prima volta il principe Filippo, non era destinata a diventare regina. Aveva sette anni ed era la damigella d’onore di sua zia, la Principessa Marina di Grecia e Danimarca, durante il fastoso matrimonio con Duca di Kent nell’Abbazia di Westminster. Filippo, allora dodicenne, era fra gli invitati come primo cugino della sposa. I due bambini si parlavano a malapena, ma i giornali indicavano già il principe Filippo come un marito adeguatamente reale per la piccola principessa.

Quando si incontrarono di nuovo, cinque anni dopo, nel 1939, tutto era cambiato. Lo zio di Elisabetta, Edoardo VIII, aveva abdicato tre anni prima. Suo padre era diventato re e lei l’erede al trono. Filippo era un cadetto della marina di 18 anni, e l’Europa sull’orlo del secondo conflitto mondiale.

Si rivedono nel 1939, al Royal Naval College di Dartmouth: Elisabetta con il binocolo ha gli occhi fissi su Filippo, un giovane alto, atletico e affascinante. Fino ad allora, la giovane erede al trono aveva condotto una vita molto protetta con la sua famiglia, passando la maggior parte del tempo con la sorella e l’istitutrice. Visitando il college con i suoi genitori e la sorella era rimasta abbagliata dal cadetto, che presto sarebbe partito per il servizio attivo. Il fascino di Elisabetta era ovvio, ed era stato molto gratificante per lo zio di Philip, Dickie Mountbatten, che sperava di poter combinare un matrimonio sognando un ruolo di potere all’ombra del trono.

Quando la famiglia reale lascia Dartmouth sullo yacht, i cadetti lo seguono in segno di saluto a bordo delle loro piccole imbarcazioni, fino a quando il Re diede loro l’ordine di tornare a riva. Fecero tutti come gli era stato detto, tranne Filippo, che continuò a remare con tutte le sue forze mentre Elisabetta lo guardava attraverso un binocolo.

Filippo e la sua famiglia erano fuggiti dalla Grecia quando lui era solo un bambino. La famiglia si era stabilita a Parigi, finendo ben presto per disintegrarsi. Sua madre fu chiusa in manicomio mentre il padre annegava la tristezza fra alcol e stuoli di amanti. Philip fu mandato in collegio a Gordonstoun in Scozia, poco prima di andare a Dartmouth. Senza genitori, era stato molto vicino alle sue sorelle, ma la sua preferita, Cecile, muore in un incidente aereo quando era incinta di otto mesi. Le altre erano sposate con ufficiali tedeschi, e i rapporti con loro molto più difficili.

Durante la guerra, Philip scrisse a Elizabeth annunciandole che sarebbe tornato a Londra per il Natale del 1943. Elizabeth aveva 17 anni: lui la trovava attraente, spiritosa, allegra e dotata di senso pratico, molto diversa dalla fragilità di sua madre.

Alla fine della guerra, Filippo decise di corteggiare Elisabetta con intenzioni serie invitandola a concerti e cene in ristoranti eleganti. Buckingham Palace era assai dubbiosi, il Re e la Regina desideravano che Elisabetta “vedesse il mondo” prima di sposarsi, e i cortigiani malignavano su Filippo, non considerato “un gentiluomo” ma una persona spesso di cattivo umore, volubile e soprattutto “senza fissa dimora”. Tutti diffidavano del suo macchinoso zio, Dickie Mountbatten, e perfino il governo era ossessionato dalle sue origini: come disse un cortigiano “era tutto racchiuso in una sola parola: tedesco”.

Elisabetta rifiutò di farsi influenzare. Era stata determinata su Filippo fin dall’età di 13 anni e la guerra aveva solo intensificato l’amore che provava per lui da tempo. Il Re cedette e il fidanzamento fu annunciato l’8 luglio 1947, con la data delle nozze fissata per il 20 novembre. Filippo divenne un suddito britannico naturalizzato, adottò il cognome Mountbatten dai suoi nonni materni e nominato Duca di Edimburgo.



