L’ultimo segreto di Natalie Wood

| Secondo una nuova biografia in uscita, l’attrice avrebbe colto in flagrante il marito Robert Wagner con il loro maggiordomo inglese. Anni dopo, la morte dell’attrice è un mistero che resiste da 40 anni

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Nel giugno del 1961 Natalie Wood aveva 22 anni: era una delle attrici più belle, amate e apprezzate di Hollywood. Qualche mese prima, nelle sale erano usciti due dei suoi migliori film, il musical “West Side Story” e il dramma “Splendore nell’erba” (Splendour in the Grass) diretto da Elia Kazan, al fianco di Warren Beatty.

Quattro anni prima aveva anche realizzato il sogno di sposare Robert Wagner, uno degli uomini più belli e desiderati di Hollywood, con una cerimonia rimasta fra gli eventi più glamour del periodo. Natalie e Robert diventano subito una delle coppie d’oro di Hollywood, con residenza in un sontuoso palazzo bianco di Beverly Hills ispirato alle dimore nobiliari dell’antica Grecia.

Una notte, svegliatasi di colpo, lei non trova il marito al fianco. Terrorizzata fin dall’infanzia dal buio, si alza per cercarlo, trovandolo fra le braccia di qualcun altro. Non un’altra donna, ma David Cavendish, il maggiordomo inglese di Wagner.

È la rivelazione shock di una nuova biografia dedicata alla tormentata attrice, morta in circostanze misteriose nel 1981 al largo dell’isola di Catalina. L’autrice, Suzanne Finstad, ha raccolto nelle pagine anni di indagini e confidenze, riuscendo a capire che l’anomalo tradimento di Robert Wagner non solo ha distrutto il loro matrimonio, ma è stata la “nuvola scura” legata anche alla morte dell’attrice.

Secondo la Finstad, se la Wood, che all’epoca aveva 43 anni, non fosse stata devastata dalla slealtà di Wagner, non avrebbe cercato di farlo ingelosire con il loro amico e collega Christopher Walken, provocando una lite tra i due in cui proprio l’attrice avrebbe avuto la peggio. La prima biografia di Natalie Wood, scritta dalla Finstad e pubblicata nel 2001, rivelava nuove prove che indicavano la morte come non accidentale, dando alla polizia di Los Angeles l’opportunità di riaprire le indagini. Nel 2012, il medico legale ha anche cambiato la causa ufficiale della morte da “annegamento accidentale” a “annegamento seguito da altri fattori indeterminati”. Robert Wagner, oggi novantenne, ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nella morte, ma nel 2018 è stato indicato dalla polizia come “persona informata dei fatti” dopo la riclassificazione della morte di Natalie Wood come “sospetta”.

Sia Lana, la sorella dell’attrice, che lo skipper dello yacht Dennis Davern - l’unica altra persona a bordo quella notte - affermano che Wagner ha ucciso intenzionalmente Natalie Wood. La Finstad ha appena aggiornato il suo libro, includendo ulteriori prove che l’indagine originale era una farsa. Rivela anche il contenuto delle memorie mai pubblicate della Wood, in cui chiariva il vero motivo della fine del suo matrimonio con Wagner.

Il personaggio per il grande schermo per cui è meglio ricordata, la pura e verginale Maria in “West Side Story”, era in realtà molto lontano dalla sua vita reale, immensamente travagliata. Dopo aver conquistato un ruolo da protagonista a otto anni in “Miracle On 34th Street”, la Wood aveva ottenuto ben tre nomination all’Oscar prima di compiere 25 anni. Secondo alcuni era una donna sessualmente vorace, con una lunga serie di amanti più o meno celebri. La Finstad cita le parole di Robert Redford, un grande amico della Wood, secondo cui era “un’anima buona” minata nel profondo da un padre violento e alcolizzato e una madre ferocemente ambiziosa che l’aveva gettata senza scrupoli fra le braccia di uomini molto più anziani che avrebbero potuto aiutarla nella carriera. Si dice che abbia avuto una relazione con Frank Sinatra, quando lui aveva 38 anni e lei appena 15 anni, e un anno dopo era stata “costretta” ad avere una relazione sessuale con il regista 43enne Nicholas Ray per dimostrare di poter recitare la parte di una “cattiva ragazza” in “Rebel Without A Cause”.

