La beffa del serial killer alla famiglia di un bimbo ucciso

| Ian Brady e Myra Hindley, negli Anni '60, uccidevano bambini e li seppellivano in campagna. Nel '91 Brady inviò una lettera al frettlo di Keith, 12, in cui prometteva di rivelare il luogo della sepoltura. "La polizia ci aiuti"

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Il serial killer britannico Ian Brady, 26 anni prima prima di morire in carcere, aveva inviato una lettera ingannevole al fratello di Keith Bennett, 12 anni, una delle sue innumerevoli piccole vittime, promettendogli  di fargli ritrovare i resti del bambino nel suo testamento. La lettera riempì la sua famiglia di speranza di potere dargli finalmente una dignitosa sepoltura ma Brady non si chiuse nel silenzio.



Brady aveva ammesso di aver ucciso Keith mentre era in prigione, ma non ha mai rivelato cosa aveva fatto del corpo. Ora i familiari vorrebbero che le autorità carcerarie aprissero i loro archivi per verificare quando contengono due valige tuttora custodite dopo la morte del pluria-ssassino. Poche righe su un foglio di carta, da lui inviato nel 1991 alla famiglia del piccolo, al fratello di Keith, contenevano una specie di ammonizione: "Vi consiglio ancora una volta di smettere di cercare finché le cose non sono risolte. Il mio testamento contiene istruzioni speciali solo per te. Il mio tempo è quasi finito. Sinceramente, Ian Brady".

Alan, ora 62enne, ha detto al Manchester Evening News: "Ci sono voluti altri 26 anni prima che morisse davvero. All'epoca speravamo che ci potesse aiutare a trovar i resti di Keith. Gli avevo scritto più volte e ad un certo punto gli ho chiesto se avrebbe corrisposto con John Stalker, un ex investigatore, in modo che le informazioni potessero essere trasmesse in quel modo.

Il “mostro” aveva chiesto che due valigie chiuse a chiave fossero messe in un deposito sicuro poche ore prima di morire all'età di 79 anni all'Ashworth Hospital nel Merseyside. La polizia era intenzionata ad aprire le valigie per verificare se ci sono indizi su dove è sepolto Keith, 12 anni, ma è stato per ora rifiutato il mandato di perquisizione.

Lo scolaro fu rapito mentre andava a casa della nonna il 16 giugno 1964 e condotto a Saddleworth Moor da Brady e Myra Hindley, complice Myra Hindley, prima di essere ucciso e dove potrebbe essere sepolto nel “cimitero” usato dai due killer pedofili. Il suo corpo non è mai stato trovato e sia Myra Hindley e lo stesso Brady  si sono portati nella tomba il segreto. Oggi Alan dice che c'è un "disperato" bisogno di esaminare i documenti dopo che alla Greater Manchester Police è stato rifiutato l'accesso da un giudice distrettuale. “Vogliamo solo sapere la verità, è un nostro diritto”, conclude commosso il fratello della vittima.

IAN BRADY E MYRA HINDLEY, ASSASSINI PEDOFILI

Ian Brady e la sua dabbolica compagna Myra Hindley, tra il luglio 1963 e l'ottobre 1965, a Manchester e dintorni, in Inghilterra hanno ucciso cinque bambini e adolescenti tra i 10 e i 17 anni -Pauline Reade, John Kilbride, Keith Bennett, Lesley Ann Downey e Edward Evan - almeno quattro dei quali sono stati violentati sessualmente. Due delle vittime furono appunto scoperte in fosse scavate a Saddleworth Moor; una terza fu scoperta nel 1987, più di vent'anni dopo il processo di Brady e Hindley. Anche il corpo di una quarta vittima, Keith Bennett, è sospettato di essere sepolto lì, ma nonostante le ripetute perquisizioni non è stato scoperto.

La polizia era inizialmente a conoscenza di soli tre omicidi, quelli di Edward Evans, Lesley Ann Downey e John Kilbride. L'indagine è stata riaperta nel 1985, dopo che Brady aveva confessato anche gli omicidi di Pauline Reade e Keith Bennett. Brady e Hindley furono portati separatamente a Saddleworth Moor per assistere la polizia nella ricerca delle fosse, entrambi dopo aver confessato gli ulteriori omicidi. Definita "la donna più malvagia della Gran Bretagna", Hindley fece diversi appelli contro la sua condanna a vita, sostenendo di essere cambiata e non più un pericolo per la società, ma non fu mai rilasciata. È morta nel 2002, all'età di 60 anni. Brady fu dichiarato seminfermo di mente nel 1985 e rinchiuso nell'ospedale di alta sicurezza di Ashworth. Ha chiarito che non ha mai desiderato di essere rilasciato e ha chiesto ripetutamente di essere autorizzato a morire. Morì nel 2017, ad Ashworth, a 79 anni.

 
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La beffa del serial killer alla famiglia di un bimbo ucciso - immagine 1
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