Il serial killer disegna i volti
delle donne che ha ucciso

| L'Fbi diffonde 34 immagini dei volti di donne uccise dal 1970 al 2005 emersi dalla memoria dell'assassino, autore di 90 delitti e già condannato a morte, con la speranza che familiari o amici possano riconoscerle

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MASSIMO NUMA

“Femmina nera di età compresa tra i 23-25 anni uccisa nel 1984 ad Atlanta, Georgia. Vittima forse una studentessa universitaria. Donna bianca uccisa nel 1984. Vittima incontrata a Columbus, Ohio. Corpo smaltito da qualche parte nel Kentucky settentrionale (città non specificata). Donna bianca di età compresa tra i 20-25 anni uccisa nel 1972 nella Contea di Prince George…”.

Samuel Little, 78 anni


Sono oltre 90 le schede di donne scomparse, quelle qui pubblicate ne sono un solo un esempio. Volti sorridenti o indifferenti, lo sguardo astratto, o malizioso, o complice, o triste che vedete nelle immagini di questo servizio appartengono ad altrettante donne scomparse di cui nessuno conosce il nome ma solo l’area, lo stato o città degli Usa, dove sono state uccise. Ogni ritratto è emerso, in modo straordinariamente preciso e credibile, dalla memoria di chi le ha uccise, il serial killer Samuel Little, 78 anni, da questo momento in poi il serial killer più prolifico della storia criminale nordamericana, con un macabro record di 92 delitti, tutti al femminile. Little, che ha 78 anni, è stato condannato per tre volte alle pena capitale ma l’Fbi continua ad indagare per dare un nome e una sepoltura alla sue vittime ancora sconosciute. Lavorava come infermiere nei dipartimenti d’urgenza degli ospedali e in ultime come becchino nei cimiteri. Aveva un fisico possente, da boxeur. Arrestato più volte per reati comuni, risse, furti, truffe, violenze, ma nessuno mai lo aveva collegato ai delitti in serie sino a quando, nel 1984, fu fermato per un delitto avvenuto in Florida ma venne rilasciato poco tempo dopo. Solo dopo il 2000 la sua personalità criminale è stata finalmente ricostruita.

"SPERIAMO DI DARE LORO UN NOME"

La diffusione dei ritratti ha uno scopo preciso: quello di indurre i familiari delle donne sparite a riconoscere, in un dettaglio, i proprio cari di cui non hanno mai più saputo nulla. “Speriamo che qualcuno, membro della famiglia, ex vicino di casa, ex amico possa riconoscere la vittima e fornire quell'indizio cruciale per aiutare le autorità a fare un'identificazione. I disegni di Little si sono dimostrati abbastanza precisi. Due dei suoi ritratti delle vittime sono stati precedentemente diffusi dalle forze che ha riconosciuto le donne, dando luogo alla loro identificazione.  Vogliamo restituire a queste donne i loro nomi e alla loro famiglia alcune risposte attese da tempo. È il minimo che possiamo fare”, dicono i Feds. Ogni ritratto è seguito da alcune informazioni essenziali, la città dove la vittima fu uccisa, dove fu rapita, che tipo di lavoro faceva (cameriera, impiegata, studentenssa, infermiera, altro), dettagli come vestiti, monili, tatuaggi. Tutti particolari emersi dalla memoria dell’assassino Samuel Little ha confessato almeno 90 omicidi. Il loro profilo si completa con alcune osservazioni sociologiche: donne in maggioranza sole o emarginate, prostotute o tossicodipendenti, ideali per un predatore seriale come questo assassino dall’aria anonima che uccideva massacrando di botte le sue vittime, strangolandole o finite con pugnali e ogni tipo di arma. I delitti sono avvenuti da Los Angeles a Miami, da Houston a Cleveland, tutti tra il 1970 e il 2005, secondo Christina Palazzolo, analista del crimine per il Violent Criminal Apprehension Program dell'FBI che con la collega Angela Williamson, senior policy advisor del Dipartimento di Giustizia e collegamento con il ViCAP, hanno a lungo parlato con Little, che s’è mostrato collaborativo. Si ricorda dove si trovava, quale auto stava guidando e poteva anche disegnare immagini delle donne che aveva ucciso ma meno affidabile nelle date delle uccisioni. 

VITA DI UN BALORDO SPIETATO ASSASSINO

Little usava anche il nome di Samuel McDowell, era già in prigione la scorsa primavera quando il suo nome è apparso nella lista del Violent Criminal Apprehension Program dell'FBI, noto come ViCAP, in relazione ad una serie di omicidi irrisolti in tutto il paese. Un omicidio a Odessa, in Texas, sembrava particolarmente rilevante. Così, il Texas Ranger James Holland, insieme a due analisti del crimine dell'FBI, si è recato in California, dove Little è stato trattenuto per aver picchiato e strangolato tre donne e aver scaricato i loro corpi in un vicolo, un cassonetto e un garage, secondo l'FBI. "Nel corso dell'intervista di maggio - ha detto Palazzolo nell'articolo dell'FBI, - ha attraversato la città e lo Stato e ha definito con il Ranger Holland il numero di persone che ha ucciso in ogni luogo. Jackson, Mississippi, uno; Cincinnati, Ohio, uno; Phoenix, Arizona, tre; Las Vegas, Nevada, uno…”. Gli investigatori hanno confermato 34 delle uccisioni confessate, hanno detto le autorità a novembre. Molti altri sono in attesa di conferma e un certo numero rimane ancora non confermato da indizi o prove convincenti, hanno detto gli investigatori alla CNN.

FIGLIO DI UNA "LADY OF THE NIGHT"

Samuel Little non è in buone condizioni ed è in una cella di un carcere californiano dalla primavera scorsa. Nessuno può dire se sia pentito, che tipo di reazioni gli provoca rievocare la scia di sangue che ha seminato in tutto il Paese in oltre 30 anni. E’ un uomo imperturbabile, il suo avvocato ha rari contatti con lui che durante i processi quasi non s’è difeso. Una vita trascorsa da un carcere all’altra, per pochi giorni o per anni. E negli intervalli uccideva. La madre era una prostituta, una “Lady of the night”. Lui era stato cresciuto dalla nonna, in Georgia dove era nato nel ’40. Poi di nuovo con la madre in giro per gli Usa. Un ragazzo di strada che provava “uno straordinario piacere” ad uccidere le donne. In ognuna, vedeva un’immagine speculare della madre che lo aveva costretto a una vita di stenti e di degradazione. Ma forse nemmeno questo serve del tutto a spiegare la sua spaventosa carriera di uccisore seriale.

Galleria fotografica
Il serial killer disegna i volti<br>delle donne che ha ucciso - immagine 1
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