Addio zuccate, arriva l'airbag centrale

| L'hanno ideato i tecnici della ZF: è un cuscino che si apre fra conducente e passeggero ed è in grado di scongiurare il rischio della capocciata

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Per un'auto, gli airbag sono un po' come la Nutella per il genere umano: non se ne ha mai abbastanza. Sviluppato agli inizi degli anni Cinquanta da John W. Hetrick ma adottato per la prima volta in grande serie soltanto nel 1973 su una Oldsmobile, il "cuscino salvavita" è oggi un equipaggiamento di sicurezza obbligatorio, anche se presente a bordo in numero direttamente proporzionale al prestigio del modello. Attualmente, senza contare le cinture di sicurezza, il massimo possibile di airbag può arrivare a quota 12, eppure - malgrado la cifra possa far credere di essere protetti a tutto tondo - c'è da sempre un punto scoperto su cui truppe di ingegneri si sono spremuti le meningi. È l'effetto che comunemente, nel linguaggio dei laboratori dove si studiano gli incidenti cercando di trovare soluzioni per ridurre al minimo i danni, chiamano "interazione fra passeggeri". Ovvero, detto in modo più gergale, la classica e sonora capocciata fra due persone sedute vicine che può causare danni molto seri.

Su quello, finora, spiacenti ma c'era poco da fare: protetti a destra, sinistra, di lato, in alto e in basso, ma dalla capocciata no, quella andava messa in conto.

La pragmatica soluzione tedesca

Proprio da questo punto è iniziato il lavoro dei tecnici della "ZF Friedrichshafen AG", colosso tedesco della componentistica noto nel mondo dell'automotive per un'efficacissima trasmissione automatica a otto rapporti adottata da diversi marchi prestigiosi come Porsche, Maserati, Land Rover, Alfa Romeo e Jaguar.

La loro idea si chiama "Central Airbag" ed è semplicemente un cuscino che in caso di urto laterale si gonfia fra guidatore e passeggero per scongiurare la dolorosa zuccata. Il tutto in 50 millesimi di secondo, rimanendo in posizione grazie ad un cavo di ritenuta.

Discretamente sistemato nella parte superiore del sedile, il sistema ha risposto in maniera efficace ai sempre più stringenti protocolli della Euro NCAP (obbligatori dal 2020), così tanto da ipotizzarne l'adozione a breve da parte dell'industria automobilistica al gran completo.

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