"Abbattei io l'aereo del segretario ONU"

| Un pilota della Raf avrebbe abbattuto nell'Africa del Sud, settembre 1961, l'aereo Onu su cui viaggiavano il segretario generale Dag Hammarskjöld e altre 15 persone. Non sarebbe stato un incidente ma un omicidio. Lo rivela il Guardian

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Un pilota veterano della RAF avrebbe ammesso ("A volte si devono fare cose spiacevoli...") di aver ucciso il segretario generale dell'ONU Dag Hammarskjöld nel 1961 (nella foto un'immagine del segretario Onu un attimo prima di imbarcarsi sull'aereo), in piena Guerra Fredda. Lo rivela in esclusiva il Guardian con un servizio firmato da Emma Graham-Harrison, Andreas Rocksen e Mads Brügger. L’incidente aereo che uccise Dag Hammarskjöld avvenne vicino a Ndola nell'attuale Zambia, il 18 settembre 1961. E ora sono emerse nuove prove che collegano il  veterano della RAF al misterioso incidente aereo avvenuto in Africa del sud.

Il pilota Jan van Risseghem era considerato un ufficiale dell’Aviazione Belga ma aveva profondi legami con la Gran Bretagna, compresa la madre e una moglie britannica, fu addestrato nella RAF e decorato dalla Gran Bretagna per il suo servizio nella seconda guerra mondiale. I registi che indagano sull'incidente del 1961 per fare un documentario, titolo “Cold Case Hammarskjöld”, hanno scovato un amico di Van Risseghem. Costui sostiene che il pilota aveva confessato di aver abbattuto l'aereo delle Nazioni Unite. Hanno anche raccolto la testimonianza di un altro pilota che cancella uno dei suoi alibi per quella notte. Van Risseghem, il cui padre era belga, era fuggito dall'Europa occupata all'inizio della guerra per unirsi alla resistenza in Inghilterra. Si addestrò con la RAF e volò in missioni sulle aree tenute dai nazisti. Durante questo periodo incontrò e sposò sua moglie britannica, cementando un legame che durerà tutta la vita.

Alla fine della guerra la coppia tornò in Belgio, ma nel 1961 Van Risseghem si trovava in Congo, pilota mercenario per conto dei ribelli separatisti che avevano dichiarato l'indipendenza del del Katanga. Lì, sostiene il documentario, gli fu ordinato di abbattere un aereo che trasportava Hammarskjöld, che si trovava in un viaggio segreto di mezzanotte per cercare di mediare la pace. Il film sarà presentato in anteprima al Sundance festival tra due settimane.

Non era chiaro se l'incidente, in cui morirono tutte le 15 persone che viaggiavano con il segretario generale, fosse stato causato da un sabotaggio o da un’avaria. Più di mezzo secolo dopo, l'ONU sta ancora indagando su quanto accaduto il 18 settembre 1961. Ma quando sono emerse le notizie della morte di Hammarskjöld, il veterano della RAF era stato inserito tra i sospetti anche un possibile aggressore dall'ambasciatore degli Stati Uniti in Congo, in un file segreto inviato a Washington proprio il giorno della morte di Hammarskjöld e solo recentemente declassificato. Per decenni, Van Risseghem sembrava avere la prova che non stava volando nella regione nella notte in cui l'aereo di Hammarskjöld precipitò nei dintorni di Ndola in Zambia, Northern Rhodesia.

I registri di volo - registrazioni meticolose di dove e quando ha volato - sembrano indicare che Van Risseghem non aveva volato per la maggior parte di quel mese, ritornando in servizio solo il 20 settembre. Tuttavia, Roger Bracco, un altro mercenario che volava per il Katanga, ha rivelato ai registi che i registri del suo collega  erano stati falsificati. Non sa Van Risseghem abbia davvero abbattuto l’aereo di Hammarskjöld. Ma quando gli viene chiesto in un'intervista per il film se considerava il giornale di bordo un falso, accusa direttamente Van Risseghem di avere scritto dati non rispondenti alla realtà. Falsa la destinazione di volo e alcuni dei nomi elencati per i copiloti non sarebbero reali. Un amico si è anche fatto avanti per affermare che, meno di un decennio dopo la morte di Hammarskjöld, Van Risseghem gli ha detto di aver abbattuto l'aereo. Pierre Coppens incontrò Van Risseghem nel 1965, quando volava per un centro di formazione per paracadutisti in Belgio. Nel corso di diverse conversazioni il pilota aveva spiegato come aveva abbattuto l’area dell’Onu, inconsapevole di chi stava viaggiando all’interno. "Missione compiuta e questo è tutto. E poi sono dovuto tornare indietro e salvarmi la vita".

Van Risseghem è morto nel 2007. I parenti sopravvissuti, compresi la vedova e la nipote, dicono che non è stato coinvolto in nessun attacco. La vedova ha detto all'Observer che si trovava in Rhodesia per negoziare l'acquisto di un aereo per i ribelli congolesi e i giornali di bordo sono la prova che all'epoca non stava volando per il Katanga. Van Risseghem non è mai stato interrogato direttamente dalle autorità o dai giornalisti sulla morte di Hammarskjöld, ma è chiaro che ha seguito da vicino la notizia. In un'intervista con uno storico dell'aviazione Leif Hellström negli anni '90, tornò a discutere ripetutamente l'incidente e sui dettagli di un'inchiesta ufficiale. Sottolineò che non si trovava in Africa del Sud al momento dell'accaduto e definì l'idea di un attacco come “una fiaba".

 
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