Al via le nuove norme sulle emissioni

| Adottate un anno e mezzo fa, entrano in vigore come conseguenza dello scandalo del "Dieselgate", per rendere reali dati finora costruiti ad arte nei laboratori

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Di Davide Cucinotta

È il primo settembre, la data in cui entrano in vigore le nuove norme sulle emissioni volute dall'UE come conseguenza del "Dieselgate", lo scandalo sulle emissioni che ha minato l'onestà di numerosi marchi automobilistici.

Adottate un anno e mezzo fa, le normative RDE (Real Driving Emission) prevedono sostanzialmente che i nuovi modelli siano sottoposti a test sulle emissioni in condizioni di guida reali e non ricostruite ad arte nei laboratori, con lo scopo di uniformare la realtà a quanto dichiarato. Test che si affiancano a quelli WLTP, questa volta a livello mondiale, che stringe le maglie anche sui test dei laboratori per le misurazioni di emissioni di particolato e NOx, cause accertate di oltre 40mila decessi ogni anno nella sola Europa.

Norme che per adesso si limitano ad interessare i nuovi modelli, ma che nei prossimi due anni si estenderanno a tutti i nuovi mezzi. Passaggi necessari, ha sintetizzato un portavoce UE al mercato interno, "per ripristinare la fiducia dei consumatori verso il diesel".

L'Acea, l'associazione che raccoglie i costruttori europei, ha espresso il proprio apprezzamento verso le nuove metodologie che puntano ad adottare condizioni più realistiche di misurazione sulle emissioni di CO2 e di sostanze inquinanti.

Una serie di norme che dovrebbero, almeno sulla carta, eliminare l'enorme divario fra quanto dichiarato dalle case, leste a sfruttare una falla macroscopica di controlli nelle procedure dei test, e una realtà che finora ha dimostrato situazioni ben diverse. Una differenza ciclopica, che dal 9% registrato nel 2001 è arrivata al 42% del 2015, costata agli automobilisti circa 550 euro all'anno.

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