Tonya, acida metafora del sogno americano

| La biopic della pattinatrice su ghiaccio Usa Tonya Harding a cui non s'è trovata una controfigura in grado di ripetere le sue performance. Fu accusata di avere fatto aggredire la sua rivale ma era innocente

+ Miei preferiti

di BEATRICE FIDA

 

Tonya è un biopic di Craig Gillespie incentrato sulla controversa vita della pattinatrice su ghiaccio Tonya Harding, incarnata da una splendida Margot Robbie, che ne restituisce dettagli e contraddizioni, protagonista di uno dei più grandi scandali sportivi degli Stati Uniti d’America. Il film si propone come mockumentary, ovvero la finzione del documentario è da subito dichiarata: il motore del film sono false interviste ai protagonisti-attori, che commentano i fatti guardando direttamente in camera, spezzando così la finzione scenica ma regalando un ritmo vibrante al film, che fin da subito avvisa essere "tratto da interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie e prive di qualsiasi ironia…[…]”. Ma la pellicola è il contrario di ciò che è dichiarato in questo cartello. La vita di Tonya è assolutamente contradditoria e tutto trasuda ironia, anche quando è tragedia, è la vita stessa della pattinatrice ad essere una dramedy. Fin da subito non si comprende dove sia la verità, se fra la bocca di Tonya che la afferma o fra quella dell’ex marito Jeff che la nega, ma forse “non c’è solo una verità. Ognuno ha la sua verità”.

 

La pellicola attraversa e scorpora la vita di Tonya Harding dai 4 ai 44 anni, e per farlo dà voce alle persone che hanno gravitato intorno a lei. La storia è condita e forse supportata da una sgargiante estetica pop anni Novanta; la colonna sonora è urlata e a tratti troppo invadente, ma ci fa calare in quell’epoca e in quella storia: per due ore noi siamo con Tonya e ne viviamo l’ascesa e la caduta, soffriamo con lei. Soffriamo quando a quattro anni la crudele madre (Allison Janney, che riceve un meritato Oscar come Miglior attrice non protagonista) le fa pesare che sta spendendo tutti i soldi per il pattinaggio e la picchia, senza empatia; soffriamo quando per sfuggire alla madre va a vivere con Jeff, il suo primo amore, scambiando soltanto le prigioni. Tonya vive nella violenza e pensa di meritarla. Il film è asimmetrico - il genere biopic obbliga necessariamente a compiere una scelta - e si focalizza su tre avvenimenti principali: il rapporto con la madre, il rapporto con Jeff e l’incidente causato alla sua collega Nancy Kerrigan. Il pattinaggio è semplicemente ciò che le riesce meglio. Tonya si identifica con ciò che sa fare. E chi sarà quando l’ipotesi del pattinaggio sfumerà? Semplicemente sostituirà ancora una prigione con un’altra.

 

Tonya è la seconda pattinatrice ad aver praticato un triplo axel in una competizione ufficiale, e ancora oggi è tra le poche che abbiano osato anche solo provarci. Per il film si è dovuto ricorrere al computer, perché non si trovavano controfigure per Margot Robbie. Impeccabile ma sgraziata, provinciale e grezza, senza un’istruzione adeguata e con una vita privata angosciante: Tonya è tutto ciò che i giudici delle competizioni non volevano si mostrasse dell’America. Tonya è l’America degli antieroi, è la verità che squarcia il mondo patinato anche se nessuno vuole ammetterlo; Tonya è “una donna vera”, come afferma lei stessa già dal trailer. Già provata dalle violenze del marito, dalla madre, dall’asma che peggiora grazie ad una vita sregolata fatta di alcol e sigarette, la pattinatrice diventerà protagonista di uno dei maggiori scandali sportivi del tempo, che vedrà il coinvolgemento perfino dell’FBI. 

Il marito Jeff e il suo sodale Shawn organizzano un’aggressione alla pattinatrice rivale di Tonya, Nancy Kerrigan, e sebbene Tonya non ne sappia nulla verrà ingiustamente coinvolta. La Kerrigan è la figlia o nuora che tutti gli americani vorrebbero avere: vestiti perfetti, lustrini ovunque e grazia da vendere. Il film sembra quasi continuare fuori dai limiti della pellicola, perché la vera Nancy Kerrigan commenterà dopo aver visto il documentario: “Io ero la vittima”. 

E’ durante l’aggressione che il biopic diventa quasi un noir, mantenendo l’ironia grazie a personaggi che sembrano macchiette: il regista elabora il fitto materiale di partenza (ampiamente disponibile su Youtube) consegnandoci stereotipati personaggi da commedia. Il sicario inetto che canta Gloria prima di agire. Tonya non è quindi un documentario, ma un film vibrante che tocca una pluralità di generi. 

A ventitré anni quindi Tonya cade insieme al ginocchio destro di Nancy Kerrigan e scopre quanto costa la fama e quanto questa sia effimera (“Ognuno nel futuro sarà famoso per quindici minuti”, diceva Andy Warhol), venendo bandita per sempre dalla Federazione sportiva.

 

Tonya non racconta la parabola di un’artista, Tonya racconta una donna. Una donna che è eroina (qualcuno da amare) pur essendo un’antieroina (qualcuno da odiare); una donna che è l’America e a cui l’America deve necessariamente chiedere scusa.

Cinema
Polanski trionfa ai César fra le proteste
Polanski trionfa ai César fra le proteste
Il regista polacco premiato per il film “J’accuse”, ma la cerimonia guastata da fischi e violente proteste all’esterno della sala
Tom Cruise evacuato da Venezia
Tom Cruise evacuato da Venezia
L’attore era arrivato in città insieme a tutto il cast per girare alcune scene del nuovo capitolo di “Mission: Impossibile”, ma ha preferito ripartire per il Regno Unito
È morto Kirk Douglas
È morto Kirk Douglas
A 103 anni, si è spento l’ultimo di una generazione di grandi attori del “golden age” di Hollywood
Addio all’attore Stan Kirsch
Addio all’attore Stan Kirsch
Conosciuto per il telefilm "Highlander", si è impiccato nella sua casa di Los Angeles. Sconosciuti i motivi del gesto, ma da oltre 10 anni non riusciva più a trovare lavoro
Axel Foley sta tornando
Axel Foley sta tornando
Per il simpatico agente di polizia che ha dato la notorietà a Eddie Murphy è pronto il quarto capitolo, questa volta diffuso da Netflix
Catherine Deneuve in gravi condizioni
Catherine Deneuve in gravi condizioni
La grande diva francese ricoverata d’urgenza a Parigi: per la famiglia la causa è un momento di forte stress dovuto al super-lavoro. Cautela dei medici
L’America dolente di Bruce
L’America dolente di Bruce
Western Stars, prima pellicola che Springsteen firma da regista, raccoglie i brani del suo album omonimo e immagini della West Coast, dove il sogno americano è più vero, ma fa anche più male
Demi Moore, un ritratto intimo
Demi Moore, un ritratto intimo
È in uscita “Inside Out”, l’autobiografia di un’attrice che per lunghi anni è stata una delle regine di Hollywood. Un racconto che parte dall’infanzia, dal tentativo di suicidio della mamma e da uno stupro subito a 15 anni
È morto Carlo Delle Piane
È morto Carlo Delle Piane
L’attore romano, 83 anni, si è spento a Roma: una carriera iniziata per caso, con 110 film interpretati al fianco dei più grandi attori e registi
Il cupo profeta e filosofo di Easy Rider
Il cupo profeta e filosofo di Easy Rider