La storia segreta di miss Computer

| Il nome di Evelyn Berezin è meno noto di molti altri guru dell’informatica, ma se oggi abbiamo davanti gli occhi un computer, il merito è solo suo

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Evelyn Berezin è morta a casa sua, a New York, 93 anni: è stato il nipote a confermare la scomparsa al “New York Times”, che ha voluto dedicare una pagina ad una vera pioniera dell’informatica, vissuta per tutta la vita dietro le quinte. Senza di lei, geni visionari come Bill Gates, Steve Jobs, Mark Zuckerberg e Jeff Bezos non sarebbero mai esistiti.

Evelyn era nata il 12 aprile 1925 nel Bronx di New York da una famiglia di immigrati ebrei di origine russa. Frequenta la “Christopher Columbus High School” e quando tenta di iscriversi alla facoltà di fisica della “Hunter College” la dirottano su economia, perché per le donne non esiste altra possibilità. Al termine della seconda Guerra Mondiale, trova il modo di accontentare la sua passione verso la fisica vincendo una borsa di studio che le apre le porte della “New York University”: nel 1946 si laurea, cinque anni dopo entra nella divisione di programmatori della “Electronic Computer Corporation”, che pochi anni dopo viene acquisita dalla “Unverwood Corporation”. Per l’azienda in cui ha trovato lavoro, Evelyn progetta diversi processori, ognuno destinato a specifiche applicazioni. Fra questi un sistema di calcolo della distanza per l’esercito americano, uno per organizzare per la distribuzione delle riviste nelle edicole ed uno considerato il primissimo computer da ufficio della storia.

Nel 1957, la Underwood abbandona i computer, troppo onerosi e futuristici per definirli un business, ed Evelyn Berezin passa alla “Teleregister”, dove ancora una volta lascia il segno: sono opera sua un computer specifico per gli sportelli bancari ed uno per la gestione delle prenotazioni aeree della “United Airlines” in grado di gestire i dati di 60 città americane, dando risposte sulla disponibilità dei voli e dei posti nel giro di un secondo.

Nel 1968, l’idea che l’avrebbe consacrata alla storia: un programma di videoscrittura che doveva servire a semplificare il lavoro delle segretarie. In realtà, in quegli anni miss Berezin stava lavorando ad un computer per la “New York Stock Exchange”, ma la commessa fallì miseramente “perché le orecchie di una donna non potevano sentire il linguaggio dei broker”. Evelyn risponde con un sorriso: “Per tutta la vita ho visto uomini mezzi nudi davanti a macchine che scaldavano come stufe”.

Per reazione fonda la sua azienda, la “Redactron Corporation”, che mette sul commercio il “Data Secretary”, un processore privo di schermo, ingombrante come un frigorifero di piccole dimensioni e con la tastiera di una macchina per scrivere “IBM Selectric”. Per essere chiari: qualsiasi programma di videoscrittura si utilizzi oggi, deriva ancora da quello creato da Evelyn Berezin.

Il Data Secretary ci mette un po’ a far breccia negli uffici di tutta l’America: il computer è ancora una diavoleria elettronica senza futuro in cui quasi nessuno crede. Ma Evelyn insiste, creando versioni sempre più piccole e performanti, con memoria via via maggiore. Nel 1976, piegata dalla grave inflazione che pesa sull’economia americana, Evelyn vende l’azienda alla “Burroughs Corporation”: è lo stesso anno in cui la “IBM” si getta anima e corpo sul mercato dei computer. Quell’anno, il nome di Evelyn Berezin entra nell’elenco della “100 Business Women of America”.

Per 51 anni, Evelyn è rimasta al fianco di suo marito Israel, londinese, morto nel febbraio di 16 anni fa: l’8 dicembre scorso l’ha raggiunto dove il tempo non ha più bisogno di calcolatori.

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