Diffamazione, 750 milioni di dollari al fratello di JonBenet Ramsey

| Nel 2016 la CBS aveva trasmesso un'inchiesta-tv sul caso della reginetta di bellezza JonBenet, 6 anni, uccisa nel 1996, accusando il fratello di essere l'assassino. Ma era stato scagionato nel 2008. Risarcimento record

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MICHAEL O'BRIEN

JonBenet Ramsey, reginetta di bellezza nota in tutto il mondo, aveva 6 anni quando fu trovata morta nella cantina della villa di famiglia nel Colorado. Era stata legata, imbavagliata e strangolata da mani ignote, nel dicembre 1996. Era una star della tv, e la famiglia la gestiva le sue attività artistiche come modella e testimonial pubblicitaria. Una macchina da soldi: attorno a lei giravano milioni di dollari. Le indagini durate decenni e ancora in corso non hanno mai chiarito chi fosse l’assassino o gli assassini. I sospetti si erano concentrati anche sui membri della famiglia, ma tutti i Ramsey furono scagionati nel 2008.

Nel 2016 la CBS aveva realizzato un docu-film in cui era implicito il coinvolgimento del fratello Burke nel delitto che ha sconvolto e nello stesso tempo appassionato agli Stati Uniti. Burke Ramsey aveva querelato l'emittente e in questi giorni i legali delle due parti hanno raggiunto un accordo su quello che appare il più colossale risarcimento danni mai ricevuto da una parte lesa in una causa per diffamazione: 750 milioni di dollari, non solo sborsati da CBS ma anche dai produttori e dai giornalisti che avevano ricostruito la vicenda.

La causa di Burke Ramsey fu presentata presentata nel dicembre 2016, appena due mesi dopo “The Case of JonBenet Ramsey” in onda su CBS, in cui si sosteneva che Burke, ora 31enne, avesse ucciso sua sorella quando aveva nove anni. Affermazione "falsa e diffamatoria di per sé", secondo i legali di Ramsey, “il quale non ha ucciso sua sorella e non ha avuto alcun coinvolgimento nel suo brutale assassinio”.

Gli avvocati hanno prodotto i dossier di FBI e polizia del Colorado che, dopo infiniti accertamenti, avevano escluso ogni responsabilità di Burke Ramsey nel delitto. La trasmissione, che ebbe un ascolto record, andò in onda, preceduta da un trailer finito a sua volta nella causa, nel settembre 2016. Burke aveva intentato la sua azione legale due mesi dopo, citando la CBS, la società di produzione e tutti coloro coinvolti nel caso.

I genitori di JonBenet denunciarono la scomparsa della bimba-star il 26 dicembre 1996, dopo avere scoperto un foglio scritto a mano in cui si chiedevano 118 mila dollari per liberarla. All'inizio sembrava un rapimento a scopo di estorsione. Fu invece trovata legata e imbavagliata, morta per strangolamento e frattura del cranio, nel seminterrato della villa di famiglia a Boulder, in Colorado, alcune ore dopo. 

John e Patsy Ramsey e infine anche Burke sono stati scagionati da qualsiasi sospetto dai pubblici ministeri nel 2008, dopo un’indagine condotta sotto la luce dei riflettori. Una dichiarazione è stata rilasciata da un portavoce dei produttori di “The Case of: JonBenet Ramsey”: ”Le parti hanno raggiunto una soluzione amichevole delle loro differenze e non avranno ulteriori commenti". L'avvocato di Burke, Lin Wood, ha riferito alla Reuters che "il caso è stato risolto amichevolmente con soddisfazione di tutte le parti. Dopo aver gestito molte cause di diffamazione negli ultimi 20 anni, si spera che questo sia l’ultima volta ai danni di questa bella famiglia".

John e Patsy Ramsey, nel corso degli anni, hanno presentato 12 cause per diffamazione, tutte concluse con forti risarcimenti. I termini dell’accordo tra Burke Ramsey e la CBS non sono stati resi noti.

 

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