"No, non ho ucciso io Lidia Macchi"

| Stefano Binda, 51 anni, condannato all'ergastolo in 1 grado, davanti ai giudici dell'appello. Il delitto nel gennaio '87. Lidia fu uccisa, dopo aver respinto l'assassino, con 29 coltellate

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Nell'aula della Corte d'Assised'Appello ci sono l'imputato, Stefano Binda, 51 anni  in occhiali neri e giacca grigia, che si è sempre detto innocente ma anche la madre e il fratello di Lidia Macchi, a studentessa trovata uccisa con 29 coltellate nel gennaio del 1987 in un bosco a Cittiglio, nel Varesotto, a fianco al loro legale Daniele Pizzi. Oggi la difesa, con gli avvocati Sergio Martelli e Patrizia Esposito, presenterà le sue richieste di riapertura del processo (nuove perizie e testimonianze) e poi i giudici (presidente Ivana Caputo) decideranno sulle istanze. Anche il sostituto pg Gemma Gualdi ha fatto appello perché, malgrado Binda sia stato condannato al massimo della pena, venga riconosciuta anche l'aggravante dei motivi abietti e futili, caduta in primo grado. Binda, 51 anni, è stato condannato nell'aprile 2018 dalla Corte d'Assise di Varese all'ergastolo per l'omicidio di Lidia Macchi.

   

Cold Case
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