L’assassino di Evelyn, uccisa nel 1979

| Un uomo di 64 anni individuato grazie alle nuove tecniche forensi: una traccia del Dna lasciato su una manica del cappotto della vittima ha permesso di dare un nome all’omicida

+ Miei preferiti
L’ultima a vedere viva Evelyn Kay Day, dipendente del laboratorio dell’Aims Community College di Greeley, in Colorado, fu Julie Cogburn, una studentessa: stava mettendo in moto la sua auto nel parcheggio del campus. Erano le 10 di sera del 26 novembre 1979.

L’indomani, quando il marito Stanley si rende conto che Evelyn quella notta non era tornata a casa, ne denuncia la scomparsa, ma è un mistero destinato a durare poco: lo stesso giorno, alcuni colleghi della donna che si erano uniti alle ricerche intravedono la sua Datsun station wagon rossa sul ciglio della strada, seminascosta fra gli alberi. Spetta alla polizia, aprendo il bagagliaio, la macabra scoperta: Evelyn Kay Day era morta, violentata brutalmente e strangolata con la cintura del suo cappotto, dirà l’autopsia qualche settimana dopo.

Per decenni ogni indagine, pista e sospetto non porterà mai a nulla, facendo scivolare lentamente il fascicolo della morte di Evelyn Kay Day verso i “cold case”, l’archivio degli irrisolti. Ma grazie alle nuove tecniche forensi, casi che sembravano destinati a restare senza il nome di un colpevole arrivano sempre più ad una soluzione, malgrado siano passati decenni e gli assassini ormai convinti di averla fatta franca.

La speranza di risolvere anche l’omicidio di Evelyn Kay Day, uno dei fascicoli più vecchi, si riaccende nel maggio del 2020, quando il detective Byron Kastilahn chiede la riapertura del caso al “Colorado Bureau of Investigation”, accompagnata dall’autorizzazione alla prova del DNA attraverso il “CODIS” (Combined DNA Index System), il database che permette alle forze dell’ordine e ai laboratori di criminalità forense di condividere migliaia di profili di DNA. Tre mesi dopo, il 26 agosto, il detective Kastilahn riceve un rapporto dal laboratorio di analisi con un colpo di scena: il Dna ricavato da tracce di sperma rinvenute su una manica del cappotto e sotto le unghie della povera ragazza, combaciava perfettamente con quello di James Herman Dye, un 64enne residente a Wichita, in Kansas.

L’investigatore controlla i registri dell’università e scopre che in quegli anni Dye era iscritto come studente, ma saltano fuori anche vecchi problemi con la giustizia: Dye era stato arrestato in Colorado nell’ottobre 1977 per aggressione sessuale di secondo grado e nuovamente fermato nel febbraio 1981 per aggressione sessuale su un bambino. Ancora un arresto nel marzo 1987 per aggressione sessuale e uno datato 1982. 

Esaminando il vecchio fascicolo del caso, il detective scopre che qualcuno nel 1988 aveva indicato Dye come possibile sospetto. Secondo la soffiata, Dye lavorava in una fattoria a est di Platteville e “la notte dell’omicidio è tornato a casa con i vestiti sporchi di sangue”.

Altre conferme, come se non bastasse quella del Dna, che fanno scattare le manette ai polsi di James Herman Dye, accusato di violenza carnale e omicidio di primo grado. Rinchiuso nella prigione della contea di Sedgwick in attesa dell’estradizione in Colorado, Dye continua a proclamarsi estraneo alla vicenda: “L’imputato ha negato di conoscere la vittima, di avere una relazione segreta sessuale e di averla uccisa”. Ma questa volta non riuscirà a farla franca.

Galleria fotografica
L’assassino di Evelyn, uccisa nel 1979 - immagine 1
Cold Case
Nuove prove sulla morte di Khashoggi
Nuove prove sulla morte di Khashoggi
Diversi documenti “Top Secret” dimostrano che la squadra assassini del giornalista hanno utilizzato aerei di una compagnia che apparteneva al principe saudita MBS
È morto Samuel Litte, il serial killer più prolifico d’America
È morto Samuel Litte, il serial killer più prolifico d’America
Aveva 80 anni e dal 2014 stava scontando 3 ergastoli, ma si era autoaccusato dell’omicidio di 93 donne. Attraverso le sue confessioni l’FBI ha risolto oltre 50 casi insoluti
Risolto il cifrario del Killer dello Zodiaco
Risolto il cifrario del Killer dello Zodiaco
Dopo 51 anni, tre codebreaker amatoriali sono riusciti a venire a capo di uno dei messaggi più oscuri del serial killer californiano, il “cifrario 340”. Purtroppo, non conteneva indicazioni utili per svelarne l’identità
Il più celebre serial killer sudcoreano confessa
Il più celebre serial killer sudcoreano confessa
Al suo posto era stato accusato un innocente che ha scontato 20 anni di galera. Lee Chung-jae ha ammesso i 14 omicidi di donne e si è detto sorpreso: era convinto che la polizia l’avrebbe fermato molto prima
Dopo 36 anni risolto il cold case di Jonelle Matthews
Dopo 36 anni risolto il cold case di Jonelle Matthews
Un anno fa il ritrovamento dei resti della ragazzina scomparsa in Colorado pochi giorni prima del Natele del 1984. Gli esami e la comparazione dei dati hanno portato all’arresto dell’ex pastore della chiesa che la famiglia frequentava
Nicole Brown Simpson, diario una morte annunciata
Nicole Brown Simpson, diario una morte annunciata
Un documentario che presto arriverà in tutto il mondo ha scelto di basarsi sui diari segreti della moglie di OJ Simpson, mai utilizzati durante il processo. Una sequenza infinita di violenze e minacce
Caso Maddie, la polizia scava in un giardino ad Hannover
Caso Maddie, la polizia scava in un giardino ad Hannover
Si trova all’interno di un’ex residenza di Christian Brueckner, il principale sospettato. Sul posto ruspe, cani poliziotto e agenti della scientifica
Quasi risolto il caso di Maddie McCann
Quasi risolto il caso di Maddie McCann
Lo dice il padre dell’ex fidanzata del principale sospettato Christian Brueckner, interrogato per capire il coinvolgimento della donna nel sequestro e la probabile morte della bimba inglese
Maddie, avviate le ricerche del corpo
Maddie, avviate le ricerche del corpo
La polizia sta passando la setaccio diversi pozzi nella zona dell'Algarve dove si sospetta potrebbe trovarsi il corpicino della bimba inglese scomparsa nel nulla 13 anni fa
Caso Maddie: trovato il rifugio segreto di Brueckner
Caso Maddie: trovato il rifugio segreto di Brueckner
Sepolti in una fabbrica abbandonata hard disk e chiavette usb che contengono oltre 8000 immagini foto e video. Cautela degli inquirenti, anche se la speranza è di essere vicini alla svolta del caso