Due stelle Michelin dice basta

| Matteo Metullio, chef bistellato de “La Siriola” in Alta Badia, ha scelto di dedicarsi alla famiglia. E il ristorante, punto di riferimento dell’Alto Adige, chiude

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Ci vuole coraggio, e anche tanto, a dire addio ad una carriera che prometteva bene, forse di più. Matteo Metullio, 29 anni ancora da compiere, ha costretto le stelle Michelin a raggiungerlo in montagna, in Alta Badia, Alto Adige, dove ne ha conquistate due per il ristorante “La Siriola” di San Cassiano: la prima nel 2013, la seconda lo scorso anno. Il più giovane d’Italia, un talento vero di cui andar fieri. Ma adesso, malgrado l’età dell’energia e di spaccare il mondo ce l’abbia tutta, Matteo ha deciso di dire basta: dopo sette anni torna a Trieste, dove è nato, con l’idea di dare buona parte del suo tempo alla sua famiglia e alla tenerissima idea di “fare il papà” del piccolo Nicolò e il marito di Elena. Roba che vale molto più di un paio di stelle.

Ma senza Matteo, quel locale lassù non avrebbe avuto più senso: Stefan e Wilma Wieser, che da trent’anni curano e lavorano il loro ristorante affacciato sui massicci Lavarella e Conturines, hanno annunciato che “La Siriola” chiude, malgrado le due stelle Michelin, le tre forchette del Gambero Rosso, i tre cappelli dell’Espresso e i 18 punti della Gault & Millau. “Era diventato uno dei punti di riferimento dell’eccellenza della ristorazione italiana e del territorio dolomitico dell’Alta Badia – si legge nella nota ufficiale – sono stati anni di lavoro intenso, con una crescita continua del bello e del buono. Ma ora è tempo di volare pagina e dedicarci ad altri progetti innovativi”.

Matteo Metullio non chiude la carriera di chef, annunciando la collaborazione con “Harry’s Piccolo”, il ristorante del “Grand Hotel Duchi d’Aosta” di Cipriani. L’ultimo servizio in sala de “La Siriola” è previsto per il 31 marzo.

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