C’era la preoccupazione che un paese immerso nella recessione del dopoguerra potesse non vedere di buon occhio un matrimonio sfarzoso. Ma Winston Churchill scelse la grandezza, definendola “un lampo di colore sulla dura strada che dobbiamo percorrere”. Gli ospiti arrivarono da tutto il mondo per vedere la principessa sposarsi in un abito di seta ricamato con 10.000 perle. Tra i non invitati c’erano le tre sorelle di Filippo con i loro mariti tedeschi, e il duca di Windsor, Edoardo VIII, e sua moglie, Wallis Simpson.

Il giorno all’Abbazia di Westminster, la principessa Elisabetta promise di obbedire a suo marito, cosa che sarebbe stata tecnicamente impossibile nel momento in cui fosse diventata regina.

Eppure le battaglie erano appena iniziate. Filippo era abituato a una vita attiva e non sopportava il lavoro da scrivania all’Ammiragliato che gli era stato assegnato. I primi due figli della coppia, Carlo e Anna, nacquero nel 1948 e nel 1950 e la famiglia si stabilì a Clarence House, dove Filippo si occupò della ristrutturazione. Filippo era di stanza a Malta ed Elizabeth andava a trovarlo per lunghi mesi. Lì era libera di essere semplicemente la moglie di un ufficiale, lontana dai riflettori.

All’inizio del 1952, Elizabeth e Philip si imbarcarono in un tour in Kenya iniziando con un soggiorno a “Treetops”, un lodge sopra una pozza d’acqua nel parco nazionale di Aberdare. La notte del 9 febbraio 1952, Giorgio VI morì nel sonno. Dopo che la notizia raggiunse lo staff reale, fu Filippo ad annunciare alla moglie che il padre era morto.

La morte del re fu uno shock terribile sia per Elisabetta che per Filippo. Il re era in cattiva salute da anni, nonostante fosse ancora un uomo di 56 anni, relativamente ancora giovane. La coppia si aspettava ancora molti anni di relativa libertà, ma non era più così: Elisabetta era diventata regina e Filippo il principe consorte.

La famiglia fu obbligata a lasciare Clarence House per il meno intimo Buckingham Palace e Filippo costretto a rinunciare al suo ruolo navale. Quando nacquero i loro figli più giovani - Andrew nel 1960 e Edward nel 1964 - la regina aveva emesso un ordine che ogni discendente maschio dovesse riportare anagraficamente il doppio cognome “Mountbatten-Windsor”. Per Filippo fu una piccola vittoria.

Nel tentativo di ritagliarsi un ruolo, Filippo finì con l’avere grossi problemi, ma armato di pazienza e grazie alla continua dedizione ad assistere e sostenere la Regina nei suoi doveri, il Principe riuscì presto a guadagnarsi il rispetto e l’affetto tanto del governo quanto del popolo.

Filippo aveva un grande interesse per la tecnologia e fu il primo reale ad essere intervistato in televisione, quando nel 1961 discusse di apprendistato giovanile sulla BBC con Richard Dimbleby. Ma fu anche coinvolto in “Royal Family”, un documentario andato in onda nel 1969 che mostrava la famiglia a casa, comprese alcune riprese amatoriali realizzate dallo stesso Filippo.

Innamorato della campagna e interessato al futuro dell’ambente, Filippo era a capo di oltre 800 organizzazioni, ricoprendo la carica di presidente del WWF dal 1961 al 1982. Particolarmente affezionato ai nipoti, il Duca è stata la figura più importante per William e Harry quando Diana morì, nel 1997. È stato lui a rassicurarli e convincerli a camminare per le strade di Londra dietro il feretro di Diana. È stato il momento in cui la monarchia ha toccato un punto basso, così come il Giubileo di diamante della regina nel 2012 è stato uno dei più alti. Due momenti simbolo in cui Filippo ha sorretto e guidato la Regina.

Uomo attivo e intelligente, non sempre per lui è stato facile camminare un passo dietro la regina. Ma, come ha detto il principe William, “ha messo totalmente da parte la sua carriera personale per sostenerla, e non ha mai preteso le luci della ribalta”.

Nel rispetto delle sue volontà, non ci saranno funerali di Stato.

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