Il prete assassino (che non sconterà nessuna pena)

| Nuove prove hanno permesso alla polizia di inchiodare l’ex sacerdote Richard R. Lavigne, accusato di aver ucciso mezzo secolo fa il 13enne Daniel Croteau

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Il 15 aprile 1972, il corpo senza vita di Daniel Croteau, 13 anni, fu trovato sulle rive del fiume Connecticut, a Chicopee, nel Massachusetts. Indossava la divisa della scuola cattolica che frequentava. Daniel e i suoi quattro fratelli servivano come chierichetti per padre Richard R. Lavigne nella chiesa di Santa Caterina da Siena a Springfield.



Mezzo secolo dopo quello che era stato archiviato come un omicidio senza spiegazioni e colpevoli, il procuratore distrettuale di Hampden Anthony Gulluni ha annunciato che un prete cattolico vicino alla famiglia era l’omicida. Prima di svelare il nome, gli inquirenti volevano essere certi di avere fra le mani il mandato di cattura per padre Lavigne, ma inutilmente: l’ex prete è morto quella sera stessa in ospedale, dov’era ricoverato da alcuni giorni.

Secondo Mark Dupont, portavoce della diocesi di Springfield, padre Lavigne era stato sconsacrato dalla Chiesa cattolica nel 2004 a seguito di numerose denunce per aggressioni e molestie sessuali. “I genitori di Danny, Carl e Bernice, hanno sempre detto che volevano solo delle risposte. Sulla base delle prove storiche, con i nuovi indizi acquisiti nell’ultimo anno e attraverso le ammissioni di Richard Lavigne, abbiamo finalmente quelle risposte. E visto che la giustizia degli uomini non è riuscita a chiedere il conto a Lavigne su questa Terra, speriamo almeno di poter fornire delle risposte che permettano alla famiglia di Danny di ritrovare la pace che merita”.

Nel marzo del 2020, l’ufficio del procuratore distrettuale ha riacceso i riflettori sul cold case di Daniel Croteau, lavorando in parallelo con le unità detective e casi irrisolti della polizia del Massachusetts.

Gli investigatori hanno setacciato migliaia di documenti e decenni di prove, concentrandosi anche su una lettera anonima che Lavigne ha detto agli investigatori di aver ricevuto nel 2004 dall’assassino dell’adolescente che ammetteva la propria colpa. Un esperto in grafologia forense ha esaminato la lettera il 5 marzo 2021 e l’ha confrontata con altre scritte di proprio pugno da Lavigne. Secondo il rapporto dell’esame, consegnato il 21 maggio scorso, “i modelli linguistici nel documento in questione sono coerenti con quelli dei documenti ufficiali di Lavigne, al punto che l’ex sacerdote non può essere escluso come possibile autore”.

Nel frattempo, gli investigatori hanno interrogato per diversi giorni Lavigne fra la fine di aprile e gli inizi di maggio, pochi giorni fa. L’ex sacerdote ha negato di aver ucciso Daniel tentando di sviare l’attenzione degli investigatori verso altre piste, ma ha ammesso di essere andato in compagnia del giovane sulle rive del fiume il 14 aprile 1972, dove lo avrebbe tentato di stuprarlo. Non essendo riuscito nel suo intento si sarebbe allontanato, tornando qualche minuto dopo per scusarsi con Daniel, che giaceva senza vita con la testa dentro l’acqua.

Joe Croteau, il fratello di Daniel, ha ringraziato gli investigatori per aver portato a termine il caso: “Voglio anche ringraziare tutte le persone che si sono fatte avanti per dare al procuratore distrettuale, al suo staff e alla polizia di stato le informazioni necessarie per arrivare a questo punto. Siamo amareggiati che Lavigne sia morto prima di essere assicurato alla giustizia, ma come per il procuratore distrettuale, crediamo anche noi che ci sia un potere superiore a cui dovrà rispondere delle proprie azioni”.

Secondo il portavoce della diocesi, Lavigne era stato arrestato nel 1991 per abusi su bambini e messo in congedo dalla Chiesa. L’anno successivo è stato condannato a 10 anni con la condizionale per aggressione e percosse su una persona di età superiore ai 14 anni e su un bambino, entrambi suoi chierichetti.

Dopo l’annuncio del procuratore distrettuale, il Vescovo della diocesi di Springfield ha diffuso una nota scusandosi con la famiglia Croteau. “È scoraggiante apprendere che un prete, una persona ordinata per prendersi cura del popolo di Dio, abbia commesso un crimine così malvagio senza assumersi la responsabilità delle proprie azioni. Tutto questo è totalmente contrario agli insegnamenti in cui noi cattolici crediamo e che riteniamo sacri. Ma la vicenda è anche un altro promemoria sui nostri fallimenti passati come Chiesa e diocesi, per lungo tempo incapaci di proteggere i bambini dai terribili predatori che si annidavano fra noi. Anche se abbiamo fatto grandi passi avanti nel migliorare i nostri sforzi per proteggere i più fragili, capisco che sia una piccola consolazione per le vittime di Richard Lavigne e dei numerosi altri predatori sessuali che per decenni hanno fatto scempio dei nostri giovani”.

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Cold Case
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