Più o meno nello stesso periodo, la Wood ha raccontato agli amici di essere stata violentata da una famosa star del cinema – che la Finstad non nomina - dopo l’invito allo “Chateau Marmont” per discutere di un possibile ruolo. Sua madre Maria era felice che la figlia fosse diventata intima ad una figura così potente nell’ambiente del cinema. Ma il segreto che è stato sepolto più in profondità nell’armadio pieno di scheletri di Natalie Wood è stata la fine scioccante del suo matrimonio da favola con Robert Wagner, per il quale si era presa una cotta fin da bambina. Gli studios per cui lavoravano entrambi, la “Warner Bros”, aveva fortemente spinto l’incontro fra i due, organizzando addirittura il primo appuntamento in occasione del diciottesimo compleanno dell’attrice. Wagner aveva otto anni più di lei e ai tempi era single, lei invece era reduce da una breve relazione con Elvis Presley, ma non era riuscita a resistere al fascino di Wagner accettando di salire all’altare insieme a lui malgrado le resistenze della madre. Nell’ambiente circolavano voci, sempre strenuamente negate, che Robert Wagner fosse gay o comunque bisessuale: nel suo libro di memorie del 2008, l’attore ha affermato di aver avuto relazioni con molte attrici, fra cui Joan Crawford, Elizabeth Taylor, Anita Ekberg, Joan Collins e Barbara Stanwyck. Ma l’attore Robert Quarry, dichiaratamente gay, durante un’intervista aveva detto che tutti ad Hollywood tutti sapevano che Wagner era un gay ipocrita: “Un omosessuale di bell’aspetto che interpreta il ragazzo etero per far sognare le adolescenti”. La Wood, all’epoca, aveva liquidato l’accusa: “È soltanto gente gelosa di noi”, anche perché, nel 1961, una rivelazione di simile portata avrebbe distrutto la promettente carriera di Robert Wagner. Eppure le voci circolavano, e la decisione di avere in casa un maggiordomo era stata giudicata come alquanto strana. Wagner aveva assunto David Cavendish prima di sposare la Wood e la presenza del maggiordomo nel minuscolo appartamento con due camere da letto dell’attore aveva reso la madre dell’attrice immediatamente sospettosa. Malgrado i tentativi di convincere il marito di fare a meno dell’avvizzito maggiordomo, Cavendish li aveva seguiti nella loro nuova casa a Beverly Hills. Ma la Wood era imperterrita e determinata a vivere la sua storia d’amore "fiabesca" che aveva immaginato da bambina. Durante il secondo anno di matrimonio, la coppia annuncia di voler vivere “come vere star” trasferendosi ina una villa nel cuore di Beverly Hills. Assoldano un regista e un celebre designer per trasformare la residenza in un capolavoro, con la camera da letto in stile rococò e un bagno padronale disseminato di statue. Spese folli che li avevano costretti a risparmiare e secondo gli amici sfociate in discussioni che finivano sempre con la richiesta di Natalie di rinunciare al maggiordomo: ma lui non sentiva ragioni, e lei alla fine cedeva.

L’anno successivo, la coppia si separa e divorzia pochi mesi dopo. Da allora, il biografo ufficiale della Wood ha iniziato a prendere appunti per un libro di memorie che non avrebbe mai finito: nelle pagine, l’attrice smentiva le voci secondo cui il matrimonio era finito per via di una relazione con Warren Beatty, iniziata diverso tempo dopo la separazione da Wagner. Scrive anche che considera “troppo doloroso” ricordare esattamente ciò che ha causato la loro rottura: “È stata la realtà a schiacciare la fragile trama delle fantasie romantiche con la forza di una mazza ferrata”.

In quel periodo Natalie, ricorda la sorella, aspettava con ansia la partenza per una vacanza in Italia con il marito, ma era diventata di colpo isterica, e dopo aver rotto un bicchiere di cristallo ferendosi ad una mano, una notte era fuggita in pigiama verso la casa di un vicino, da dove aveva telefonato alla madre. Lana, che allora aveva 15 anni, ricorda l’arrivo di Natalie a casa dei genitori: con la mano sanguinante aveva detto fra le lacrime che il suo matrimonio era finito. Si è nascosta per una settimana, perdendo 5 chili e mezzo per lo stress.

La Wood era stata sposata per un breve periodo con il produttore britannico Richard Gregson, lasciato dopo aver scoperto che aveva una relazione con la segretaria. Nel 1972 si risposa nuovamente con Wagner, rimasto “il simbolo di un sogno che sperava di riconquistare”, ignorando i timori di familiari e amici che continuavano a ricordarle la fine del primo matrimonio. Lei rassicurava tutti, dicendo che Robert era cambiato dopo essersi sottoposto ad un lungo ciclo di “analisi” in Europa.

La feroce gelosia di Wagner si sarebbe ripetuta vent’anni dopo per un’altra star di Hollywood: Christopher Walken, nell’autunno del 1981 ospite sullo “Splendor”, lo yacht della coppia. Tutti e tre, la sera del 29 novembre di quell’anno, erano stati a cena in un elegante ristorante sull’isola di Santa Cantalina. Il personale ricorda un’atmosfera tesa e inquietante: tutti e tre avevano bevuto in modo pesante, consumando “una quantità massiccia di alcolici”. Una cameriera ricorda che la Wood e Walken si tenevano per mano sotto il tavolo, mentre il manager del locale - che era gay - ha visto i due attori sfiorarsi in un modo che lui “ha riconosciuto come inqeuivocabile”.

Tornati sulla barca è scoppiata una discussione che, secondo lo skipper Dennis Davern, è culminata con Wagner che ha rotto una bottiglia di vino sul tavolo e ha gridato a Walken “Cosa vorresti fare? Fottere mia moglie?”. La Wood a quel punto si era ritirata nella sua cabina, disgustata dall’atteggiamento del marito: un’ora dopo era scomparsa. La mattina dopo è stata ritrovata a faccia in su ad un miglio di distanza, con lividi inspiegabili sul corpo e sulle braccia. I tre uomini hanno affermato di aver pensato che avesse remato fino a riva, ma due persone su un’imbarcazione vicina hanno affermato di aver sentito una donna che gridava aiuto durante la notte, ma non sono riusciti a localizzarla. Lo skipper ha anche affermato che Wagner gli ha impedito di partire per cercare la Wood o di chiedere aiuto, dicendo che voleva darle “una lezione”.

Ai funerali di Natalie Wood, la bara, decorata con mille gardenie, è stata portata da Rock Hudson, Frank Sinatra, Laurence Olivier, Gregory Peck, David Niven, Fred Astaire e dal regista Elia Kazan. Almeno un finale da favola, per un’attrice che nelle fiabe non aveva vissuto mai.

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