È morto Samuel Litte, il serial killer più prolifico d’America

| Aveva 80 anni e dal 2014 stava scontando 3 ergastoli, ma si era autoaccusato dell’omicidio di 93 donne. Attraverso le sue confessioni l’FBI ha risolto oltre 50 casi insoluti

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Stava scontando tre ergastoli, un’inezia rispetto alle 93 donne che ha confessato di aver ucciso fra il 1970 ed il 2005. Gli investigatori lo ascoltavano e guardavano i disegni dei volti delle vittime che continuava a consegnare, tutti riaffiorati dalla sua memoria. Sono riusciti a verificare 50 casi, e speravano che facesse in tempo ad arrivare al fondo di un elenco che sembrava infinito, per dare una risposta alle famiglie.

Ma Samuel Little è morto in un ospedale poche ore fa, ha confermato il Dipartimento di Correzione e Riabilitazione della California: le cause ufficiali della morte saranno determinata dall’ufficio del medico legale della contea di Los Angeles.

Aveva 80 anni e secondo l’FBI era “il più prolifico serial killer della storia degli Stati Uniti”. È stato condannato nel 2014 per gli omicidi di tre donne avvenuti alla fine degli anni Ottanta, dopo essere stato individuato grazie alle nuove tecniche forensi che hanno permesso di individuare il suo DNA con tracce trovate sulle scene dei delitti.

Una delle sue vittime è stata identificata in ottobre: si chiamava Patricia Parker, era una trentenne di Chattanooga, in Tennessee, e è stata uccisa e il corpo abbandonato lungo una superstrada della Georgia quasi 40 anni fa

 La vita criminale di Little è durata decenni: fu arrestato per la prima volta nel 1956 mostrando una “vena oscura e violenta”. L’elenco dei crimini includeva taccheggio, frode, spaccio di droga, adescamento ed effrazione. Prima della condanna del 2014 ha trascorso due anni di galera fra il 1985 e il 1987 per aggressione e detenzione illegale di armi.

Nel 2012 è stato arrestato in un rifugio per senzatetto del Kentucky ed estradato in California con l’accusa di spaccio possesso di stupefacenti: è stato allora che la polizia di Los Angeles ha confrontato il suo DNA con i reperti di tre omicidi irrisolti della fine degli anni Ottanta.

“In tutti e tre i casi, le donne erano state picchiate, strangolate e i loro corpi scaricati in un vicolo, in un cassonetto o in un garage”. Nonostante abbia affermato la sua innocenza, Little è stato condannato a tre ergastoli senza possibilità di libertà vigilata.

“Per molti anni, Samuel Little ha creduto che non sarebbe mai stato catturato perché pensava che nessuno avrebbe tenuto il conto delle sue vittime - ha commentato Christie Palazzolo, crime analyst dell’FBI - anche se è già in prigione, riteniamo sia fondamentale cercare giustizia per ogni vittima e chiudere ogni caso possibile”.

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