Cannes 2019, fra party e red carpet

| Un calendario fittissimo di anteprime, con mezza Hollywood attesa sulla scalinata del Palais du Cinema. Un solo italiano in gara, Marco Bellocchio, e Palma d’Oro alla carriera ad Alain Delon

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È giusto iniziare dal poster, la locandina della 72esima edizione del “Festival del Cinema di Cannes”, in programma dal 14 al 25 maggio. Si tratta di una dedica alla memoria di Agnès Varda, la regista belga scomparsa lo scorso 29 marzo a 90 anni, che sulla Croisette è passata per ben 13 volte. L’immagine la mostra in piedi, sulle spalle di un operatore, mentre riprende una scena di “Le Pointe Courte”, pellicola del 1955.



Una nota nostalgica per un Festival sempre più evento mondiale che dal cinema scivola sulla moda e il lusso, nutrendosi yacht ormeggiati al largo, di suites all’hotel “Du Cap” o al leggendario “Carlton”, dove quest’anno gli ospiti illustri trovano un paio di sorprese: il “Trusculpt iD”, un trattamento che scioglie il grasso che pare vada per la maggiore sulle colline di Hollywood, e beveroni esclusivi e depurativi come il “Crave Free” a base di caviale. Ogni sorsata costa come una decapottabile, ma questi sono solo dettagli per comuni mortali.

Per le celebrità, imperdibile l’appuntamento annuale del galà all’Eden Roc di Cap d’Antibes per la serata benefica “amfAR” (American Foundation for Aids Research).

Ma fra un lustrino e l’altro, Cannes è soprattutto cinema, con anteprime eccellenti di ciò che vedremo sul grande schermo la prossima stagione. La più gustosa, accompagnata dal cast quasi per intero (pare senza il regista), è “Once Upon a Time in Hollywood”, il nuovo e attesissimo film di Quentin Tarantino che ripercorre la vicenda dell’omicidio di Sharon Tate nell’estate del 1969 per mano della folle “Family” di Charles Manson. I tre interpreti, Brad Pitt, Leonardo DiCaprio e Margot Robbie, sono fra gli highlights del Festival, destinati a impreziosire la sacra scalinata del Palais du Cinema.

Si inizia con “The dead don’t die”, pellicola zombie di Jim Jarmush con Adam Driver e Bill Murray, e si chiude con “The Special”, nuovo film di Olivier Nakache ed Eric Toledano dedicato all’autismo, interpretato da Vincent Cassel e Reda Kateb.

Forse non c’entrano nulla le tensioni fra Francia e Italia dei mesi scorsi, ma in concorso c’è un solo italiano, Marco Bellocchio con “Il traditore”, la storia del pentito Tommaso Buscetta, interpretato da uno straordinario Pierfrancesco Favino. Attesa per “Dolor y Gloria” di Pedro Almodovar, considerato il rilancio della carriera di Antonio Banderas, dopo le gallinelle del “Mulino Bianco”, per “Sorry we missed you” di Ken Loach e “A hidden life” di Terrence Malick.

Curiosità per il docu-film su Diego Armando Maradona di Asif Kapadia, vincitore di un premio Oscar per “AnY”, dedicato ad Amy Winehouse. E fuori concorso è atteso anche Sylvester Stallone, che porta “Rambo V – Last Blood”, quello che è annunciato come il capitolo finale della saga dell’ex reduce del Vietnam, e l’anteprima mondiale per “Rocketman”, la pellicola che celebra la carriera di Sir Elton John.

Unica Palma d’Oro già assegnata, quella alla carriera ad Alain Delon, 83 anni tormentati, di cui 50 passati mettendo insieme una carriera che gli vale la definizione di leggenda vivente del cinema francese.

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